Addio a Burt Reynolds, interprete di “L’uomo che amò Gatta Danzante”, “Quella sporca ultima meta” e "Vecchia America”

Burt Reynolds in "L'uomo che amò Gatta Danzante" di Richard C. Sarafian Burt Reynolds in "L'uomo che amò Gatta Danzante" di Richard C. Sarafian
È morto a Jupiter - in Florida - all’età di ottantadue anni l’attore, produttore e regista americano, noto per film come “Un tranquillo weekend di paura” di John Boorman, “L’uomo che amò Gatta Danzante” di Richard C. Sarafian, “Quella sporca ultima meta” di Robert Aldrich, “Vecchia America” di Peter Bogdanovich, e molti altri.

Nato a Lansing - nel Michigan - nel febbraio 1936, di origini irlandesi e cherokee da parte di padre, alto, aitante, sguardo beffardo ed aria selvaggia, esordisce in televisione fra la fine degli anni Cinquanta e la metà dei Sessanta (Avventure lungo il fiume - 1959/60 -, Alfred Hitchcock Presents - 1960 -, Perry Mason - 1962 -, Gunsmoke - 1962/65, in circa cinquanta episodi -, Ai confini della realtà - 1963 -, Hawk l’indiano - 1966, in circa venti episodi) ed al cinema in parti secondari in film come Anonima peccati (1961) di Paul Wendkos, Area B2: Attacco! (1961) di Byron Haskin e Operazione CIA (1965) di Christian Nyby.

Dopo altri film (Navajo Joe - 1966 - di Sergio Corbucci, El Verdugo - 1969 - di Tom Gries, Sam Whiskey (1969) di Arnold Laven, Il trafficante di Manila (1969) di Richard Benedict, Quattro bastardi per un posto all’inferno (1969) di Samuel Fuller, Tropis - Uomo o scimmia? (1970) di Gordon Douglas, E tutto in biglietti di piccolo taglio (1972) di Richard Colla, il successo arriva con il ruolo del rude Medlock, costretto a lottare contro le forze della natura nel crudo Un tranquillo weekend di paura (1972) di John Boorman.

Negli anni seguenti sarà un detenuto ex giocatore di football americano nel celebre film carcerario Quella sporca ultima meta (1974) di Robert Aldrich, un ex killer cinefilo in Vecchia America (1975) di Peter Bogdanovich, un contrabbandiere amante della folle velocità ne La corsa più pazza d’America (1980) di Hal Needham, uno scultore che “non funziona più” ne I miei problemi con le donne (1983) di Blake Edwards, un regista di film hard in Boogie Nights - L’altra Hollywood (1997) di Paul Thomas Anderson.

Pur non avendo mai abbandonato la carriera d’attore, ha lavorato anche come produttore (nel ’75, insieme a Robert Aldrich, fondò la Ruburt Company) e ha diretto alcuni film, sia per la televisione sia per il cinema (fra cui Pelle di sbirro - 1981 -, con Vittorio Gassman).

Fra gli altri film ricordiamo il western L’uomo che amò Gatta Danzante (1973) di Richard C. Sarafian, Shamus (1973) di Buzz Kulik, McKlusky, metà uomo metà odio (1973) di Joseph Sargent, Finalmente arrivò l’amore (1975) di Peter Bogdanovich, Un uomo da buttare (1975) di John G. Avildsen, Un gioco estremamente pericoloso (1975) di Robert Aldrich, In 3 sul Lucky Lady (1975) di Stanley Donen, Il bandito e la madama (1977) di Hal Needham, Un gioco da duri (1978) di Michael Ritchie, Collo d’acciaio (1978) di Hal Needham, E ora: punto e a capo (1979) di Alan J. Pakulla, Taglio di diamanti (1980) di Don Siegel, Una canaglia a tutto gas (1980) di Hal Needham, Paternity (1981) di David Steinberg, Il più bel casinò del Texas (1982) di Colin Higgins, Amici come prima (1982) di Norman Jewison, Stoker Ace (1983) e La corsa più pazza d’America 2 (1984), entrambi diretti da di Hal Needham, Per piacere… non salvarmi più la vita (1984) di Richard Benjamin, Black Jack (1986) di Dick Richards, Malone - Un killer all’inferno (1986) di Harley Cokeliss, Poliziotto in affitto (1987) di Jerry London, Cambio marito (1988) di Ted Kotcheff, Il corpo del reato (1989) di Michael Crichton, Ladro e gentiluomo (1989) di Bill Forsyth, I protagonisti (1992) di Robert Altman, Un piedipiatti e mezzo (1993) di Henry Winkler, Inganno diabolico (1995) di Danny Huston, La storia di Ruth, donna americana (1996) di Alexander Payne, Il mio amico Frankenstein (1996) di Robert Tinnell, Il tempo dei cani pazzi (1996) di Larry Bishop, Giochi di guerra (1996) di Russell Solberg, Piacere, Wally Sparks (1997) di Peter Baldwin, Big City Blues (1997) di Clive Fleury, Pups (1998) di Ash Baron-Cohen, Stringer (1998) di Klaus Biedermann, Mistery, Alaska (1999) di Jay Roach, Waterproof (2000) di Barry Berman, I soliti amici (2000) di Michael Dinner, Hotel (2001) di Mike Figgis, The Hollywood Sign (2001) di Sonke Wortmann, Snapshots - Momenti magici (2002) di Rudolf Van den Berg, Cuore di lupo (2002) di Rod Pridy, Strike Force (2003) di Mike Kirton, Without a Paddle - Un tranquillo weekend di vacanza (2004) di Steven Brill, L’altra sporca ultima meta (2005) di Peter Segal, remake del celebre e già citato Quella sporca ultima meta di Robert Aldrich, Hazzard (2005) di Jay Chandraskhar, Cloud 9 (2006) di Harry Basi, End Game (2006) di Andy Cheng, In the Name of the King (2007) di Uwe Boll, Randy and the Mob (2007) di Ray McKinnon, Deal (2008) di Gil Cates Jr, A Bunch of Amateurs (2008) di Andy Cadiff.

In epoche più recenti era apparso in film come Not Another Not Another Movie (2011) di David Murphy, Pocket Listing (2015) di Conor Allyng, Hollow Creek (2016) di Guisela Moro, Elbow Grease (2016) di Jason Shirley, Dog Years (2017) di Adam Rifkin, Henri (2017), Shadow Fighter (2018) di Alyn Darnay, Defining Moments (2018) di Stephen Wallis.

Fra le altre esperienze dietro alla macchina da presa, oltre al già citato Pelle di sbirro, troviamo Gator (1977), La fine… della fine (1978), Scherzare col fuoco (1985), The Last Producer (2000), i film tv Harlan & Merleen (1993), Baby League - Piccoli campioni (1993) e Hard Time (1998), un episodio (1966) di Hawk l’indiano, uno di Alfred Hitchcock Presents, uno (1985) di Storie incredibili, tre (1989 e 1990) di Detective Stryker, uno (1992) di The New WKRP in Cincinnati, e trentacinque (1990-94) di Evening Shade.       

                              

     

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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