Presidio di Cisl, Cgil e Uil di fronte all'ambasciata turca a Roma

il presidio di Cisl, Cgil e Uil di fronte all'ambasciata turca il presidio di Cisl, Cgil e Uil di fronte all'ambasciata turca foto Maurizio Riccardi
Presidio all'ambasciata turca a Roma indetto unitariamente martedì 26 luglio 2016 dalle Federazioni Nazionali di Cisl, Cgil e Uil della scuola.

Presidio con cui si intende riconfermare la ferma e netta condanna dell’epurazione condotta dal governo turco, epurazione che impone una forte presa di posizione da parte dell’Unione Europea e di tutta la comunità internazionale per richiamare il rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello stato di diritto, così come ribadito anche dalla CES (Confederazione Europea dei Sindacati) pochi giorni avanti.

È quanto sottolineato da una nota della Cisl.

“Negli ultimi giorni sono stati arrestati non solo migliaia di soldati, generali ed ufficiali di polizia ma, in un processo di escalation, anche presidi universitari, dipendenti del ministero dell'istruzione, giornalisti e professionisti dei media, giudici e pubblici ministeri, insegnanti, funzionari pubblici. Tutte le libertà fondamentali, a cominciare dal rispetto dei diritti delle donne, sono oggi fortemente attaccate dal Governo di Erdogan. La velocità e la portata degli arresti fa temere che il Governo turco stia usando il colpo di stato come un pretesto per sradicare ogni opposizione democratica. Tutto questo è incompatibile per un paese candidato ad entrare in Unione Europea, dove il rispetto della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, il ripudio della pena di morte, rappresentano valori non negoziabili. Per questo facciamo appello alla Commissione Europea ed al Consiglio Europeo affinché condannino esplicitamente la condotta del Governo turco, prendendo tutte le misure necessarie, compresa la sospensione del processo di adesione, se non dovesse essere posto immediato termine a questa drammatica ed inaccettabile violazione dei diritti fondamentali e dei valori politici, morali e culturali alla base dell’Unione Europea”.

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