Parigi, attentato alla redazione Charlie Hebdo

Parigi, attentato alla redazione Charlie Hebdo
Un commando di tre uomini incappucciati e vestiti di nero ha assaltato la sede del giornale satirico francese, noto per il suo stile ironico e provocatorio, e hanno aperto il fuoco con dei kalashnikov al grido di "Allah hakbar". 

Un commando armato ha fatto irruzione nella redazione parigina del settimanale satirico Charlie Hebdo ed è stata strage: il bilancio della procura è di 12 morti, tra loro anche il direttore Stephane Charbonnier, che firma Charb le sue vignette. Tra le vittime anche i tre vignettisti Georges Wolinski, Cabu (Jean Cabut) e Tignous (Bernard Verlhac).

Otto i feriti, di cui 4 gravissimi. Ad aprire il fuoco con dei kalashnikov nella sede del giornale satirico francese, noto per il suo stile ironico e provocatorio, sono stati due uomini incappucciati e vestiti di nero. Il ministero dell’Interno ha reso noto che in totale gli attentatori sono tre. Il governo ha deciso l’immediato aumento del livello di allerta attentati terroristici in tutta l’Ile-de-France, la regione di Parigi: polizia e gendarmi sono stati schierati davanti ascuole, edifici pubblici e redazioni di giornali. Al momento dell’irruzione i due assalitori gridavano “Allah akbar“: lo testimoniano le immagini girate dal giornalista Martin Boudot, trasmesse da France Televisions. 
Si tratta di “un attentato terroristico: non c’è alcun dubbio”, ha detto il presidente franceseFrancois Hollande. Sale il livello di allerta anche a Roma. Secondo quanto si è appreso da fonti delle forze dell’ordine, sono stati potenziati i servizi di vigilanza agli obiettivi sensibili nella capitale e c’è una “particolare attenzione” verso le redazioni giornalistiche.

L’ultimo tweet di Charlie Hebdo è stata una vignetta sul leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi. Nell’immagine si vede il califfo augurare buon anno e buona “salute” a tutti. Sul numero di questa settimana, il settimanale pubblica un articolo dedicato a "Sottomissione", l’ultimo romanzo dello scrittore francese Michel Houellebecq.

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