Newman Otas, il piccolo nato in acque internazionali

Newman Otas Newman Otas ©Alva White/MSF
Magari era notte fonda quando Otas e Faith, con i loro due figli Victory e Rollres, di cinque e sette anni, si sono imbarcati, dalla costa libica, su un gommone diretto verso l’Europa. O magari era pieno giorno, e l’imbarcazione era di legno. Forse chi ha spinto la zattera si è limitato solo a bagnarsi sino ai polpacci, per poi ritornare a riva, pronto per organizzare un altro viaggio.

 

Li avrà guardati allontanarsi? Avrà aspettato che sparissero oltre l’orizzonte? O forse, erano in tre o quattro a dare l’avvio al gommone, per poi issarsi su a fatica, e cercare un poco di spazio tra un centinaio di persone stipate in pochi metri quadrati.

Cosa avrà pensato Faith, a metà del viaggio, quando il fondo del barcone si era riempito di acqua e benzina? Magari Otas le ha tenuto per tutto il tempo la mano, sin dalla prima contrazione, o magari no, perché era troppo distante, c’era troppa gente. E Victory e Rollres? Si saranno fatti forza l’un l’altro, da bravi fratelli. Avranno reagito alla ferocia della vita che gli stava capitando immaginando un gioco? Un’avventura magari?

Dal punto di vista statistico, nel 2015, secondo l’ONU, i migranti erano il 3,3% della popolazione globale. Quasi 250 milioni di persone in movimento nel mondo.

Dal punto di vista umano questo è qualcosa di sconvolgente, una situazione con la quale dobbiamo a tutti i costi fare i conti, a livello istituzionale, ma anche personale, nel nostro intimo. Non ci è più permesso guardare il nostro mare e non sentire le loro voci, ognuna di quelle persone è una storia che andrebbe quanto meno ascoltata.

E tra tutte quelle persone, oggi, 12 settembre 2016, Otas e Faith, sulla nave di ricerca e soccorso MV Aquarius, di MSF in partnership con SOS MEDITERRANEE, in acque internazionali, hanno dato alla luce un bambino, che hanno deciso di chiamare Newman Otas.

Faith racconta che era molto preoccupata sul gommone, seduta sul pavimento della barca con altre donne e bambini. “Avevo paura di entrare in travaglio. Sentivo il mio bambino che si muoveva, si muoveva verso il basso e poi tornava di nuovo. Ho avuto contrazioni per tre giorni".

Fortunatamente la nave MV Aquarius, che ora ospita 253 persone a bordo, ha avvicinato il gommone 24 ore prima del parto, permettendo così di far nascere il bambino in condizioni sicure, con l’aiuto di Jonquil Nicholl, l’ostetrica di MSF, che si chiede come sia possibile che tutto questo accada ancora nel 2016. Come sia possibile che le famiglie, le persone vulnerabili, le donne incinte, i bambini molto piccoli e i bambini non ancora nati siano costretti a rischiare la vita nel Mediterraneo quando dovrebbero ricevere assistenza e protezione.

Dal 21 aprile 2016, inizio delle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale, i team MSF a bordo della Dignity, della Bourbon Argos e della MV Aquarius (quest’ultima in partnership con SOS MEDITERRANEE) hanno soccorso 12.003 persone durante 89 diverse operazioni di soccorso.

 

Pubblicato in Attualità

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