Regionali, ecco i risultati regione per regione

Regionali, ecco i risultati regione per regione
Alle urne solo il 52% degli elettori. Successo del Centro-Sinistra in Toscana, Puglia, Umbria, Marche e Campania. PD ridimensionato, boom Lega, bene il M5S. Liguria a Toti. Riconfermato Zaia in Veneto, flop Moretti e Berti.

CAMPANIA. A scrutinio ancora in corso (5.637 sezioni su 5.835), il canditato del centro-sinistra Vincenzo De Luca si impone al 41%. Tra le 9 liste che appoggiano l’ex sindaco di Salerno, il Partito Democratico non arriva al 20%, attestandosi al 19,70%. Brusco calo dei democratici che rimangono comunque primo partito davanti a Forza Italia, 18%, e M5S, 17,28%. Il testa a testa tra De Luca e il candidato del centro-destra Stefano Caldoro è stato accesso per tutta la notte fino al definitivo sorpasso con 60mila voti di scarto. Vince quindi l’uomo che potrebbe clamorosamente riportare alle urne i campani a breve visto che su di lui pende la spada di Damocle della legge Severino che non prevede l’eleggibilità di condannati, anche in via non definitiva. De Luca è stato infatti condannato in primo grado a un anno di carcere, a gennaio, per abuso d’ufficio, ma ha potuto presentarsi alle elezioni perché, secondo l’articolo 7 della legge Severino, sono esclusi dalla candidatura solo i condannati con sentenza definitiva. E’ stato definito quindi “candidabile ma non eleggibile”, ed ora che le urne lo vedono vincitore si aprono diversi scenari possibili. Per la cassazione la sospensione per De Luca , già decaduto da sindaco di Salerno per l’incompatibilità tra le due cariche di primo cittadino e di viceministro alle Infrastrutture ricoperto durante il governo guidato da Enrico Letta, è automatica, non ci sarebbero nemmeno i tempi per nominare un vice presidente e una giunta. L’esponente democratico si era già messo in cattiva luce in campagna elettorale per le liste in suo appoggio: ex cosentiniani, esponenti di destra estrema, politici locali avversari delle giunte di centrosinistra, indagati, imputati. Roberto Saviano aveva addirittura avvisato i campani affermando “c’è Gomorra nelle liste di De Luca”. Qualche giorno prima delle elezioni, Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia, aveva stilato una lista di “impresentabili” secondo il codice etico approvato dai partiti nella quale figurava lo stesso De Luca. 

LIGURIA. Giovanni Toti, candidato del centro-destra, è stato eletto presidente con il 34,44% supportato da Forza Italia, 12%, Lega Nord, che sorpassa nettamente il partito di Berlusconi, 20%, Fratelli D’Italia e Area Popolare. Primo partito il PD con il 25% dei consensi, ma la coalizione del centro-sinistra in supporto della candidata Raffaella Paita non eguaglia il risultato della destra e si ferma al 27,84%. Boom del Movimento 5 Stelle con Alice Salvatore che si attesta al 22,30%, ponendosi come secondo partito. Luca Pastorino, candidato della Sinistra vicina a Civati e appoggiata da Cofferati, raggiunge il 9,4 % e viene accusato dalla Paita di essere la causa della sconfitta in Liguria del centrosinistra. Cofferati era uscito dal PD dopo lo scandalo delle primarie nella stessa Liguria, i voti furono annullati in sedici seggi per irregolarità: votarono numerosi immigrati cinesi, est-europei e nordafricani senza conoscere i candidati, e si sono visti in fila anche esponenti del centrodestra e della destra regionale. L’ex sindacalista commenta il risultato elettorale proponendo una alleanza con il M5S:” Un’alleanza con il M5s potrebbe essere un bell’inedito. Nessuno ha la maggioranza per amministrare da solo”.

UMBRIA. Non c’è stata partita in Umbria dove Catiuscia Marini, candidata del Pd che si conferma primo partito col 35%, è stata eletta governatore dell’Umbria con il 42,8% (Socialisti riformisti 3,4%, Sel 2,5% e Civica e Popolare 1,5%). Il candidato del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, ha ottenuto il 14,56% dei voti attestandosi come secondo partito, seguito dalla Lega nord, che registra un boom mai visto nella regione, 13,98%, e Forza Italia che si ferma all’8,53%.

VENETO. Luca Zaia riconfermato Presidente. Il leghista raccoglie il 50% dei voti e asfalta la candidata del centrosinistra, Alessandra Moretti, ex bersaniana ora renziana, e il candidato del M5S, Jacopo Berti che si fermano rispettivamente al 22% e 11%. La sua lista personale raccoglie il 23%, mentre la Lega Nord il 17.7%. Netto calo di Forza Italia anche in Veneto; non arriva neanche al 6%. Le 5 liste in appoggio della Moretti, 8 se consideriamo l’unione VERDI EUROPEI-SEL-SINISTRA, non bastano. Il PD si ferma al 16,7%. Vince Zaia nonostante la candidatura di Tosi che incassa solamente l’11,8%. 

TOSCANA. Riconfermato Enrico Rossi, candidato del centrosinistra, col 48%. Alle spalle Claudio Borghi, candidato della Lega al 20,09%. Giacomo Giannarelli del M5S è al 14,96%, mentre Forza Italia con Stefano Mugnai si ferma al 9,15%.

MARCHE. Luca Ceriscioli, candidato del centrosinistra, ha ottenuto il 41,04% dei voti. Il candidato del Movimento 5 Stelle, Giovanni Maggi, è secondo con il 21,78%, seguito da Francesco Acquaroli della Lega (18,98%) e da Gian Mario Spacca (14,21%). Primo partito è il Pd (35,13%), seguito da M5S (18,89%), Forza Italia (14,21%) e Lega nord (13,02%).

PUGLIA. Si impone il candidato del centro-sinistra, Michele Emiliano con il 47,2%. Testa a testa tra i candidati governatori Laricchia (M5S) e Schittulli (Oltre con Fitto, Fratelli d’Italia, Movimento Schittulli-Area popolare) per la conquista del secondo posto alle regionali: con 3919 su 4016 sezioni scrutinate Laricchia sarebbe al 18,49 mentre Schittulli al 18,26. Adriana Poli Bortone, candidata di Forza Italia, si ferma al 14,4%.

Pubblicato in Attualità

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