80 anni per il grande Giancarlo Giannini

80 anni per il grande Giancarlo Giannini Foto Maurizio Riccardi © AGR - Archivio Riccardi
Giancarlo Giannini, nato a La Spezia il 1° agosto del 1942, festeggia i suoi ottant’anni dall’alto di una carriera fitta di soddisfazioni e successi.

Nonostante ottime prove fra cinema e tv - Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) (1970) di Ettore Scola, David Copperfield (1966) e E le stelle stanno a guardare (1971) di Anton Giulio Majano -, sarà la regista Lina Wertmüller, la quale lo aveva già diretto in Rita la zanzara (1966) e Non stuzzicate la zanzara (1967), ad affidargli il suo primo ruolo da protagonista con Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972), in cui prende l’aspetto dell'istrionico manovale catanese Carmelo Mardocheo a fianco di Mariangela Melato. Il successo è tanto inatteso quanto clamoroso e fa di Giannini un nuovo protagonista della commedia italiana.

L'anno seguente, sempre recitando con M. Melato per la regia di L. Wertmüller, è protagonista di Film d'amore e d'anarchia - Ovvero “Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza” (1973), mentre nel ’74, con la scintillante commedia a sfondo balneare Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto, si afferma a livello internazionale

 L’anno seguente sbarca a Hollywood con Pasqualino Settebellezze (1975), candidato a ben quattro Oscar e con L. Wertmüller prima donna a ricevere la nomination per la Migliore Regia.

Qualche anno dopo accetta la sfida di farsi attore internazionale a partire dal drammatico Lili Marleen di Rainer Werner Fassbinder (1980) e consolida presto la sua statura hollywoodiana con registi quali Richard Brooks - Febbre di gioco (1985) -,  Francis Ford Coppola - La vita senza Zoe (1989), episodio di New York Stories -, Alfonso Arau - Il profumo del mosto selvatico (1995) -, Ridley Scott - Hannibal (2001) -, Tony Scott - Man on Fire - Il fuoco della vendetta (2004) -, fino a diventare personaggio fisso in due film della Bond Story - Casino Royale (2006) di Martin Campbell e Quantum of Solace (2008) di Marc Forster - nei panni dell'ambiguo francese René Mathis.

Ma non dimentica mai l’Europa - soprattutto la Spagna e l’Italia - dove tutti i maggiori registi lo chiamano. Viene diretto da Luchino Visconti (alla sua ultima regia) in L'innocente (1976), Nanny Loy per un indimenticabile Mi manda Picone (1984), Mario Monicelli - Viaggio con Anita (1979), I picari (1987), Il male oscuro (1990) -, Dino Risi - Sessomatto (1973) -, Alberto Lattuada - Fräulein Doktor (1969), Sono stato io! (1973) - e di nuovo da Lina Wertmüller - La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978) e Fatto di sangue fra due uomini a causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978) ed il televisivo Francesca e Nunziata (2002).

Fra gli altri film ricordiamo Arabella (1967), di Mauro Bolognini, con Virna Lisi, Lo sbarco di Anzio (1968) di Edward Dmytryk e Duilio Coletti, con Robert Mitchum, Earl Holliman e Peter Falk, Il segreto di Santa Vittoria (1969) di Stanley Kramer, con Anna Magnani, Anthony Quinn, Virna Lisi e Hardy Kruger, Una macchia rosa (1970) di Enzo Muzii, con Valeria Moriconi, La tarantola dal ventre nero (1971) di Paolo Cavara, con Claudine Auger, Barbara Bach, Stefania Sandrelli e Barbara Bouchet, La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlini, con Alain Delon, Sonia Petrova e Lea Massari, Fatti di gente perbene (1974) di M. Bolognini, con Catherine Deneuve e Fernando Rey, Il bestione (1974) di Sergio Corbucci, con Michel Constantin e Giuliana Calandra, A mezzanotte va la ronda del piacere (1975) di Marcello Fondato, con Claudia Cardinale e Monica Vitti, Buone notizie (1979) di Elio Petri, con Angela Molina, Lo zio indegno (1989) di Franco Brusati, con Vittorio Gassman e Andréa Ferréol, Tempo di uccidere (1989) di Giuliano Montaldo, tratto dal libro omonimo di Ennio Flaiano (premio Strega 1947) ed interpretato anche da Nicholas Cage e Ricky Tognazzi, I divertimenti della vita privata (1992) di Cristina Comencini, con Delphine Forest e Christophe Malavoy, Giovanni Falcone (1993) di Giuseppe Ferrara, con Michele Placido e Anna Bonaiuto, Celluloide (1996) di Carlo Lizzani, con Massimo Ghini, Lina Sastri e Massimo Dapporto, La frontiera (1996) di Franco Giraldi, La lupa (1996) di Gabriele Lavia, con Raoul Bova e Monica Guerritore, Mimic (1997) di Guillermo del Toro, con Myra Sorvino e Jeremy Northam, Una vacanza all’inferno (1997) di Tonino Valerii, con Marco Leonardi, F. Murray Abraham e Mirca Viola, La cena (1998) di Ettore Scola, con Fanny Ardant, Antonio Catania e Vittorio Gassman, I banchieri di Dio - Il caso Calvi (2002) di G. Ferrara, con Omero Antonutti, Alessandro Gassman e Rutger Hauer, Il cuore altrove (2003) di Pupi Avati, con Neri Marcorè e Vanessa Incontrada,  Piazza delle Cinque Lune (2003) di Renzo Martinelli, con Donald Sutherland, Stefania Rocca e F. Murray Abraham.   

Fa anche due esperienze dietro alla macchina da presa, dirigendo Terno secco (1987) e Ti ho cercata in tutti i necrologi (2013).

Ha vinto premi prestigiosi in tutto il mondo: Miglior Attore al Festival di Cannes e a San Sebastian nel 1973, sei David di Donatello, altrettanti Nastri d’Argento, cinque Globi d’Oro ed una stella sulla Walk of Fame di Toronto.

Ha inciso dischi, è andato in scena ancora a teatro nel 2018 con Hadrianus Imperator, per la regia di Marco Savatteri, e in tv con Le cinque giornate di Milano (2004) di Carlo Lizzani, Il Generale dalla Chiesa (2007) di Giorgio Capitani, in cui interpreta il generale Carlo Alberto dalla Chiesa (1920-1982), Michelangelo - Il cuore e la pietra (2012) di Giacomo Gatti, Romanzo famigliare (2018) di Francesca Archibugi e Leonardo (2021). E poi ancora cinema con Notti magiche (2018) di Paolo Virzi ed il recente Gianni Schicchi (2021) di Damiano Michieletto.

Ha inoltre prestato la sua voce per il doppiaggio italiano di Ryan O'Neal - Barry Lyndon (1975) di Stanley Kubrick - Jack Nicholson - Professione: reporter (1975) di Michelangelo Antonioni, Shining (1980) di S. Kubrick, Batman (1989) di Tim Burton, La promessa (2001) di Sean Penn, Tutto può succedere (2003) di Nancy Meyers, The Departed -  Il bene e il male (2006) di Martin Scorsese -, Dustin Hoffman - Il maratoneta (1976) di John Schlesinger -, Jacques Perrin - Il deserto dei Tartari (1976) di Valerio Zurlini -, Richard Gere - In cerca di Mr Goodbar (1977) di Richard Brooks -, Ben Gazzara - Storie di ordinaria follia (1981) di Marco Ferreri e nel televisivo Piovuto dal cielo (2000) di José Maria Sanchez -, Mel Gibson - Amleto (1990) di Franco Zeffirelli -, Albert Finney - il televisivo Nostromo (1996) di Alastair Reid -, Jeremy Irons - Callas Forever (2002) di Franco Zeffirelli -, David Hemmings - Blow up (1966) di M. Antonioni -, Michael Douglas - Wall Street (1987) di Oliver Stone, Il Presidente - Una storia d’amore (1995) di Rob Reiner, Wall Street - Il denaro non dorme mai (2010) di O. Stone -, Gérard Depardieu – Danton (1983) di Andrzej Wajda e nei televisivi Il conte di Montecristo (1998) di Josée Dayan e Napoléon (2002) di Yves Simoneau - ed Al Pacino - in oltre venti film, fra cui Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975) di Sidney Lumet, Americani (1992) di James Foley, Carlito’s Way (1993) di Brian De Palma, Heat - La sfida (1995) di Michael Mann, Insider - Dietro la verità (1998) di M. Mann, Ogni maledetta domenica (1998) di Oliver Stone, La regola del sospetto (2003) di Roger Donaldson, C’era una volta… a Hollywood (2019) di Quentin Tarantino, The Irishman (2019) di Martin Scorsese, House of Gucci (2021) di Ridley Scott e nel televisivo Phil Spector (2013) di David Mamet.

G. Giannini è anche progettista tecnico, frutto della sua passione giovanile per l’elettronica. Una fra le sue creazioni è, ad esempio, il giubbotto pieno di gadgets indossato da Robin Williams in Toys - Giocattoli (1992) di Barry Levinson.

 

 

 

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