Addio a Bibi Andersson, grande interprete bergmaniana

Bibi Andersson in "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman Bibi Andersson in "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman
Se n’è andata all’età di ottantatré anni la grande attrice svedese, interprete di film quali “Sorrisi di una notte d’estate”, “Il settimo sigillo”, “Il posto delle fragole”, “Il volto”, “Alle soglie della vita”, “L’occhio del diavolo”, “Persona”, Passione”, “L’adultera” e “Scene da un matrimonio”, tutti diretti da Ingmar Bergman, “Lettera al Kremlino” di John Huston, “Violenza al sole - Una estate in quattro” di Florestano Vancini, “Quintet” di Robert Altman “Il pranzo di Babette” di Gabriel Axel, “Il sogno di una farfalla” di Marco Bellocchio e molti altri.

Nata a Stoccolma nel novembre 1935, studia fin da giovanissima al Royal Dramatic Theatre di Stoccolma - in cui continuerà a lavorare per oltre trent’anni - apparendo nello stesso tempo al cinema in ruoli secondari.

Il grande Ingmar Bergman (1918-2007) la scopre all’inizio degli anni Cinquanta sul palcoscenico del teatro di Malmö e, nel ’55, le affida una piccola parte in Sorrisi di una notte d’estate.

È l’inizio di una lunga collaborazione, con ruoli di rilievo: Il settimo sigillo (1956), con un giovane e quasi esordiente Max von Sydow, Il posto delle fragole (1957), con il vecchio Victor Sjöström (al suo ultimo film), Il volto (1958), ancora con Max von Sydow, Alle soglie della vita (1958), premiato al Festival di Cannes, L’occhio del diavolo (1960).

Nel ’62, a teatro, interpreta Dopo la caduta di Arthur Miller, che reinterpreterà per la televisione (NBC) nel 1974, e vince l’Orso d’Argento al Festival di Berlino per L’amante (1962) di Vilgot Sjöman, con M. von Sydow. Nel ’63, ancora a teatro, è in Who’s Afraid of Virginia Woolf di Edward Albee (il quale, qualche anno avanti, quale aveva esordito con il bellissimo The Zoo Story), prodotto da Bergman.

Negli anni successivi, nuovamente diretta da Bergman, interpreta A proposito di tutte queste signore (1964), Persona (1966), in cui lavora con Liv Ullmann, Passione (1969), L’adultera (1971), con M. von Sydow e Elliot Gould, Scene da un Matrimonio (1973) con Liv Ullmann e Erland Josephson, inizialmente realizzato in sei episodi per la televisione e poi ridotto per la versione cinematografica.

Nel ’74 debutta a Broadway con Full Circle, di Otto Preminger e, tre anni dopo, interpreta The Night of the Tribades di Michael Kahn.

Al di fuori della Svezia, negli Stati Uniti la troviamo in Duello a El Diablo (1965) di Ralph Nelson, Lettera al Kremlino (1970) di John Huston, in cui lavora nuovamente con il collega svedese M. von Sydow, Quintet (1979) di Robert Altman, Airport ’80 (1980) di David Lowell Rich.

In Italia è in Scusi, lei è favorevole o contrario? (1966) di (e con) Alberto Sordi, Violenza al sole - Una estate in quattro (1970) di Florestano Vancini, Il sogno di una farfalla (1994) di Marco Bellocchio.

Fra gli altri film ricordiamo Il letto della sorella (1966) di Volgot Sjoman, Anatomia di un adulterio (1969) di Jacques Doniol-Valcroze, Le calde palme di Rio (1969) di Lars-Magnus Lindgren, Le ragazze (1969) di Mai Zetterling, Storia di una donna (1970) di Leonardo Bercovici, La rivale di mia moglie (1974) e Storia d’amore con delitto (1975), entrambi di Sergio Gobbi, Codice 215: Vlaparaiso non risponde (1976) di Helvio Soto, L’amour en question (1978) di André Cayatte, Il sogno di Laura (1979) di Georges Sluizer, Star’s Lovers (1983) di James Toback, il danese Il pranzo di Babette (1987), tratto dal libro omonimo di Karen Blixen, diretto da Gabriel Axel, e che viene premiato con l’Oscar come Miglior Film Straniero, Il sogno (1994) di Unni Straume, Racconti da Stoccolma (2006) di Anders Nilsson, Arn - L’ultimo cavaliere (2007) e Arn - Riket slut vid vagens (2008) di Peter Flinth, Images from the Playground (2009) di Stig Bjorkman.   

Nel 2009, colpita da un grave ictus che le aveva tolto l’uso della parola, era stata costretta ad un triste ritiro dalle scene.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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