Addio a Abbas Kiarostami, regista de "Il sapore della ciliegia" e "Shirin"

una scena de "Il sapore della ciliegia" una scena de "Il sapore della ciliegia"
Il celebre regista iraniano è morto a Parigi all’età di settantasei anni.

Nel marzo 2016 al gli era stato diagnosticato un cancro in fase già avanzata e aveva subito una serie di interventi.

Rappresentante di prim’ordine del cinema iraniano era uno fra i registi internazionali più apprezzati, ed era stimato da numerosi colleghi dia fama, fra i quali Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e, in Italia, Nanni Moretti.

Nel ‘97 vinse la Palma d'Oro a Cannes per Il sapore della ciliegia, considerato quasi all’unanimità come il suo capolavoro. Una storia paradossale che vede protagonista un uomo che, nelle periferie di Teheran, gira alla ricerca di qualcuno che lo aiuti a morire. Una ricerca che, invece di confermare la sua volontà di morte, lo apre al dubbio. A farlo desistere dai suoi propositi sarà un vecchio che lavora al museo di storia naturale e che gli ricorda il gusto delle ciliegie, la bellezza della pioggia e anche della vita. 

Nato a Teheran nel 1940, il regista aveva deciso di rimanere in Iran dopo la rivoluzione islamica del ‘79 e diresse oltre quaranta pellicole. Dopo l’elezione dell’ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza dell’Iran, aveva cominciato a realizzare i suoi film all’estero. 

Laureatosi all’Università di Belle Arti della sua Teheran fra i numerosi lavori svolti, aveva fatto anche l’illustratore di libri per bambini. E non è un caso il fatto che Mossafe, il suo primo film, racconti di un ragazzino ostinato nel volere vedere ad ogni costo le partite della squadra di calcio di cui è tifoso.

Il sapore della ciliegia è il film che lo consacrò al Festival di Cannes. Cosa che portò il regista ad essere bandito dall’Iran per una settimana per decisione dei vertici islamici. 

Ai suoi dubbi, aveva affidato un altro suo capolavoro: Shirin. “I nostri film sono come i nostri figli”, aveva affermato. “Alcuni di questi figli potrebbero essere timidi, per cui meno in vista, ma quando qualcuno nota questi figli trascurati per me è molto importante”.  

In Shirin, centoquattordici attrici iraniane assistono a Khasrow e Shirin, poema persiano del XII secolo, e il regista si focalizza sulle reazioni di queste donne di fronte al racconto. Un film sul ruolo dello spettatore. Il grande regista francese Jean-Luc Godard aveva dichiarato che “il cinema comincia con Griffith e finisce con Kiarostami”.  

Fra i premi ricevuti ricordiamo il Pardo d’Oro al Festival di Locarno del 2005. Nello stesso anno, insieme ad Ermanno Olmi e Ken Loach,  aveva diretto un episodio di Tickets, interpretato fra gli altri anche da Carlo Delle Piane.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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