Verso il G20: focus su lotta agli sprechi, innovazione, cambiamento climatico e sostegno al reddito.

Verso il G20: focus su lotta agli sprechi, innovazione, cambiamento climatico e sostegno al reddito. Foto da g20.org
Cinque pagine e ventuno punti per definire le direttrici di azioni sul fronte dell'agricoltura e dell'alimentazione da parte delle grandi economie mondiali.


Si sono chiusi così, con l'approvazione della Carta della sostenibilità dei sistemi alimentari di Firenze, i lavori del G20 Agricoltura, partiti lo scorso venerdì nel capoluogo toscano sotto la presidenza dell'Italia e che si concluderanno con il vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi appartenenti al G20 a Roma il 30 e 31 ottobre prossimi.
 
Un summit scandito da alcuni punti fermi riaffermati anche nel documento conclusivo. La lotta allo spreco di cibo è definita dai 20 big del mondo una "sfida globale che richiede azioni urgenti e collettive". Un tema su cui ha acceso un faro ieri anche la Coldiretti, ricordando come vengano sprecate un miliardo di tonnellate di cibo nel mondo ogni anno.  La sfida maggiore resta assicurare derrate alimentari a un pianeta sempre più affamato, cercando allo stesso tempo di preservarne la salute. Su questo punto, hanno ribadito i Paesi del G20, un ruolo fondamentale lo gioca l'innovazione come strumento per "fare crescere la resilienza e la sostenibilità dei sistemi agricoli e alimentari". Un tema che, ha ricordato Patuanelli, dev'essere messo in campo e implementato in tutte le dimensioni agricole. Il riferimento è anche al caso italiano, costituito soprattutto da aziende familiari piccole e medio-piccole, in cui il processo di transizione tecnologica può essere più difficoltoso.
 
"Il pianeta non aspetta - ha rimarcato il ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli in chiusura dei lavori – dobbiamo essere in grado di mettere in campo politiche che invertano la rotta in modo definitivo senza guardare al consenso e alle ricadute immediate tutto ciò che facciamo avrà effetto tra molti anni".
 
"Troppo spesso – ha dichiarato il ministro in conferenza stampa – la politica tentenna per la paura di perdere consenso". Un riferimento, collegato anche al caso italiano, a due misure green (sugar tax e plastic tax) rimaste congelate da ormai quasi tre anni dai veti delle rispettive categorie e su cui è mancato, secondo il ministro, anche un giusto accompagnamento dal lato delle imprese.
 
Sullo sfondo, i Paesi del G20 ricordano come il pianeta debba confrontarsi anche con le sfide del cambiamento climatico che "minacciano i sistemi alimentari causando carenze di cibo e aggravando la volatilità dei prezzi". Un tema su cui è intervenuto anche il ministro in riferimento al prezzo del grano, anticipando anche la necessità di un intervento a livello mondiale.
 
 "È sotto gli occhi di tutti la dinamica che si sta producendo, in particolare in alcuni settori produttivi. Quella spirale – afferma Patuanelli – va vista anche con un occhio alle speculazioni che si stanno sviluppando sulla Borsa, che sono internazionali. Se non ci sarà il raggiungimento di un plateau, per poi tornare a livelli inferiori, qualche intervento a livello globale bisognerà prenderlo".
 
Altro tema centrale del summit è stato quello del reddito. Parla chiaro su questo punto il documento conclusivo del vertice: "Non c'è alcuna crescita sostenibile senza un'agricoltura che si regga economicamente, in grado di generare un reddito stabile e sufficiente e in grado di creare un lavoro dignitoso.
 
Il ministro Patuanelli ha anche ricordato il contributo offerto dalla Food Coalition, un’alleanza multilaterale e multisettoriale istituita su base volontaria per supportare iniziative innovative che garantiscano l’accesso al cibo, aumentino la resilienza dei sistemi agroalimentari e li indirizzino verso percorsi più sostenibili, promossa dall'Italia e guidata dalla Fao per affrontare le sfide alimentari nelle aree del mondo più in difficoltà e che al momento ha già raccolto le adesioni di oltre 35 Paesi.
 
Le prossime settimane saranno decisive per trovare i giusti compromessi e le soluzioni che permettano di sbloccare i negoziati, che prevedono, stando all’idea del premier Mario Draghi, anche l’inclusione di Cina e Russia.

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