Terminato il secondo giorno di consultazioni al Quirinale

Luigi Di Maio leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio leader del Movimento 5 Stelle Maurizio Riccardi
Giovedì 5 aprile 2018 è stato il secondo giorno delle consultazioni per dare il via ad un nuovo governo per l’Italia.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in questa seconda giornata ha ricevuto i leader e delegazioni del Partito Democratico, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Lega.

Il leader del M5S Luigi Di Maio al termine dell’incontro con Mattarella ha dichiarato: “Abbiamo detto al presidente Mattarella che sentiamo tutta la responsabilità di esser la prima forza politica di lavorare il prima possibile per assicurare una maggioranza ad un governo del cambiamento. Come ho ribadito durante tutta la campagna elettorale, abbiamo ottenuto 11 milioni di voti su una posizione ben precisa che abbiamo ribadito al presidente anche sulla politica estera. Con noi al governo l'Italia resterà alleata dell'Occidente nel Patto atlantico, nell'Unione europea e monetaria: è questo l'obiettivo. Le mie aperture sono sincere, ma voglio anche precisare che rispetto a quello che ho letto in questi giorni io non ho mai voluto spaccare il Pd, mi rivolgo al Pd nella sua interezza perché al di là delle differenze di vedute non ci permetteremo mai di interferire nelle loro dinamiche interne. Un contratto di governo si può sottoscrivere o con la Lega o con il Pd. Questi sono i due interlocutori, è chiaro che sono due soluzioni alternative. Dopo gli incontri capiremo con chi si potrà sottoscrivere il contratto di governo. Non vogliamo spaccare la coalizione di centrodestra ma non riconosciamo una coalizione di centrodestra, perché non solo si sono presentati alle elezioni con tre candidati premier ma perché si sono preparati alle consultazioni separati. E una di queste forze non riconosce il M5s, perciò ci rivolgiamo alla Lega".

Ecco le parole invece del leader della Lega, Matteo Salvini candidato Premier per la coalizione di centrodestra: “Lavoriamo per un governo che duri almeno cinque anni. Continuerò ad incontrare tutti a partire da centrodestra, prima forza in Parlamento ma andiamo in Parlamento se abbiamo numeri certi. Faremo di tutto per dare un governo che duri 5 anni ovviamente partendo dal centrodestra coinvolgendo M5s, senza altre soluzioni temporanee e improvvisate, vediamo se si riesce a trovare una quadra. Andiamo in Parlamento se ci sono i numeri certi, altrimenti si torna al voto. La Lega è un partito nato tra la gente figuriamoci se abbiamo paura di tornare alle elezioni".

“Il governo dovrà partire da chi ha vinto le elezioni, cioè il centrodestra e dal leader della coalizione vincente, cioè la Lega” – ha dichiarato l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi leader di Forza Italia che ha partecipato alle consultazioni con le capogruppo Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini – “Non siamo a un governo fatto di pauperismi e giustizialismi e populismi e odio che innescherebbe una spirale recessiva e di tasse elevate con fallimenti a catena anche nel settore bancario. Siamo disponibili con presenze di alto profilo a soluzioni serie e credibili in sede europea. Su questo siamo disposti a dialogare. Serve un governo per affrontare le urgenze del Paese”.

Infine Maurizio Martina, Segretario Reggente del Partito Democratico dopo le dimissioni di Matteo Renzi, ha preso parte alle consultazioni con una delegazione Pd completata dai capigruppo di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci e dal Presidente del Pd Matteo Orfini. Martina, rimanendo sulla posizione di opposizione del Partito Democratico ha dichiarato: “L'esito elettorale per noi, non ci consente di formulare ipotesi di governo che ci riguardino. Chi ha vinto le elezioni si faccia carico della responsabilità di governare. Noi avvertiamo come certi atteggiamenti siano più figli di un secondo tempo della campagna elettorale che di una responsabilità nuova. Il tempo della campagna elettorale è finito e queste forze farebbero bene a tornare con i piedi per terra anche rispetto a soluzioni di governo. Noi siamo in campo da protagonisti per rafforzare in coerenza con il lavoro fatto dal governo tutti gli interventi di sostegno sociale. Sui quattro snodi di interesse generale il Pd eserciterà fino in fondo la sua funzione nel suo ruolo di opposizione. I 4 punti: taglio del costo del lavoro e reddito di inclusione; controllo della finanza pubblica; gestione del fenomeno migratorio; rafforzamento del quadro internazionale”.

Al termine delle consultazioni al Quirinale il Presidente Sergio Mattarella, ha dichiarato: "Nessun partito e nessuno schieramento dispone da solo dei voti necessari per formare un governo e sostenerlo ed è indispensabile quindi, secondo le regole della nostra democrazia che vi siano intese tra più parti per formare una coalizione che possa avere una maggioranza in Parlamento. Nelle consultazioni in questi due giorni questa condizione non emersa. Farò trascorrere qualche giorno di riflessione, anche sulla base della esigenza di maggior tempo che mi è stata prospettata da molte parti politiche. Sarà utile anche a me per analizzare e riflettere su ogni aspetto delle considerazioni fatte dai partiti e sarà utile a loro per valutare responsabilmente la situazione, le convergenze programmatiche, le possibili soluzioni per dare vita a un governo”.

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