Pesca, venti milioni dal Governo a sostegno del settore

Si è concluso giovedì scorso l’incontro preventivo tra Francesco Battistoni, sottosegretario all’agricoltura, e le associazioni di categoria del settore ittico, in cui hanno partecipato quasi tutte le sigle sindacali del mondo della pesca, Coldiretti Impresapesca, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila pesca a seguito dello sciopero dei pescatori, colpiti non solo dall’emergenza sanitaria ma anche dalla crescente crisi energetica.

Battistoni, durante l’incontro, ha annunciato la prossima adozione di un provvedimento ministeriale d’urgenza che possa offrire un sostegno finanziario alle imprese di pesca. L’ipotesi sarebbe quella di un’iniezione finanziaria a favore del settore di venti milioni di euro.

Oltre questo, è stata annunciata anche la velocizzazione delle liquidazioni degli indennizzi Covid e la costituzione di un tavolo di confronto Mipaaf, Ministero del Lavoro e Ministero dell’Economia e delle Finanze, per sciogliere gli altri nodi sul tavolo, a partire dal completamento della riforma degli ammortizzatori sociali.

Come ultima cosa, la stessa Commissione europea ha chiesto agli Stati membri, tra cui quindi anche l’Italia, di indicare l’impatto che i recenti accadimenti stanno producendo sul settore, evidentemente nell’ottica di adottare strumenti d’emergenza in grado di alleviare le difficoltà enormi che sta vivendo il settore.

«Siamo in contatto con le organizzazioni della pesca d’Europa», spiegano le sigle sindacali, «per monitorare gli effetti di una crisi globale che rischia di cambiare una volta per tutte il volto di molte delle nostre marinerie. Chiediamo ogni sforzo possibile al governo per sostenere un settore strategico per la filiera alimentare e intervenire tempestivamente per sostenere le imprese e i lavoratori».

Intanto, però, il comparto pesca continua a soffrire a causa dell’aumento del gpl e, se non s trovano soluzioni immediate, si prevede uno sciopero nazionale per sabato 19 marzo.

Da giorni, ormai, la maggioranza dei pescatori non esce in mare perché, tra costi del carburante e vendita del prodotto, il guadagno per loro è pari a zero: «Quello che stiamo chiedendo», racconta Salvatore Fiorillo, pescatore della cooperativa di pescatori associati a Coldiretti Impresa Pesca Salerno, «è una revisione del prezzo del carburante. Purtroppo a queste condizioni a mare non si può più andare. Il 50% del pescato viene assorbito dal costo del gasolio, poi ci sono le spese per mantenere l’equipaggio, le tasse e la manutenzione delle imbarcazioni a questo ci conviene stare fermi». Di conseguenza, questo stop comporta a breve un aumento del prezzo del prodotto per il consumatore.

«Già in alcuni porti alcune aziende, esasperate dall’insostenibilità dell’aumento dei costi del gasolio hanno paventato la possibilità di non essere in grado di corrispondere il salario in queste giornate di agitazione. I Sindacati non ritengono possibile», dichiarano in una nota Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca, «che le conseguenze di quanto sta accadendo possano ricadere, come spesso accade, sulle spalle di chi lavora. Pertanto, chiediamo, come fatto anche ieri nel tavolo permanente della pesca riunitosi d’urgenza, che il Governo e i Ministeri competenti intervengano il più rapidamente possibile per dare sostegni concreti al settore, finanziando misure economiche straordinarie per tutelarne l’occupazione in questo drammatico momento e», concludono, «di dare piena attuazione allo strumento della Cisoa perché diventi l’ammortizzatore realmente efficace per tutto il comparto».

 

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