Teatro Valle: l’occupazione compie un mese

Roma, 14 Luglio 2011 – L’occupazione del Teatro Valle compie oggi il suo primo mese di vita. Lo scorso 14 giugno i lavoratori dello spettacolo avevano preso possesso del teatro, fra lo stupore delle istituzioni ed i tentativi più o meno dichiarati di delegittimare e sminuire l’iniziativa.

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Roma, 14 Luglio 2011 – L’occupazione del Teatro Valle compie oggi il suo primo mese di vita. Lo scorso 14 giugno i lavoratori dello spettacolo avevano preso possesso del teatro, fra lo stupore delle istituzioni ed i tentativi più o meno dichiarati di delegittimare e sminuire l’iniziativa. Molti pensavano ad una protesta di 3 giorni, qualcuno ipotizzava un periodo più lungo, pochi avrebbero scommesso su una risposta così entusiasmante degli spettatori.

Il messaggio, per chi ha sottovalutato e svilito la cultura, operando tagli indiscriminati, consumando il terreno sotto i propri piedi ed ipotecando il futuro delle generazioni a venire, è molto forte. Viviamo in un paese che trasuda arte da ogni poro e vogliamo difendere il nostro patrimonio artistico e culturale, impedendo ad una casta politica, priva delle più elementari basi etiche e culturali, di macellare la nostra identità storica ed artistica.

In un mese così denso di eventi, il tentativo di stabilire un’ipotetica classifica dei momenti più significativi risulterebbe quantomeno azzardato. Nel giorno del “mesiversario”, la commozione per la partenza di Marco Cavallo ha lasciato il posto all’entusiasmo per l’ennesima serata da “tutto esaurito”. La strada del Valle si è bloccata. Accoglienza circense con Gigi Capone, Marcello Fonti, Monsieur David e i suoi ragazzi che hanno letteralmente invaso la zona antistante il teatro, mentre gli occupanti tentavano di far scorrere il traffico, stupiti di come gli stessi automobilisti si unissero alla festa e dimostrando partecipazione ed appoggio.

Una serata indimenticabile, culminata con la performance live di Fiorella Mannoia, insieme a Davide Aru e Gilberto Gil (via Skype). Poco prima sul palcoscenico del Valle era stato il turno di un'altra signora, venuta appositamente dall’estero per portare la propria solidarietà: Andrea Jonasson, moglie di Giorgio Streheler, in “Nessuno è incolpevole” tratto dagli “Scritti politici e civili” di Giorgio Streheler, appunto.

Un pannello dipinto a mano, posto sopra la porta del teatro, celebra, da ieri sera, in un ironico parallelo spazio temporale, l’anniversario della presa della Bastiglia ed il “mesiversario” della presa del Valle: quattro semplici parole: “libertè, fraternitè, egalitè e theatralitè” che, per chi non lo avesse ancora capito, ci ricordano come il nostro “non sia un paese per ignoranti”.

Gianluca De Maria

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  • Fiorella Mannoia
  • Autore: Gianluca De Maria
  • FOOLS 3
  • Autore: Gianluca De Maria

Pubblicato in Attualità
Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

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