20 anni senza James Stewart, interprete di “Mr Smith va a Washington, “Terra lontana” e “La donna che visse due volte”

James Stewart ne "La donna che visse due volte" di Alfred Hitchcock James Stewart ne "La donna che visse due volte" di Alfred Hitchcock
Vent’anni fa, nel luglio 1997, moriva a Los Angeles il grande attore americano, interprete di film quali “Mr Smith va a Washington”, “Là dove scende il fiume”, “La donna che visse due volte” e “L’uomo che uccise Liberty Valance”.

Nato a Indiana - in Pennsylvania - nel maggio 1908, si laurea in Architettura all’Università di Princeton (nel ’32) e, dopo aver recitato a Broadway, esordisce al cinema in Ultime notizie (1934) di Tim Whelan, in cui lavora con Spencer Tracy

Il suo primo ruolo da protagonista arriva due anni dopo nella commedia Nata per danzare (1936) di Roy Del Ruth. La sua stella si afferma velocemente grazie ad una recitazione garbata, ad un’istintiva affabilità e ad un talento interpretativo che fanno di lui uno fra gli attori in cui il pubblico americano dell’epoca più volentieri si identifica.

Recita assiduamente in numerosi film di successo, fra cui L’eterna illusione (1938) di Frank Capra, Mr Smith va a Washington (1939), anch’esso diretto da Frank Capra e considerato uno fra i capolavori della commedia americana d’impronta roosveltiana, Partita d’azzardo (1939) di George Marshall, Questo mondo è meraviglioso (1939) di W. S. Van Dyke II, Scandalo a Philadelphia (1940) di George Cukor, in cui lavora con Cary Grant e Katharine Hepburn (i quali avevano già recitato insieme ne Il diavolo è femmina - 1935 - di George Cukor, in Incantesimo - 1938 -, anch’esso diretto da George Cukor ed in Susanna - 1938 - di Howard Hawks) e con cui vince l’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista, Scrivimi fermo posta (1940) di Ernst Lubitsch, rifatto circa sessant’anni dopo con C’è [email protected] per te (1998) di Nora Ephron, Vieni a vivere con me (1941) di Clarence Brown.

Dopo aver combattuto in aviazione durante la Seconda guerra mondiale, torna al cinema con il celebre personaggio di George Bailey ne La vita è meravigliosa (1946) di Frank Capra.

Due anni dopo, in Nodo alla gola (1948, conosciuto anche con il titolo Cocktail per un cadavere), film sperimentale costruito sulla base di una decina di piani ambientati in una sola stanza e montati in modo tale da simulare un unico piano sequenza, lavora per la prima volta con il grande Alfred Hitchcock, che negli anni Cinquanta lo dirigerà nuovamente nel celeberrimo La finestra sul cortile (1954), ne L’uomo che sapeva troppo (1956), remake dell’omonimo film inglese del 1934 diretto dallo stesso Hitchcock, e nel bellissimo La donna che visse due volte (1958), esaltando la situazione narrativa dell’uomo qualunque che, suo malgrado, si ritrova alle prese con vicende straordinarie ed inquietanti.

Negli anni Cinquanta, inaugurati dall’eccentrica parentesi di Harvey (1950) di Henry Koster, matura ulteriormente il suo personaggio svincolandosi dalla parte di onesto americano medio e trovando memorabili ruoli drammatici ne Il più grande spettacolo del mondo (1952) di Cecil B. De Mille, che in Italia l’anno dopo verrà parodiato da Totò ne Il più comico spettacolo del mondo (1953) di Mario Mattoli, e in Anatomia di un omicidio (1959) di Otto Preminger, considerato (insieme a La parola ai giurati - 1957 - di Sidney Lumet, Testimone d’accusa - 1957 - di Billy Wilder, Vincitori e vinti - 1961 - di Stanley Kramer, il bellissimo Il buio oltre la siepe - 1962 - di Robert Mulligan e Il verdetto - 1982 - di Sidney Lumet) come uno fra i migliori Courtroom Drama americani mai realizzati.

In tale decennio un altro genere che lo vede protagonista è il western, grazie anche al sodalizio con Anthony Mann, che lo dirige in otto film fra cui cinque western (Winchester 73 - 1950 -, il già citato Là dove scende il fiume - 1952 -, Lo sperone nudo - 1953 -, Terra lontana - 1954 -, L’uomo di Laramie - 1955), ma anche lavorando con Delmer Daves (L’amante indiana - 1950) e con James Nielsen (Passaggio di notte - 1957).

Nel ’57 interpreta Charles Lindbergh ne L’aquila solitaria di Billy Wilder, rievocazione della prima trasvolata oceanica (20/21 maggio 1927, New York-Parigi in trentatré ore e mezza en solitaire.

Negli anni Sessanta interpreta altri western (Cavalcarono insieme - 1961 - di John Ford, in cui lavora con Richard Widmark, L’uomo che uccise Liberty Valance - 1962 -, anch’esso diretto da John Ford e in cui recita con John Wayne, La conquista del West - 1962 - di Henry Hathaway, John Ford e George Marshall, Il grande sentiero - 1964 - di John Ford), cui seguono Il volo della Fenice (1965) di Robert Aldrich ed alcuni western minori (Shenandoah - La valle dell’onore - 1965, Rancho Bravo - 1967 -, Bandolero - 1968 -, e L’uomo dinamite - 1971 -, tutti e quattro diretti da Andrew V. McLagen).

Nel ’61 presta la sua voce off per Il leggendario X-15 di Richard Donner.

Fra gli altri film Chiamate Nord 777 (1948) di Henry Hathaway, La strada della felicità (1948) di John Huston e George Stevens, Malesia (1949) di Richard Thorpe, Ritorno del campione (1949) di Sam Wood, La fortuna si diverte (1950) di Walter Lang, Il viaggio indimenticabile (1951) di Henry Koster, Carabina Williams (1952), anch’esso diretto da Richard Thorpe, La baia del tuono (1953) di Anthony Mann, Aquile nell’infinito (1955), anch’esso diretto da Anthony Mann, La commedia Una strega in paradiso (1958) di Richard Quine, in cui lavora nuovamente con Kim Novak pochi mesi dopo il già citato La donna che visse due volte, Sono un agente F. B. I. (1959) di Mervyn Le Roy Tempesta sulla Cina (1960) di Daniel Mann, le commedie Mister Hobbs va in vacanza (1962), Prendila è mia (1963) e Erasmo il lentigginoso (1965), tutte e tre dirette da Henry Koster, il western L’ora della furia (1968) di Vincent McEveety, La parodia Non stuzzicate i cowboys che dormono (1970) di Gene Kelly.

Fra i film rifiutati o che non ha potuto interpretare in quanto già impegnato su altri set, ricordiamo il western Dove la terra scotta (1958) di Anthony Mann, con Gary Cooper, il thriller Intrigo internazionale (1959) di Alfred Hitchcock, con Cary Grant, il già citato Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan, con Gregory Peck, Il giorno più lungo (1962) di Ken Annakin, il violento western Il mucchio selvaggio (1969) di Sam Peckinpah, rifiutato anche da altri sette attori (Burt Lancaster, Richard Widmark, Kirk Douglas, Robert Mitchum, Richard Boone, Lee Marvin, James Coburn) prima che William Holden accettasse l’ingaggio.

Nel 1973-74 interpreta la miniserie televisiva Hawkins, sospesa dopo una dozzina di episodi.

Nel 1977-78 i suoi ultimi ruoli: Il pistolero (1977) di Don Siegel, in cui lavora nuovamente con John Wayne (al suo ultimo film), Airport 77 (1977), Marlowe indaga (1978) di Michael Winner, in cui lavora con Robert Mitchum, il disneyano La più bella avventura di Lassie (1978) di Don Chaffey.

Negli anni successivi apparirà solo in un film televisivo - all’inizio degli anni Ottanta - ed in alcuni documentari dedicati alla storia di Hollywood.

Nel 1985 riceve un Oscar alla Carriera.

Nel 1991 presta la sua voce off per il cartone animato Fievel conquista il West (1991) di Phil Nibbellink e Simon Wells. L’anno successivo pubblica la sua autobiografia e un libro contro la colorazione dei film in bianco e nero. 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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