15 anni senza Gregory Peck, interprete di “Io ti salverò”, “Barriera invisibile” e “Il buio oltre la siepe”

Gregory Peck ne "Il buio oltre la siepe" di Robert Mulligan Gregory Peck ne "Il buio oltre la siepe" di Robert Mulligan
Quindici anni fa, nel giugno 2003, moriva a Los Angeles il grande attore americano, noto per film quali “Io ti salverò” di Alfred Hitchcock, “Cielo giallo” di William A. Wellman, “Vacanze romane” di William Wyler, “Moby Dick, la balena bianca” di John Huston, “I cannoni di Navarone” di Jack Lee Thompson, “Il buio oltre la siepe” di Robert Mulligan e molti altri.

Nato a La Jolla - in California - nell’aprile 1916, recita a teatro a partire dalla fine degli anni Trenta prima di esordire al cinema in Tamara figlia della steppa (1944) di Jacques Tourneur.

Arriva subito al successo al suo secondo film (Le chiavi del paradiso - 1944 - di John M. Stahl, con cui ottiene una Nomination all’Oscar come Miglior Attore Protagonista), seguito dall’incontro con Alfred Hitchcock, il quale lo dirigerà in Io ti salverò (1945), tratto dal libro di Frances Beeding The House of Dr Edwardes (pubblicato in Italia da il Saggiatore) ed in cui lavora con Ingrid Bergman, Leo G. Carroll e Michail Cechov (autore de La tecnica dell’attore, pubblicato in Italia da Dino Audino editore), e ne Il caso Paradine (1947).

Nel ’46 si afferma definitivamente con il tragico western Duello al sole di King Vidor, con Jennifer Jones e Joseph Cotten, e ne Il cucciolo di Clarence Brown, con cui ottiene la sua seconda Nomination all’Oscar, dimostrando grande versatilità e di trovarsi a suo agio in quasi tutti i generi cinematografici.

Entro la fine degli anni Quaranta otterrà una terza (il drammatico Barriera invisibile - 1947 - di Elia Kazan) ed una quarta (il bellico Cielo di fuoco - 1949 - di Henry King)  Nomination all’Oscar come Miglior Attore Protagonista. 

Vacanze romane (1953) di William Wyler lo vede a fianco di una giovane Audrey Hepburn nel ruolo di un giornalista che porta a spasso in Vespa per le vie di Roma una principessa “in incognito”, mentre nell’agghiacciante personaggio del capitano Achab di Moby Dick, la balena bianca (1956) di John Huston, tratto dal libro omonimo di Herman Melville trova la dimensione ideale del suo talento, che si esprime nel gigantismo e nell’eroismo individuale.

Dopo altri film (fra cui il celebre I cannoni di Navarone - 1961 - di Jack Lee Thompson, con David Niven, Anthony Quinn, Irene Papas, Anthony Quayle, Gia Scala, Stanley Baker e Richard Harris), alla quinta Nomination vince finalmente l’Oscar come Miglior attore Protagonista per il bellissimo Il buio oltre la siepe (1962) di Robert Mulligan, tratto dal libro omonimo (premio Pulitzer 1960) di Harper Lee, ed in cui interpreta in modo superlativo l’avvocato progressista Atticus Finch che, in una cittadina dell’Alabama degli anni Trenta, difende un nero ingiustamente accusato dello stupro di una donna bianca.

Nello stesso anno recita nell’inquietante thriller Il promontorio della paura di Jack Lee Thompson, in cui lavora con Robert Mitchum, Martin Balsam, Polly Bergen e Telly Savalas.

Fra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta dirada leggermente le sue apparizioni e fa ritorno sul set alla metà del decennio con l’horror Il presagio (1975) di Richard Donner.

Nel ’78 interpreta uno fra i rari ruoli negativi della sua carriera ne I ragazzi venuti dal Brasile di Franklyn J. Schaffner, in cui lavora con Laurence Olivier.

Nel ’91 ha un ruolo secondario in Cape Fear - Il promontorio della paura di Martin Scorsese, remake (con Nick Nolte, Robert De Niro, Jessica Lange e Juliette Lewis) del già citato dilm di Jack Lee Thompson di circa trent’anni avanti.

Di grande sobrietà ed incisività anche le sue apparizioni ne I soldi degli altri (1991) di Norman Jewison e nei film tv Ritratti (1993) di Arthur Penn e Moby Dick (1998) di Franc Roddam.

Gregory Peck è stato uno fra i più amati attori americani della Hollywood classica, sempre in grado di fondere un’imponente presenza scenica con il fascino magnetico della sua recitazione e con la scelta di ruoli sovente vicini ai gusti del pubblico e a volte segnati da un alto valore epico.

Fra gli altri film ricordiamo La valle del destino (1945) di Tay Garnett, Passione selvaggia (1947) di Zoltan Korda, il western Cielo giallo (1949) di William A. Wellman, con Anne Baxter, Richard Widmark e John Russell, Il grande peccatore (1949) di Robert Siodmak, Romantico avventuriero (1950, conosciuto anche con il titolo Il fuorilegge del Texas) di Henry King, Le avventure del capitano Hornblower (1951) di Raoul Walsh, L’avamposto degli uomini perduti (1951) di Gordon Douglas, Le nevi del Kilimangiaro (1952), tratto dal racconto omonimo di Ernest Hemingway e diretto da Henry King, Il forestiero (1953) di Ronald Neame, Gente di notte (1954) di Nunnally Johnson, Pianura rossa (1954) di Robert Parrish, L’uomo dal vestito grigio (1956) di Nunnally Johnson, La donna del destino (1957) di Vincente Minnelli, Bravados (1958) di Henry King, con Joan Collins, Stephen Boyd, Lee Vasn Cleef, Albert Salmi ed Henry Silva, Il grande Paese (1958) di William Wyler, con Carrol Baker, Charlton Heston e Jean Simmons, 38° parallelo: missione compiuta (1959) di Lewis Milestone, L’ultima spiaggia (1959) di Stanley Kramer, La conquista del West (1962) di Henry Hathaway, John Ford e George Marshall, Capitan Newman (1963) di David Miller, … e venne il giorno della vendetta (1964) di Fred Zinnemann, il thriller Mirage (1965), con Diane Baker, Walter Matthau e George Kennedy, Arabesque (1966) di Stanley Donen, con Sophia Loren, La lunga ombra gialla (1968) e L’oro di McKenna (1969), entrambi diretti da Jack Lee Thompson, La notte dell’agguato (1969) di Robert Mulligan, con Eva Marie Saint, Abbandonati nello spazio (1969) di John Sturges, Un uomo senza scampo (1970) di John Frankenheimer, Il solitario di Rio Grande (1971) di Henry Hathaway, La mia pistola per Billy (1973) di Ted Kotcheff, MacArthur, il generale ribelle (1977) di Joseph Sargent, L’oca selvaggia colpisce ancora (1980) di Andrew V. McLagen, La protesta del silenzio (1987) di Mike Newell, Old Gringo - Il vecchio Gringo (1989) di Luis Puenzo, con Jane Fonda e Jimmy Smith.

Attivo anche sul piccolo schermo, oltre ai già citati film tv degli anni Novanta, appare nelle miniserie tv Il grigio e il blu (1982) di Andrew V. McLagen, in cui interpreta il Presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln, e Scarlatto e nero (1983) di Jerry London, con Christopher Plummer e John Gielgud.    

 

 

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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