Sciopero benzinai, mediazione di Urso ma i gestori dicono di no

Adolfo Urso Adolfo Urso Foto G. Currado © AGR
Nella giornata di ieri, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha tentato una mediazione con i benzinai, facendo “un appello alle associazioni di categoria perché rivedano questo sciopero che danneggia gli utenti e diverse di loro lo hanno fatto”, al fine di revocare lo sciopero indetto dalle ore 19 di martedì 24 alla stessa ora di giovedì 26 gennaio.

Il ministro, intervistato al “Caffè della domenica” su Radio24, ha dichiarato che “il tavolo andrà comunque avanti fino alla riforma del settore che i gestori sono i primi a chiedere” e, inoltre, ha escluso un nuovo sconto sulle accise: “abbiamo fatto una scelta ben precisa, la riduzione decisa dal governo Draghi, secondo alcuni studi, ha prodotto benefici soprattutto per i più abbienti. Noi abbiamo deciso – ha detto – di destinare i circa 10 miliardi di euro, che sarebbe costata la proroga, a provvedimenti nella manovra destinati alle famiglie con i redditi più bassi. Nei momenti di crisi si aiutano i più deboli”.

Ha poi difeso il decreto Trasparenza: “verrà realizzata una App del ministero – ha spiegato Urso – con il prezzo medio: servirà anche e soprattutto ai benzinai per far emergere quello che anche loro denunciano, quelle zone d’ombra di possibili speculazioni sul prezzo che danneggiano coloro che lavorano in piena onestà, vale a dire la stragrande maggioranza dei gestori”. Anche l’esposizione del cartellone con i prezzi medi regionali “aiuterà i consumatori a scegliere” al fine di aiutare i cittadini ad individuare la pompa di benzina più conveniente nella loro area.

Non si è fatta attendere la risposta, ovviamente negativa, di Faib, Fegica e Figisc-Anisa che, attraverso una nota congiunta, bollano le dichiarazioni di Urso come “l’ennesima dimostrazione della confusione in cui si muove il governo in questa vicenda”.

L’esecutivo “continua a chiedere trasparenza e noi l’abbiamo offerta in tutti i modi. Quello che non ci si può chiedere è di autorizzare nuovi adempimenti e nuove sanzioni a carico dei gestori, questo no”. Anzi, quanto affermato dal ministro “rischia di chiudere ogni residua possibilità di concludere positivamente la vertenza in atto”, dichiarano i rappresentanti dei gestori di distributori.

Inoltre, le organizzazioni di categoria “hanno sempre sostenuto – come rimarcano nella nota – la necessità di un confronto aperto fino all’ultimo minuto utile prima dello sciopero che era e rimane confermato”.

I presidenti delle Federazioni tengono anche a sottolineare di avere avanzato proposte concrete al ministro Urso (l’eliminazione del cartellone aggiuntivo tramite utilizzo di un Qr Code e un impianto sanzionatorio ancora meno punitivo), chiedendogli di valorizzarle “senza scaricare la responsabilità delle sue esclusive scelte sulla pelle dei benzinai ed eviti di evocare compiacimenti pseudo associazioni di carattere personalistico che non hanno alcuna rappresentanza”.

Le dichiarazioni di Urso, conclude la nota, “rischiano seriamente di chiudere ogni residua possibilità di concludere positivamente la vertenza in atto: intervenga Palazzo Chigi e dia un segnale”.

Ha controreplicato Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, dichiarando che: “se lo sciopero dovesse essere confermato siamo pronti ad organizzare iniziative di protesta su tutto il territorio da parte dei consumatori, compreso un contro-sciopero degli automobilisti”, al fine di convincere quante più persone possibili a non effettuare un rifornimento per due-tre giorni oppure a fare il pieno solo ai più convenienti distributori self service o pagando il benzinaio con il pos e non in contanti.