Maria Antonietta Conso

E’ stato convocato il prossimo 6 ottobre il “Tavolo della gastronomia italiana”, dove il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, e la viceministra allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde, riuniranno le Associazioni – cuochi, operatori ed imprenditori della ristorazione – di uno dei settori che maggiormente ha risentito le conseguenze della pandemia.
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale Ue la domanda della Croazia per il riconoscimento di una “menzione tradizionale” per il prosek da impiegare nell’etichettatura di ben quattro vini croati, riecheggiando il nome del Prosecco.
Non smettere mai di protestare per portare avanti le proprie istanze e farlo soprattutto quando i grandi eventi possono fungere da cassa di risonanza per portare l’attenzione su tutto quello che deve ancora essere fatto per l’ambiente. E’ questa l’idea che guiderà i giovani di “Fridays for future” Italia il 24 settembre, quando scenderanno in piazza per un global strike, ossia uno sciopero globale per il clima.
Dopo l'intervento di venerdì scorso al vertice Eumed di Atene tra i capi di Governo dei Paesi mediterranei, Mario Draghi torna nuovamente sulla questione clima in videoconferenza alla tavola rotonda Climate moment, che si svolge a New York nell'ambito degli appuntamenti della 76esima Assemblea generale delle Nazioni Unite, affermando che “l’emergenza climatica è come il Covid”.
La parola sostenibilità nel Pnrr è citata 465 volte. Un termine un po’ inflazionato che, al di là della sovra-evocazione, sta facendo emergere soprattutto un problema di contenuti: il termine sostenibilità, infatti, sia nel settore agroalimentare che in altri settori viene utilizzato per far riferimento prevalentemente a tematiche ambientali, lasciando un peso quasi residuale agli altri due pilastri della sostenibilità, ossia quello economico e quello sociale.
Cinque pagine e ventuno punti per definire le direttrici di azioni sul fronte dell'agricoltura e dell'alimentazione da parte delle grandi economie mondiali.
 Dal 15 ottobre l’Italia sarà il primo Paese europeo in cui non si potrà entrare in nessun luogo di lavoro pubblico e privato senza un green pass valido in mano, inclusi anche i lavoratori esterni all’azienda o all’amministrazione e chi accede nelle strutture per “attività formativa”.
Dopo il successo registrato nei mesi di lockdown, il settore agroalimentare continua il suo processo innovativo con un vero e proprio boom di nuove imprese che propongono soluzioni di economia circolare e perseguono uno o più degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, stabiliti dall’Agenda 2030 dell’Onu (SDG).
Via le auto a benzina e diesel entro il 2035, taglio allo smog industriale del 62 per cento, raddoppio dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2030, più tasse sui carburanti. Queste sono alcune misure contenute nel “Green deal” europeo per affrontare l’emergenza climatica.
Il patto di filiera contro il caporalato, firmato mercoledì 14 luglio a livello interministeriale, “rappresenta un’importante azione di responsabilizzazione delle istituzioni nazionali e locali per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il loro lavoro e gettano un’ombra su un settore che ha scelto fermamente la strada dell’attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale”.

 


 

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