Piazza Tienanmen, 25 anni dopo

Il "rivoltoso solitario" Il "rivoltoso solitario"
Nel 1989 migliaia di studenti e cittadini avevano occupato la piazza al centro della capitale cinese da settimane, a seguito delle proteste che erano cominciate a metà aprile, per reclamare la fine del regime a partito unico e l’instaurazione in Cina di un sistema democratico: furono uccisi a centinaia, forse migliaia, e la rivolta fu soffocata nel sangue quando i carri armati fecero irruzione nella notte tra il 3 e il 4 giugno.

Ancora oggi non c’è certezza sul numero delle vittime.

A distanza di 25 anni, centomila agenti dei servizi di sicurezza cinesi stanno presidiando Pechino. Gli accessi a internet dalla Cina, così come alla rete dei cellulari, sono fortemente rallentati e il motore di ricerca Google è oscurato: il Partito Comunista Cinese (Pcc) e il Governo fanno di tutto per eliminare la memoria di quella tragedia, affinché non se ne parli e non la si ricordi, o non la si conosca affatto, come succede per le nuove generazioni, quelle cresciute dopo la rivolta, quelle che ne ignorano l'esistenza.

Un ricordo non si potrà mai cancellare: la foto presente in tutti i libri di storia (non quelli cinesi), il primo risultato dei motori di ricerca sul web alla richiesta "Piazza Tienanmen", il simbolo della rivoluzione stessa. L'immagine del “rivoltoso solitario”, lo studente che da solo si oppose al passaggio di un plotone di carri armati, del quale non si non si è mai scoperta l’identità o che fine abbia fatto.

La Cina oggi è molto cambiata: Pechino, Shanghai e gli altri grandi centri sono a tutti gli effetti città occidentali. Quasi ovunque, dalle indicazioni alle insegne, dai menù alle mappe stradali, le informazioni sono bilingue, cinese/inglese. I giovani cinesi, fissi a messaggiare o a guardare film sull'ultimo modello di cellulare, sembrano non avere nulla da invidiare ai loro coetanei europei o americani.
O forse si: loro l'immagine che apre questo articolo non la possono vedere.

Pubblicato in Attualità
Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

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