Sbarra: un nuovo patto sociale per la crescita economica

Luigi Sbarra Luigi Sbarra Foto G. Currado © AGR
“Siamo d’accordo con il presidente della Confindustria Bonomi: questo è il momento di un grande patto tra il Governo e le parti sociali sui temi del lavoro, dello sviluppo e delle riforme economiche e sociali collegate all’attuazione puntuale del Pnrr”.
Così il Segreterio Generale della Cisl, Luigi Sbarra, ha commentato le dichiarazioni del Presidente della Confindustria Carlo Bonomi, che già all’assemblea pubblica degli industriali dello scorso settembre aveva lanciato la proposta di un “patto per l’Italia” tra Governo e parti sociali, una proposta che ha rilanciato martedì 8 giugno in occasione dell’evento sul Made in Italy del Sole 24 ore e del Financial Times e che ha l’obiettivo di rendere il Paese più omogeneo, eliminando le enormi differenze tra Nord e Sud e rimettendo al centro la persona, per costruire una società più inclusiva e senza barriere che, di conseguenza, aumenterà la produttività e la competitività sui mercati esteri.
 
“Questo è il tempo per costruire e negoziare un nuovo Patto Sociale - afferma Sbarra - per la crescita economica e il lavoro, il rilancio degli investimenti e la coesione sociale, l’unificazione del Paese e il contrasto alle diseguaglianze avviando una stagione di partecipazione e democrazia economica che aiuti a governare l’emergenza collegando una visione strategica per il medio-lungo periodo”.
 
Il leader della Cisl aveva incontrato qualche settimana fa il premier, Mario Draghi, a Palazzo Chigi in occasione di una serie di faccia a faccia promossi dallo stesso Presidente del Consiglio al fine di raccogliere le proposte delle parti sociali sulle misure da attuare per l’uscita dall’emergenza sanitaria Covid19.
 
“Bisogna recuperare un clima di dialogo sociale e di concertazione, superando il pasticcio creato con il decreto Sostegni - sostiene Luigi Sbarra - con il grave strappo sui licenziamenti, che è un esempio dei danni che si possono fare quando si devia rispetto alla via maestra del confronto”.
 
I sindacati stanno puntando ad apportare le modifiche del Dl Sostegni bis nel corso dell’iter parlamentare di conversione in legge già avviata alla Camera. Servono profonde modifiche attraverso opportuni emendamenti. I rappresentanti di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e ANIEF, infatti, hanno già avuto modo di esporre nel corso della protesta della scuola, tenuta mercoledì 9 giugno, le ragioni e gli obiettivi dell’azione sindacale. L’obiettivo è quello di sensibilizzare il Governo e i gruppi parlamentari ad approvare le necessarie correzioni e integrazioni al testo secondo quelle richieste che sono state avanzate in questi giorni al Ministro dell’Istruzione e che vogliono disegnare una scuola non più precaria ma più sicura e rispettosa dei diritti di tutti.
 
“Servono ponti di solidarietà, anche di natura contrattuale, con l’obiettivo di arrivare a zero esuberi e licenziamenti. Oggi - prosegue Sbarra - abbiamo un obiettivo storico: la ricostruzione del Paese dopo un anno e mezzo di pandemia”.
 
Temi affrontati anche nell’incontro di martedì 8 giugno con il Segretario Generale della Cgil, Maurizio Landini, a Palazzo Chigi, convocato dal premier per esprimere personalmente le condoglianze a tutta l’organizzazione sindacale per la morte di Guglielmo Epifani.
 
L’incontro, infatti, è stata anche l’occasione per uno scambio di idee sulla situazione generale del Paese e dell’Europa. Soprattutto da parte di quest’ultima ci sono forti pressioni: l’Italia è l’unico Paese ad avere ancora in vigore il blocco dei licenziamenti.
 
A rendere ancora più peculiare la situazione agli occhi dell'Unione europea c'è la tempistica prevista per il decreto Sostegni bis, che arriverà troppo tardi per intervenire sul tema sul quale non solo il Governo rischia di spaccarsi, ma anche l'economia nazionale potrebbe conoscere una fase di difficoltà ancora superiore a quelle conosciute dall'inizio dalla pandemia: il divieto di licenziare ha contenuto una situazione i cui risvolti sociali potrebbero ben presto diventare esplosivi.
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