Mattarella richiama l’attenzione sulla legge elettorale

Sergio Mattarella (foto di archivio) Sergio Mattarella (foto di archivio) @Gabriele Guida
Oggi 26 Aprile, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato al Quirinale i presidenti di Camera e Senato, per ribadire l’urgenza di una nuova legge elettorale.

“Il Parlamento provveda sollecitamente al compimento di due importanti adempimenti istituzionali: la nuova normativa elettorale per il Senato e per la Camera e l'elezione di un giudice della Corte costituzionale”. Questo ciò che il capo dello Stato ha chiesto di rappresentare ai rispettivi gruppi parlamentari, a Pietro Grasso e Laura Boldrini, in un colloquio avvenuto all’ora di pranzo e durato più di due ore. 

La massima carica dello Stato si è espressa saldamente sulla questione della legge elettorale, e sulla necessità di rendere omogenei e compatibili i meccanismi elettorali di Camera e Senato, cosa che del resto ha ricordato “tutti i gruppi parlamentari mi avevano chiesto alla fine delle consultazioni che poi avrebbero portato alla nascita del governo Gentiloni”. 

Un monito forte, ma nello stile che più gli si addice, non creando polveroni con messaggi alle Camere o richiami ai partiti ma convocando i presidenti delle Camere, un gesto formale ma davvero importante.

Le reazioni sono state molte ed ovviamente di approvazione nei confronti del presidente della Repubblica. Andrea Mazziotti, di Civici e Innovatori, relatore della legge elettorale, giudica sacrosante le parole di Mattarella, e spiega che in commissione si è lavorato molto nelle scorse settimane ed ora sta personalmente lavorando ad un testo base, ovviamente. Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera commenta così “il presidente della Repubblica ha ragione, sia sulla legge elettorale che sul giudice della Consulta. Non so gli altri, ma certamente per il Pd sono delle priorità. Già da oggi in capigruppo chiederemo la calendarizzazione di entrambe le questioni”.

Pier Luigi Bersani, deputato Mdp, ha espresso la necessità di fare una legge velocemente sì, ma di farla anche bene e pensa che “ sia un pazzo furioso chi voglia mantenere i capilista bloccati, cominciamo da lì e poi diamo un premio di coalizione”.

Ma anche Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ed i deputati M5s, approvano le parole di Mattarella, ma accusano aspramente Renzi ed il Pd di essere la vera causa di questo rallentamento.

Ma oltre i soliti commenti di approvazione di una politica sempre più distante, si riuscirà finalmente a fare una legge elettorale in questo Paese?

Oggi avremmo avuto una legge elettorale praticamente inutilizzabile, se non fosse stato per l’intervento della Consulta. Ma nonostante ciò, resta una legge inadeguata, una legge che ci portiamo dietro dall’approvazione del porcellum, e che non è mai stata cambiata, nonostante i molti richiami. 

Infatti fu così anche con Napolitano quando, eletto per la seconda volta, ammonì le Camere per la loro “accidia nel non aver ancora riformato la legge elettorale”. All’epoca il Parlamento applaudì, così come lo fanno i membri di oggi, ma nulla cambiò. E questa volta?

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