Rita Levi Montalcini: un giorno per ricordare

Rita Levi Montalcini Rita Levi Montalcini Foto Maurizio Riccardi © AGR
Rita Levi Montalcini, neurologa e accademica italiana, avrebbe oggi compiuto 111 anni. Memorabile la descrizione che ne fece Primo Levi, il quale la definì “una piccola signora dalla volontà indomita e dal piglio di principessa”.

Ed in effetti, gettando uno sguardo sulla vita di questa donna straordinaria, la sensazione che se ne ricava è proprio quella della sorpresa, dello sgomento. Nata in una famiglia estremamente colta, l’illustre neurologa era stata però fin dall’infanzia educata ad una concezione vittoriana della figura femminile e del suo ruolo, tanto nel mondo quanto nella famiglia. Il padre, del quale tuttavia Rita Levi Montalcini conserverà un carissimo ricordo per tutta la vita, non nascose la propria forte perplessità di fronte alla volontà della figlia di intraprendere gli studi medici, pensando che questo avrebbe sicuramente interferito con il ruolo di moglie e madre che ella le sembrava essere nata per ricoprire.

Ma la contrarietà di suo padre non fu sufficiente a demotivarla: ad appena 21 anni, infatti, entrò a far parte della scuola medica dell’istologo Giuseppe Levi, dove ebbero inizio gli studi sul sistema nervoso che avrebbe portato avanti per tutta la vita.

Suoi compagni di studi furono Salvador Luria e Renato Dulbecco, entrambi futuri premi Nobel.

Nel 1936 si laureò a pieni voti, decidendo successivamente di specializzarsi in neurologia e psichiatria. Due anni dopo, l’emanazione delle leggi razziali sconvolse la sua vita di specializzanda: costretta in un primo momento ad emigrare in Belgio, ebbe poi modo di rientrare a Torino, dove, allestendo un laboratorio di fortuna, portò avanti una colossale opera di ricerca sul ruolo dei fattori genetici e ambientali nella differenziazione dei centri nervosi. Ad assisterla vi era Giuseppe Levi, proprio colui che le aveva inizialmente fatto da maestro, e che ora, nonostante le persecuzioni, rimaneva al suo fianco nella prosecuzione delle ricerche.

Rita Levi Montalcini e la sua famiglia sopravvissero all’Olocausto, e, al termine della guerra, poterono riunirsi.

Negli anni Cinquanta ebbe luogo l’evento eccezionale che l’avrebbe successivamente resa premio Nobel per la medicina, ovvero la scoperta e l’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa, noto come NGF. Insignita di altri numerosissimi premi, è stata la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia accademia delle scienze, divenendo poi Senatrice a vita per le sue incredibili scoperte in ambito scientifico.

La peculiarità della sua storia, la lotta contro stereotipi di genere che la vedevano andar contro quello che era il volere paterno, e, infine, la sua straordinaria forza d’animo, che le ha permesso di portare avanti le sue scelte di vita nonostante il buio della guerra, tutto ciò ha contribuito, negli anni, a farla diventare uno dei personaggi più noti e amati del mondo scientifico.

Oggi, giorno in cui avrebbe dovuto festeggiare il suo compleanno, non si può fare a meno di ricordarla, e in particolar modo di farlo affidandoci in ultimo alle parole di Primo Levi, che vedeva in lei, come tutti noi, una combattente, salda e incrollabile nella propria umanità.

 

È possibile vedere una gallery fotografica  dedicata a Rita Levi Montalcini al link Archivio Riccardi - Rita levi Montalcini realizzata con le foto di Maurizio Riccardi, Marino Paoloni e Giovanni Currado.

 

 

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Pubblicato in Attualità

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