Morto Pier Luigi Vigna: ex procuratore dell'antimafia

Nel centro di Oncologia di Villa Ragionieri a Firenze, si è spento dopo una lunga e debilitante malattia l’ex procuratore Pier Luigi Vigna. Magistrato che ha condotto molte inchieste tra le più importanti e delicate: dal Mostro di Firenze, alla strage del 1984 sul treno 904, sino al terrorismo sia rosso che nero.  

Nel centro di Oncologia di Villa Ragionieri a Firenze, si è spento dopo una lunga e debilitante malattia l’ex procuratore Pier Luigi Vigna. Magistrato che ha condotto molte inchieste tra le più importanti e delicate: dal Mostro di Firenze, alla strage del 1984 sul treno 904, sino al terrorismo sia rosso che nero.  

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Firenze, 28 settembre 2012 - Si e' spento, all’età di 79 anni, nel Centro Oncologico Fiorentino Villa Ragionieri, l’ex procuratore nazionale Antimafia Pier Luigi Vigna; che ha ricoperto per lungo tempo l’incarico di procuratore della Repubblica nel capoluogo toscano. Pier Luigi Vigna nato il primo agosto 1933 in provincia di Firenze, entrò in magistratura nel 1959. Iniziò la propria carriera in qualità  di pretore a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, poi a Milano. Ritornato a Firenze, svolge le funzioni di sostituto, poi in seguito, di procuratore aggiunto e infine, dal 1991 diviene procuratore capo presso la Procura della Repubblica a Firenze. Durante la sua carriera Vigna ha condotto molte inchieste importanti: dal Mostro di Firenze all’anonima Sarda, per giungere alle stragi dell'estate del 19930: in cui la mafia colpì proprio il capoluogo toscano con l'autobomba di via dei Georgofili, alle spalle degli Uffizi. Alla ricerca della verità sugli attentati che colpirono anche Roma e Milano, in quello stesso anno, raccolse le prime dichiarazioni di Brusca; portando avanti l’inchiesta bis sui presunti "mandanti a volto coperto". Indagò anche a lungo sulla strage avvenuta sul treno 904 del Natale 1984 e che costò la vita a 16 persone, causando 266 feriti. La maggior parte delle inchieste che gli furono affidate, ripercorrono la recente  storia d’Italia, e alcuni dei momenti più drammatici della lotta tra Stato e Mafia. Le più delicate indagini passarono dalle sue mani: compresa quella dell'Autoparco di Milano che finì col creare tensioni tra la procura fiorentina e quella di Milano. Indagò anche sul terrorismo rosso a cominciare dalle attività di Prima Linea e delle Brigate Rosse. Fu Vigna inoltre, che a convinse Gaspare Mutolo a collaborare con la giustizia nel 1992. Fu proprio in quel periodo che il magistrato fiorentino iniziò ad occuparsi, in maniera sempre più intesa, del problema dei "pentiti", fino ad essere chiamato nel gruppo di lavoro che redasse il nuovo regolamento sui collaboratori di giustizia e nella speciale commissione incaricata di vagliare le richieste di accesso ai programmi di protezione. Nel mondo giudiziario Vigna fu un uomo ''controcorrente": soprattutto non condivideva l'impegno dei magistrati in politica e "anche da pensionato", si è detto sempre  a favore della separazione delle carriere tra giudici e pm. E’stato tra i primi a sostenere con convinzione l' istituzione dei tribunali distrettuali antimafia ed era favorevole al raggruppamento delle strutture investigative antimafia in un unico organismo. Tra le svolte importanti, va ricordata quella che condusse all’arresto della brigatista Barbara Balzerani. Dal gennaio del 1997 diventa Procuratore Nazionale Antimafia, incarico che abbandonò nel 2005 per il raggiungimento del limite d’età. Autore di molti libri sulla legalità e la giustizia, Vigna è rimasto sempre lucido a detta di color che lo hanno assistito sino all’ultimo, e nonostante il dolore della malattia, la mente del combattivo giudice non si è mai arresa. Sempre attivo e vivace, Spazio 5 ha avuto la fortuna di averlo come ospite e relatore durante la presentazione del libro di Eugenio Occorsio, “Non dimenticare, non odiare. Storia di mio padre e di tuo nonno” il 25 gennaio di quest'anno.

Pubblicato in Attualità

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