40 anni senza Richard Boone

Richard Boone con Jeanne Crain in "Man Without a Star" di King Vidor Richard Boone con Jeanne Crain in "Man Without a Star" di King Vidor
Quarant’anni fa moriva a Saint Augustine - in Florida - l’attore americano, volto inconfondibile in film quali “Il terrore delle montagne rocciose” di Rudolph Maté, “L’uomo senza paura” di King Vidor, “Il grande coltello” di Robert Aldrich, “I tre banditi” di Budd Boetticher, “La giungla della settima strada” di Vincent Sherman e R. Aldrich, “Hombre” di Martin Ritt, “Il grande Jake” di George Sherman, “Il pistolero” di Don Siegel, “Marlowe indaga” di Michael Winner e molti altri.

Nato a Los Angeles nel giugno 1917, Richard Allen Boone - meglio noto come Richard Boone - vive una giovinezza avventurosa in cui fa il cercatore di petrolio, il pescatore, il pugile ed il barman.

Dopo la Seconda guerra mondiale, in cui combatte in aviazione come mitragliere, si avvicina al mondo dello spettacolo. Esordisce al cinema all’inizio degli anni Cinquanta in ruoli secondari (Okinawa - 1951 - e Kangarù - 1952 - di Lewis Milestone, Butterfly americana - 1951 - di Lloyd Bacon, Rommel, la volpe del deserto - 1951 - di Henry Hathaway, Duello nella foresta - 1952 - e L’ultima freccia - 1952 - di Joseph M. Newman, Il figlio del Texas - 1952 - di Delmer Daves, Il grande gaucho - 1952 - di Jacques Tourneur) e la sua maschera da vilain, nei venticinque/trent’anni successivi, lo guida attraverso una sessantina di film che non lo trasformano in una star, ma in ogni caso ne fanno uno fra i protagonisti cinematografici (nella maggior parte dei casi da comprimario o da antagonista negativo) della frontiera.

Lo ricordiamo in Il terrore delle montagne rocciose (1954) di Rudolph Maté, Man Without a Star (L’uomo senza paura - 1955) di King Vidor, con Kirk Douglas, Jeanne Crain, Claire Trevor e William Campbell, Il grande coltello (1955) di Robert Aldrich, con Jack Palance e Rod Steiger, I tre banditi (1957) di Budd Boetticher, tratto da un racconto di Elmore Leonard ed interpretato da Randolph Scott, Henry Silva e Skip Homeier, La giungla della settima strada (1957) di Vincent Sherman e Robert Aldrich, La battaglia di Alamo (1960) di John Wayne, con J. Wayne e Richard Widmark, Rio Conchos (1964) di Gordon Douglas, Hombre (1967) di Martin Ritt, tratto da un racconto di E. Leonard ed interpretato da Paul Newman, Diane Cilento, Martin Balsam e Friedrich March, Il grande Jake (1971) di George Sherman, con J. Wayne, Maureen O’ Hara, Patrick Wayne, Christopher Mitchum e Bruce Cabot, nell’ottimo Il pistolero (1977) di Don Siegel, con J. Wayne (al suo ultimo film prima della sua scomparsa), Lauren Bacall, Ron Howard, Hugh O’ Brian, Bill McKinney, Scatman Crothers e John Carradine, Marlowe indaga (1978) di Michael Winner, con Robert Mitchum (per la seconda volta nel ruolo del celebre detective creato da Raymond Chandler dopo il precedente Marlowe, il poliziotto privato - 1975 - di Dick Richards).

Fra gli altri film ricordiamo Salto mortale (1953) di Elia Kazan, Hanno ucciso Vicki (1953) di Harry Horner, La tunica (1953) di Henry Koster, La città dei fuorilegge (1953) di Harmon Jones, Tempeste sotto i mari (1953) di Robert D. Webb, La spia dei ribelli (1954) di Hugo Fregonese, Mandato di cattura (1954) di Jack Webb, La banda dei dieci (1955) di H. Bruce Humberstone, La prateria senza legge (1955) di Sidney Salkow, Posto di combattimento (1955) di Lewis Seiler, Esecuzione al tramonto (1956) di Charles F. Haas, uno fra i quaranta film degli anni Cinquanta in cui appare anche un giovane Clint Eastwood ad inizio carriera (fra gli altri titoli La vendetta del mostro e Tarantola di Jack Arnold, Francis in the Navy, Lady Godiva, Vita di una commessa viaggiatrice e Due gentiluomini attraverso il Giappone di Arthur Lubin, Scialuppe a mare di Joseph Pevney, Come prima… meglio di prima di Jerry Hopper, La squadriglia Lafayette di William A. Wellman L’urlo di guerra degli apaches di Jodie Copelan), Scialuppe a mare (1956) di Joseph Pevney, La donna delle tenebre (1957) di Hugo Haas, I Bury The Living (1958) di Albert Band, Colpo grosso (1960) di Lewis Milestone, I trecento di Fort Canby (1961) di Joseph M. Newman, Il principe guerriero (1965) di Franklin J. Schaffner, Kona Coast (1968) di Lamont Johnson, La notte del giorno dopo (1968) di Hubert Cornfield, Il compromesso (1969) di E. Kazan, con Kirk Douglas, Lettera al Kremlino (1970) di John Huston, La valle dei Comanches (1970) di Jerry Hopper, Against a Crooked Sky (1975) di Earl Bellamy, Diamante Lobo (1976) di Frank Kramer [Gianfranco Parolini], Rebus per un assassinio (1979) di William Richert, Bushido - La spada del sole (1981) di Tsugunobu Kotani.

Attivo anche in televisione, è apparso in film tv (In piena luce - 1971 - di Robert Day) ed in vari episodi di serie e miniserie (The Front Page - 1949-50 -, dodici episodi, Suspense - 1950 -, Medic - 1954-56 -, circa sessanta episodi e di cui è protagonista, Frontier - 1956 -, Have Gun - Will Travel - 1957-63 -, oltre duecentoventi episodi, The Richard Boone Show - 1963-64 -, circa venticinque episodi di cui è protagonista, Cimarron Strip - 1967 -, Hec Ramsey - 1972-74 -, dodici episodi).    

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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