Quando i Cherubini scendono a Valle

Roma, 10 Luglio 2011 – Tutto ha avuto inizio nella mattinata di sabato. Alle 11.30 si è aperta una interminabile, civile, a tratti accesa, assemblea. Un ordine del giorno molto poco “festivo” prevedeva, fra le altre cose, di discutere, previa approvazione, la presenza di un artista di primissimo piano.

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Roma, 10 Luglio 2011 – Tutto ha avuto inizio nella mattinata di sabato. Alle 11.30 si è aperta una interminabile, civile, a tratti accesa, assemblea. Un ordine del giorno molto poco “festivo” prevedeva, fra le altre cose, di discutere, previa approvazione, la presenza di un artista di primissimo piano.

Questioni tecniche quindi ma anche di sostanza. Al Valle la partecipazione non è necessità di facciata, ma intima convinzione, da tutti sentita e quindi, in ultima analisi, pilastro fondamentale in materia di legittimazione e trasparenza. Decisione presa: Lorenzo Cherubini salirà sul palco del Teatro Valle domenica, nel tardo pomeriggio. Una parte dei ragazzi ha effettuato un sopralluogo con il team di Jovanotti, per organizzare tutto nella massima sicurezza. Occupazione, a dispetto di molti benpensanti e di una certa politica, vuole dire anche questo, rigore organizzativo, tanto lavoro e soprattutto una attenzione quasi maniacale per la “sicurezza”.

In serata, concludendo il secondo dei concerti romani, Jovanotti ha completato il suo avvicinamento alla protesta del Valle con queste parole “Voglio dichiarare il mio appoggio e la mia vicinanza agli artisti e lavoratori dello spettacolo che stanno occupando da giorni il teatro Valle, ci tenevo a dirlo è una protesta importante”

Con la cronaca siamo arrivati a domenica. In un pomeriggio infuocato, di quelli in cui l’asfalto di città emana vapori visibili ad occhio nudo, tanta gente in fila. La vista percepisce via del teatro Valle piena, ma a ben vedere la marea umana si snoda anche dietro l’angolo, ed è visibile già da Corso Vittorio. La folla attende ordinatamente, ma Lorenzo è entrato dall’ingresso artisti, posto sul retro, e sta parlando con gli occupanti. Un momento intenso, lui ascolta, controbatte, e risponde con la usuale sincera semplicità: “Condivido la vostra battaglia perchè è la battaglia delle idee. Cercherò di essere un volano per questa iniziativa”.

Alle 18.30 Jovanotti è in scena. Si esibisce con alcuni elementi della band, fra i quali non poteva mancare l’inseparabile Saturnino, in brani che come ricorda egli stesso “In qualche modo hanno a che fare con lo spirito creativo e combattivo che si respira nel teatro Valle": “L'elemento umano”, “La linea d'ombra”, “Mi fido di te”, “Bella” e una versione riveduta e corretta di “Temporale”. Quando Lorenzo scandisce con un sorriso: “C'è un Teatro Valle in arrivo nella mia città, porto novità”, scatena l’ovazione finale. In un teatro gremito fino all’ultimo ordine dei palchi, tutti i piedi, luci accese in sala e poche semplici parole per salutare: “Viva la cultura in ogni sua forma d'arte, viva lo spettacolo, viva il Teatro Valle occupato, viva l'Italia bella”.

Gianluca De Maria

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  • Autore: Gianluca De Maria
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  • Autore: Gianluca De Maria

Pubblicato in Attualità
Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

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