15 anni senza Ingrid Thulin, interprete di “Il posto delle fragole”, “Sussurri e grida” e “L’Agnese va a morire”

Ingrid Thulin ne "L'ora del lupo" di Ingmar Bergman Ingrid Thulin ne "L'ora del lupo" di Ingmar Bergman
Quindici anni fa, nel gennaio 2004, moriva a Stoccolma la grande attrice svedese, nota per film quali “Il posto delle fragole”, “Luci d’inverno”, “Il silenzio”, “Sussurri e grida”, tutti diretti da Ingmar Bergman, “Agostino” di Mauro Bolognini, “La guerra è finita” di Alain Resnais, “La caduta degli dei” di Luchino Visconti, “Corruzione di una famiglia svedese” di V. Sjoman, “L’Agnese va a morire” di Giuliano Montaldo e molti altri.

Nata a Solleftea - in Svezia - nel gennaio 1926, dopo una solida formazione teatrale, esordisce al cinema in un ruolo secondario in Leva pa  Hoppet (1951) di Goran Gentele. Dopo una breve e non molto fortunata parentesi hollywoodiana (Spionaggio internazionale - 1956 - di Sheldon Reynolds, in cui lavora con Robert Mitchum) recita nel celebre Il posto delle fragole (1957) di Ingmar Bergman.

Negli anni successivi esprime le sue qualità di attrice drammatica misurata e dolente in alcuni indimenticabili personaggi bergmaniani: quelli di Marta in Luci d’inverno (1962), di Ester ne Il silenzio (1963) e di Karin in Sussurri e grida (1973).

Oltre che con il grande regista svedese, viene diretta da registi quali Mauro Bolognini (Agostino - 1962), Alain Resnais (La guerra è finita - 1965), Luchino Visconti (La caduta degli dei - 1969), V. Sjoman (Corruzione di una famiglia svedese - 1975), Giuliano Montaldo (L’Agnese va a morire - 1976 -, Il giorno prima - 1987).

Fra gli altri film ricordiamo Alle soglie della vita (1958), Il volto (1958), L’ora del lupo (1968) e Dopo la prova (1984), tutti diretti da Ingmar Bergman, La rapina perfetta (1957) di Arne Ragneborg, Il giudice - Angeli alla sbarra (1960) di Alf Sjoberg, I quattro cavalieri dell’Apocalisse (1962) di Vincente Minnelli, con Glenn Ford, Dimensioni della paura (1965) di Jack Lee Thompson, Giochi di notte (1966) di Mai Zetterling, Domani non siamo più qui (1967) di Brunello Rondi, Fino a farti male (1968) di Jean-Daniel Simon, Bagnanti (1968) di Yngve Gamlin, La corta notte delle bambole di vetro (1971) di Aldo Lado, E cominciò il viaggio della vertigine (1974) di Toni Di Gregorio, La trappola (1975) di Pierre Granier-Deferre, Monismainen 1995 (1975) di Kenne Fant, Cassandra Crossing (1976) di George Pan Cosmatos, con Richard Harris, Sophia Loren e Burt Lancaster, Noi due, una coppia (1978), diretto da Erland Josephson, Sven Nyvist e dalla stessa I. Thulin.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

Fotonews

ANA presenta I musei di Roma

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI