15 anni senza Peter Ustinov

Peter Ustinov nel ruolo di Hercule Poirot  in "Assassinio sul Nilo" di John Guillermin Peter Ustinov nel ruolo di Hercule Poirot in "Assassinio sul Nilo" di John Guillermin
Quindici anni fa moriva a Genolier - in Svizzera - il grande attore britannico, noto per film quali “Quo vadis?” di Mervyn LeRoy, “Lord Brummel” di Curtis Bernhardt, “Lola Montés” di Max Ophuls, “Spartacus” di Stanley Kubrick”, “Il fantasma del pirata Barbanera” di Robert Stevenson, “Doppio delitto” di Steno, “Assassinio sul Nilo” di John Guillermin, “Delitto sotto il sole” di Guy Hamilton, “Appuntamento con la morte” di Michael Winner, “L’olio di Lorenzo” di George Miller e molti altri.

Nato a Londra nell’aprile 1921, giovane prodigio del teatro britannico, grazie ad un poliedrico talento interpretativo che si associa a una notevole arguzia, costruisce nel giro di pochi anni anche una solida carriera cinematografica.

Come attore esordisce in Un volo senza ritorno (1942) di Michael Powell e Emeric Pressburger, mentre alla regia quattro anni dopo in School for Secrets (Scuola per segreti, 1946).

Seguono numerosissime performances in cui mette in mostra la sua innata predisposizione per i ruoli più ironici, non mancando tuttavia di mostrare grande abilità anche in parti drammatiche.

Nel 1951 è straordinario nel ruolo di Nerone nel celebre kolossal Quo vadis? di Mervyn Le Roy, per poi recitare in Lord Brummel (1954) di Curtis Bernhardt e Lola Montés (1955) di Max Ophuls.

Nel ’60 vince il suo primo Oscar come Miglior Attore Non Protagonista per Spartacus di Stanley Kubrick (il secondo arriverà quattro anni dopo per Topkapi - 1964 - di Jules Dassin), mentre la sua carriera di regista vive il suo periodo migliore grazie a Giulietta e Romanoff (1961), Billy Budd (1962) e Lady L (1965).

A partire dalla fine degli anni Settanta, il volto sornione e la graffiante ironia si esalteranno ancor di più in un ruolo che sembra fatto apposta per lui: quello del celebre detective belga Hercule Poirot, creato da Agatha Christie, già magnificamente interpretato da Albert Finney nell’ottimo Assassinio sull’Orient Express (1974) di Sidney Lumet e che Ustinov interpreterà per tre volte al cinema (Assassinio sul Nilo - 1978 - di John Guillermin, Delitto sotto il sole - 1982 - di Guy Hamilton e Appuntamento con la morte - 1988 - di Michael Winner) ed altrettante sul piccolo schermo (i film tv Agatha Christie: 13 a tavola - 1985 - di Lou Antonio, Agatha Christie: Caccia al delitto - 1986 - di Clive Donner e Agatha Christie: Delitto in tre atti - 1986 - di Gary Nelson).  

Tra le altre rilevanti prove attoriali spicca quella del medico nel drammatico L’olio di Lorenzo (1992) di George Miller.

Fra gli altri film ricordiamo Odette (1950) di Herbert Wilcox, Hotel Sahara (1951) di Ken Annakin, Sinuhe l’egiziano (1954) e Non siamo angeli (1955), entrambi diretti da Michael Curtiz, I girovaghi (1956) di Hugo Fregonese, Le spie (1957) di Henri-Georges Clouzot, Un angelo è sceso a Brookyn (1957) di Ladislao Vajdo,  I nomadi (1960) di Fred Zinnemann, con Robert Mitchum e Deborah Kerr, A braccia aperte (1965) di Jack Lee Thompson, I commedianti (1967) di Peter Glenville, i disneyani Il fantasma del pirata Barbanera (1968, con Dean Jones e Suzanne Pleshette) e Il mistero del dinosauro scomparso (1975), entrambi diretti da Robert Stevenson, Milioni che scottano (1968) di Eric Till, Riprendiamoci Forte Alamo! (1969) di Jerry Paris; La fuga di Logan (1976) di Michael Anderson, Il tesoro di Matecumbe (1985), con  Vincent McEveety, il poliziesco Doppio delitto (1977) di Steno, con Marcello Mastroianni, Ursula Andress, Jean-Claude Brialy e Gianfranco Barra, Un taxi color malva (1977) di Yves Boisset, Io, Beau Geste e la legione straniera (1977) di Marty Feldman, Ashanti (1979) di Richard Fleischer, con Michael Caine, Nous Maigriron ensemble (1981) di Michel Vocoret, Charlie Chan e la maledizione della regina drago (1981) di Clive Donner, Giallo in casa Muppet (1981) di Jim Henson, C’era un castello con 40 cani (1990) di Duccio Tessari, Lo scapolo d’oro (1998) di Gary Sinyor,Luther - Genio, ribelle, liberatore (2004) di Eric Till.

Molto attivo anche in televisione, è apparso in numerosi film tv (Barefoot in Athens - 1966 - e Gideon - 1971 -, entrambi diretti da di George Schaefer,  A Storm in Summer - 1970 - di Buzz Kuli, Burt Bacharach: Opus No. 3 - 1973 - di Dwight Hemion, Il ladro di Baghdad - 1978 - di Clive Donner, Imaginary Friends - 1983 - di Michael Darlow, Abgehort - 1984 - di Rolf von Sydow, The Orchestra - 1990 -, The Old Curiosity Shop - 1995 - di Kevin Connor, Alice nel paese delle meraviglie - 1998 - di Nick Willing, Salem Witch Trials - 2002 - di Joseph Sargent, Solstizio d’inverno - 2003 - di Martyn Friend) ed in alcuni episodi di telefilm e miniserie tv.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

Fotonews

ANA presenta I musei di Roma

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI