Sindacati e imprenditori: serve una riforma fiscale

Sindacati e imprenditori: serve una riforma fiscale M. Riccardi © Agr
Prosegue il percorso di sindacati e imprenditori sul ruolo che anche le relazioni industriali potranno avere per risollevare l'economia del Paese.

Se ne parla nella tavola rotonda che vede confrontarsi i Segretari Generali di Cgil e Uil, Susanna Camusso e Luigi Angeletti, i Presidenti di Confindustria, Giorgio Squinzi, di Rete Imprese Italia, Carlo Sangalli, di Confcooperative, Maurizio Gardini ed il Segretario generale della Confédération française démocratique du travail (Cfdt), Laurent Berger. 

"Siamo di fronte, oggi, al superamento del tornante piu' pericoloso della vita del Paese. I costi economici e sociali di una recessione cosi' lunga e drammatica si incrociano con la crisi altrettanto profonda della politica. E questo e' ancora piu' pericoloso". Così' Carlo Sangalli, presidente di Rete Imprese Italia, nella tavola rotonda apertasi questa mattina al XVII Congresso Confederale della Cisl. "Credo ancora che si possa evitare l'aumento dell'Iva, perche' oggi viviamo uno dei momenti piu' difficili della vita economico-sociale del nostro Paese" e "un nuovo aumento significherebbe non sollecitare la domanda interna ma un ulteriore rallentamento".  "Serve fare di tutto per ricostruire l'occupazione ma questo significa rimettere in moto la crescita e questo significa anche sviluppare la domanda interna e la domanda interna vale tra investimenti e consumi l'80 % del Pil. E oggi la domanda interna e' desolatamente ferma. Ora noi riteniamo che un ulteriore aumento Iva significa non sollecitare la domanda ma un suo ulteiriore rallentamento", conclude.

"Va bene non aumentare l'Iva ma deve essere chiaro che per noi l'intervento prioritario, con le poche risorse disponbili, deve andare sul taglio del costo del lavoro". Interviene il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ribadendo la richiesta degli industriali.  "Non  dobbiamo dimenticare, infatti, che il cuneo e' al 53 %, il piu' elevato tra paesi Ocse. Negli ultimi 9 anni la Germania ha tagliato il costo del lavoro del 2% da noi e' aumentato del 9%. Serve invece una nuetralizzazione del costo del lavoro dalla base imponbile Irap".

Interviene anche il Segretario Generale della Uil, Luigi Angeletti, invocando una grande riforma fiscale "Il governo -dice- ha poche leve da manovrare e si dovrebbe concentrare su quello che si puo' fare. La riforma fiscale e' la premessa della soluzione della crisi. Dobbiamo non solo mettere questa questione al centro del dibattito politico ma dobbiamo risolverla. Fare una grande riforma fiscale che sia non semplicemente un'operazione di giustizia sociale ma una lezione che funziona nel mondo. La ricchezza per crescere deve essere distribuita"

"Dire semplicemente che bisogna abbattere il cuneo fiscale credo non sia giusto'', risponde Susanna Camusso, Segretario Generale della Cgil, "Per battere il cuneo fiscale -aggiunge- non si deve pensare a una distribuzione a pioggia delle poche risorse disponibili alle imprese ma fornire le risorse solo alle imprese che fanno investimento e creano occupazione". Per Camusso bisogna chiedere "distribuzione delle risorse su base meritocratica".

''Se la mia presenza e' gradita ai sindacati potrei anche andarci''. Cosi' il presidente di Confcooperative,Maurizio Gardini, risponde alla domanda se fosse disponibile a partecipare alla manifestazione nazionale a difesa del lavoro di Cgil, Cisl e Uil, organizzata per il 22 giugno. Anche se, precisa,  magari ''non si condivide tutto'. 

Pubblicato in Attualità

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