Verso la nuova legge elettorale

Verso la nuova legge elettorale ©Gabriele Guida
Sembra sempre più vicina la possibilità di una nuova legge elettorale. Oggi infatti nel primo giorno di incontri dei Dem con gli altri partiti Roberto Fico, Vito Crimi e Danilo Toninelli, del M5S ,si sono seduti a un tavolo di fronte agli esponenti Pd per presentare la loro proposta di legge elettorale. La proposta in questione è stata votata ieri da 29.005 iscritti certificati, di cui 27.473 hanno votato sì.

La legge elettorale proposta sarebbe il sistema tedesco, quindi un proporzionale con scelta diretta dei candidati, e con lo sbarramento dei partiti al 5%. Ma una delle modifiche pricipali che andranno fatte al sistema tedesco è la particolarità del numro seggi variabili, che in Italia non è possibile fare.

Un incontro di venti minuti definito “cordiale e distaccato”, quello tra Pd e M5S, in cui, come spiega Roberto Fico, ribadendo anche alcuni passaggi scritti ieri da Grillo sul suo blog, “abbiamo portato esclusivamente quello che è uscito dal voto degli iscritti. Non ci muoviamo da lì. Sarà il Pd che ci farà capire cosa vuole fare. Il Pd ha ascoltato e ha preso atto della nostra proposta”, per poi continuare “dopo 10 anni torna una legge elettorale costituzionale, noi cerchiamo di lavorare con responsabilità per questo obiettivo. Comunque, noi non facciamo alleanze né prima né dopo, lo confermo. Non penso che con il sistema alla tedesca si debba arrivare a tanto, si può anche ottenere la maggioranza”.

Un’opzione che non dispiace né a Renzi né a Berlusconi, e che anche le minoranze sono pronte a votare, ma senza premi di maggioranza care al segretario Pd, come afferma il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni al termine dell’incontro con il segretario Matteo Renzi, “siamo disponibili ad approvare una legge elettorale che sia interamente proporzionale e se non ci sono trucchi per noi il 5% non è un problema, siamo pronti ad approvare una legge che sia davvero utile al paese”.

Mentre i più critici Arturo Scotto di Mdp che dice “ho l’impressione che ci sia una cosa che unisce Renzi Grillo e Berlusconi, le liste bloccate”, ed il Ministro degli Esteri Alfano, che è l’unico davvero contrario che afferma “speriamo che il PD tenga conto della maggioranza di governo di cui noi lealmente facciamo parte”.

Già il prossimo giovedì la commissione Affari costituzionali della Camera potrebbe approvare la nuova legge elettorale che andrà poi Aula lunedì 5 giugno.

Lo scontro più aspro però sarà sulle tempistiche di approvazione della legge. Per Beppe Grillo infatti il voto essere entro il 15 settembre, giorno in cui scatterebbero i vitalizi dei parlamentari in carica. Il problema è che, anche se si votasse il 10 settembre, come vorrebbe il Movimento 5 Stelle, le camere verrebbero prorogate sino a quelle nuove, il che significa che supererebbero tranquillamente la data del 15 settembre.

Pubblicato in Attualità

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