Nestlé, congedo di paternità e stop ai licenziamenti

Nestlé e le sigle sindacali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno raggiunto l’accordo sulla “Nestlé Baby Leave”.

Un congedo retribuito di tre mesi, equivalenti a dodici settimane consecutive, di cui potrà usufruire il papà lavoratore o il secondo caregiver in occasione della nascita di un figlio o dell’adozione di un minore. In particolar modo, la “Nestlé Baby Leave” potrà essere fruita dal secondo caregiver in un’unica soluzione entro sei mesi della nascita di un figlio o dell’adozione di un minore al fine di assicurarsi che i genitori abbiano il giusto tempo per definire una routine di collaborazione e supporto reciproco.

«Nestlé, con questo accordo, si pone l’obiettivo di consentire a tutta la famiglia di dedicare tempo ed energie al nuovo arrivato, in un periodo particolarmente delicato non solo per la crescita del bambino, ma anche per quella dei genitori».

La nuova policy, sottolinea il Gruppo è «un importante passo in avanti sia rispetto ai dieci giorni previsti dalla legislazione italiana sia alle politiche adottate finora da Nestlé stessa che, già dal 2012 e per prima in Italia, ha introdotto due settimane aggiuntive di congedo retribuito per il lavoratore padre, misura che dal prossimo mese verrà superata dalla Nestlé Baby Leave».

Complessivamente, per questa nuova misura a sostegno della genitorialità condivisa, il Gruppo arriverà ad investire oltre 1 milione di euro all’anno ed assicurerà l’erogazione di tutti gli elementi retributivi.

Inoltre, altro accordo importante preso tra le delegazioni sindacali della Fai Cisl IrpiniaSannio, della Flai Cgil, Uila Uil e Cisal con le rispettive RSUhanno con i dirigenti della Nestlè Italiè è stato quello dell’attivazione del contratto di solidarietà per 123 dei 229 dipendenti della fabbrica in zona Asi, dopo che si prospettava la procedura di licenziamento collettivo per settantotto lavoratori impiegati presso lo stabilimento Ponte Valentino, che risultavano in esubero rispetto alle esigenze organizzative e produttive dell’azienda.

Una procedura che era stata comunicata lo scorso 11 marzo, ponendo all’attenzione una prospettiva traumatica, quella dei licenziamenti, che sono stati evitati «con grande responsabilità e sensibilità delle organizzazioni sindacali, delle Rsu e della Nestlé», affermano le sigle sindacali in una nota congiunta.

La situazione sarà, dunque, gestita ricorrendo al Contratto di solidarietà, che coinvolgerà 123 lavoratori full time in forza allo stabilimento di Ponte Valentino, attraverso il quale sarà sostanzialmente ridotto l’orario di lavoro individuale con validità di un anno a partire dal prossimo 28 marzo.

«È prevalso il buonsenso. Per quanto riguarda la gestione della solidarietà», spiega Alfonso Iannace, coordinatore territoriale Fai Cisl Irpinia Sannio, «avremo degli incontri mensili. Ma onde evitare equivoci, la solidarietà non è la soluzione certa al problema aziendale. Come abbiamo già detto nelle scorse assemblee c’è comunque in atto una riorganizzazione aziendale», conclude, «quindi i dodici mesi sono anche finalizzati a gestire eventuali uscite di lavoratori prossimi alla pensione e trasformazioni contrattuali full time a part time. Per questi ultimi due argomenti ci incontreremo il 27 aprile».

Le sigle e le RSU, dopo l’incontro in Confindustria, hanno manifestato una moderata soddisfazione a quanto convenuto e comunicheranno il risultato ottenuto nell’assemblea con le lavoratrici e lavoratori che si terrà presso lo stabilimento Nestlè in Benevento lunedì prossimo 28 marzo.

Pubblicato in Attualità
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