Presentato il nuovo governo Gentiloni

Presentato il nuovo governo Gentiloni foto Maurizio Riccardi
Paolo Gentiloni è il nuovo Presidente del Consiglio.

A meno da una settimana dalle dimissioni di Matteo Renzi (salito al Quirinale per rimettere il mandato lo scorso mercoledì 7 dicembre 2016 ) l’ormai ex ministro degli Esteri trasloca ufficialmente dalla Farnesina. Dopo il giuramento con i ministri è già tempo di esame in Aula. Martedì 13 dicembre 2016 è previsto il voto di fiducia alla Camera dei Deputati. Alle 18.45 comincerà la prima chiama, intorno alle 20 è previsto il voto finale. E, stando alle previsioni, non dovrebbero esserci difficoltà di numeri nonostante il passo indietro di Ala-Scelta Civica.  

Il gruppo guidato da Verdini non ha gradito le scelte di Gentiloni che non prevedono ruoli chiave per i suoi parlamentari e pertanto ha annunciato che non voterà «la fiducia a un governo che ci pare al momento intenzionato a mantenere uno status quo, che più dignitosamente sarebbe stato comprensibile con un governo Renzi-bis». Il forfait di Verdini potrebbe pesare soprattutto in Senato. Qui Gentiloni potrà contare su circa centosettantadue voti su trecentoventi, senza i diciotto di Ala che ormai passa all’opposizione. Sufficienti per incassare l’ok di Palazzo Madama. Ma non se ci fossero defezioni dell’ultima ora.  

Il governo cambia poco in confronto al precedente esecutivo con sole cinque "new entry" e un cambio di dicastero. La figura più controversa, Maria Elena Boschi, come preannunciato, non esce dal governo, ma si trasferisce a Palazzo Chigi come sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri con funzione di segretario. Angelino Alfano lascia il Viminale e va al Ministero degli Esteri. A prendere il suo posto all’interno Marco Minniti prima sottosegretario con la delega ai servizi segreti. Nodo che oggi Gentiloni non ha sciolto e che secondo indiscrezioni dovrebbe essere affidato a Luca Lotti. All’Istruzione approda invece Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato in quota Pd. Anna Finocchiaro diventa invece  la titolare dei Rapporti con il Parlamento. Nascono due nuovi ministeri quello dello Sport, affidato appunto al renziano Lotti, che mantiene la delega all’editoria, e quello per il Sud e Mezzogiorno che verrà gestito da Claudio De Vincenti. Scompare il Ministero per il riforme, nella logica, ha spiegato Gentiloni dopo aver accettato l’incarico che «il governo si dovrà operare per facilitare il lavoro delle forze parlamentari volto a individuare le nuove regole per le leggi elettorali». 

«Questa ve la devo dire: da domani tutti i nostri parlamentari staranno fuori da questo Parlamento finto e il Parlamento lo faranno nelle strade e nelle piazze» ha affermato Grillo lunedì 12 dicembre 2016 chiudendo lo spettacolo teatrale “Grillo vs Grillo” al Teatro Politeama di Genova. Luigi Di Maio, dopo avere incontrato brevemente il leader del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato: «E’ del tutto chiaro che non andremo in Aula a votare una fiducia a un governo fantoccio. Poi nelle prossime ore conoscerete tutte le iniziative del Movimento 5 Stelle. Perché è chiaro: c’è un palazzo e c’è una politica che si arrocca nel palazzo e poi ci siamo noi che abbiamo sempre portato avanti battaglie apostrofate come populiste ma che invece erano i temi dei cittadini. Continueremo a stare con i cittadini».

 

Pubblicato in Attualità

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