Plebiscito Renzi. Grillo doppiato

Plebiscito Renzi. Grillo doppiato
Un risultato al di là di ogni più rosea aspettativa. Il Pd di Matteo Renzi, raggiunge infatti l’inatteso risultato del 40,8% alle elezioni europee che porta il suo partito ad essere il primo dell’area socialdemocratica in Europa. Delusione invece per il M5S (21,2%) che dopo le ultime uscite pubbliche del leader Beppe Grillo non riesce a sfondare come da pronostico e scende al di sotto del dato delle ultime politiche. Per il premier e segretario del Pd Matteo Renzi un record assoluto che ha addirittura battuto quello del 2008 quando alla guida del partito vi era Walter Veltroni. Magro risultato per Forza Italia nonostante gli sforzi di Silvio Berlusconi raggiunge un esiguo 16,8%, ben al di sotto del 20% auspicato.

Per il Nuovo Centrodestra del ministro degli Interni, Angelino Alfano, un 4,4% che gli consente così di superare la soglia di sbarramento, ma tenuto conto dell’alleanza con l’Udc, è un risultato che dovrebbe far riflettere.

Ottimo successo per la Lega Nord che si attesta quarto partito italiano con un buon 6,2%, merito soprattutto del suo segretario, Matteo Salvini.

Delusione dunque per Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle che perdono quasi 5 punti percentuali dalle scorse politiche e passa da 8 milioni e 689 mila voti a 5 milioni e 800 mila.

Un dato che sicuramente con il calo percentuale degli elettori dal 75,2% (politiche 2008) al 57,22%.

Pesa ancor di più il risultato di Forza Italia che perde circa 3 milioni di elettori (da 7 milioni e 332mila, il 21,6% del Pdl a un misero 16,8%).

Altri partiti, quali la Lega Nord, Ncd-Udc e Tsipras, superano la soglia del 4% che permette di portare parlamentari europei a Strasburgo. Per Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale un misero 3,7%, anche se quasi raddoppia i consensi rispetto alle politiche dello scorso anno. Infine, Scelta Europea riesce ad arrivare allo 0,6%.

Insomma, l’Italia che si è svegliata oggi ha lanciato un messaggio ben preciso, mostrando una solidità e fiducia al governo Renzi che sicuramente gioverà nelle politiche europee soprattutto alle soglie del semestre europeo.

L’atteso risultato dei due fenomeni populisti, grillini da un lato e berlusconiani dall’altro, non ha dunque attecchito il corpo elettorale italiano, confermando il Pd come un partito in crescita che spaventa. Dati che addirittura, in vista di una probabile legge elettorale “Italicum”, porterebbe ad una maggioranza assoluta in partito di Renzi. Roba da vecchia Democrazia Cristiana.

Il premier ha accolto con entusiasmo commentando la sua soddisfazione su Twitter: “Un risultato storico. Commosso e determinato, adesso al lavoro per un’Italia che cambi l’Europa”.

I DATI DEFINITIVI

Le elezioni europee di ieri disegnano un'Italia diversa rispetto a quella delle precedenti europee del 2009. Il Pd cresce del 14,7% e passa dal 26,1% al 40,8%. Nel 2009 il Pdl ottenne il 35,2% dei voti, l'Udc il 6,5%, La Destra il 2,2%. Oggi Fi, Ncd, Udc, Fdi insieme hanno il 24,9%. L'Idv crolla dall'8% del 2009 allo 0,65%. La lista Tsipras è al 4,03%, ma nel 2009 le due liste di Rifondazione e Sel ebbero complessivamente il 6,5% dei voti. La Lega scende dal 10,2% del 2009 al 6,2% attuale. L’affluenza alle urne per le europee - secondo i dati ufficiali diffusi dal Viminale - è pari al 58,7%, in calo di quasi otto punti rispetto alle ultimi europee.

Francescochristian Schembri

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Francescochristian Schembri

Nato ad Agrigento dove vive e risiede, è giornalista pubblicista dal 2012. Ha collaborato con testate nazionali e locali e si occupa principalmente di tematiche politico-economiche. Laureando in giurisprudenza, ha maturato esperienze politico amministrative nel settore ambientale e delle politiche universitarie. Appassionato di studi storici, ha come hobby la lettura in ambito filosofico e storico. 


 


 

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