Storti, Paravicini, Pintore, Vado ed altri volti dello spettacolo contro la violenza sulle donne

Storti, Paravicini, Pintore, Vado ed altri volti dello spettacolo contro la violenza sulle donne
Mercoledì 25 novembre 2020 il mondo dello spettacolo ancora una volta si mobilita contro la violenza sulle donne: lanciando l’hashtag “#nonsonosoloparole”, sotto accusa le frasi molte (troppe) volte utilizzate dai media per affrontare l’argomento.

Nonostante il periodo a dir poco “nero” per il settore dello spettacolo, numerosi sono stati i volti noti del teatro, del cinema, e della tv a rispondere all’appello lanciato da un gruppo di giovani attrici capitanato da Viviana Colais (Il talento del calabrone, L’Allieva, Che Disastro di Commedia).

Fra loro anche Bebo Storti (Il traditore, Quo Vadis, Il Capitale Umano, Mai dire Goal, Tacco15. Non sarai più sola), Sabrina Paravicini (Facciamo Paradiso, Non smettere di sognare, Un medico in famiglia), Enrica Pintore (Il paradiso delle signore), Massimiliano Vado (I delitti del Barlume, 9 lune e mezzo, Decisamente non adatti, Modalità aereo, Figlie di Eva), Alessio Chiodini (Un posto al sole, Ma tu di che segno sei?, Dio arriverà all’alba).

 

«Un vulcano di idee» ("Il Sole 24Ore", novembre 2020); «Un gran lavoratore. Viveva per la famiglia» ("Il Giornale", novembre 2020); «Sempre attento e gentile» ("Il Giornale", novembre 2020); «Era un ragazzo d’oro» ("La Voce di Torino", novembre 2020); «Padre particolarmente legato alla famiglia» ("La Voce del Trentino", giugno 2020); «L’ha fatto per una goliardata fra uomini» ("La Stampa", novembre 2020); «Era depresso. Era sofferente» ("Il Fatto Quotidiano, marzo 2012); «La fede, il lavoro e la famiglia. Molto geloso» ("Corriere della Sera", maggio 2013);  «La malattia lo aveva trasformato» ("Il Messaggero", maggio 2017); «L’incapacità di gestire quella relazione gli ha fatto perdere la testa» ("Il Messaggero Veneto", agosto 2017); «Il gigante buono e quell’amore non corrisposto» ("Il Giornale", settembre 2019); «Era sempre critica con Roberto» ("La Provincia di Varese", luglio 2016); «Violentate dall’amichetto» ("Rimini Today", luglio 2020); «Il Deejay con il vizietto» ("Il Mattino", settembre 2020);  «Respinto, giovane spara all’ex» ("La Provincia di Varese", luglio 2010); «Uccide la moglie perché non facevano più sesso» ("Il Fatto Quotidiano", settembre 2020);  «Uccide la moglie a picconate per gelosia» ("Il Mattino", luglio 2014); «Uccisa a martellate per gelosia» ("La Nazione di Pistoia", novembre 2019); «Sono bravi ragazzi, la colpa è di lei» ("La Repubblica di Napoli", marzo 2019). Fino ad arrivare a quella che è forse l’assurdità più colossale: «Ha ucciso la moglie in preda ad una tempesta emotiva» ("Il Messaggero", marzo 2019). Se la definisco “l’assurdità più colossale” non è certo (questo sia ben chiaro) perché le frasi precedenti siano meno gravi ed ignominiose, ma solo ed esclusivamente perché quest’ultimo discorso (quello della «tempesta emotiva»), nella più totale follia e mancanza di rispetto nei confronti della donna assassinata, fu inizialmente utilizzato come “attenuante” in una sentenza penale per tentare di condannare l’uxoricida a meno anni di carcere.

 

Un video, cinquanta secondi ed uno storytelling incisivo e puntuale: ad esser letti dal gruppo titoli e stralci di articoli di giornale che negli ultimi mesi hanno affrontato i numerosi femminicidi avvenuti nel nostro Paese. «Quando dite quelle cose, ci credete davvero?»  chiedono ad alta voce i membri del gruppo, aggiungendo: «La narrazione è una scelta. Ci siamo assembrati a distanza per un motivo. Per non lasciar al caso le parole, specialmente quando hanno un loro nome: omicidio o stupro».

Da un’idea di Alessia Francescangeli, Claudia Ferri, Carolina Gonnelli, Ludovica Bei, Lorenza Giacometti e Viviana Colais.

Hanno partecipato: Valerio Di Benedetto, Luca Basile, Simone Giacinti, Massimo Genco, Riccardo Giacomini, Matteo Montaperto, Lorenzo Balducci, Bebo Storti, Massimiliano Vado, Sabrina Paravicini, Alessio Chiodini, Mirko Cannella, Enrica Pintore, Elena Perrone.

 

Il video è visibile al link: https://youtu.be/EaeXwpDsezQ

Pubblicato in Attualità

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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