Addio a Jacques Perrin

Jacques Perrin in "Les Choristes - I ragazzi del coro" di  Christophe Barratier Jacques Perrin in "Les Choristes - I ragazzi del coro" di Christophe Barratier
Se n’è andato all’età di ottant’anni il grande attore, produttore e documentarista francese, interprete di film quali “La ragazza con la valigia” e “Il deserto dei Tartari” di Valerio Zurlini, “Il 13° uomo” e Z - L’orgia del potere” di Costa-Gavras, “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, “Les Choristes - I ragazzi del coro” di Christophe Barratier e molti altri.

Nato a Parigi nel luglio 1941, Jacques-André Simonet – meglio noto come Jacques Perrin –, è figlio d’arte: il padre, Alexandre Simonet, era un regista teatrale per la Comédie française; la madre, Marie Perrin, un’attrice.

Studia al Conservatoire National d’Art Dramatique de Paris e esordisce al cinema da bambino (non accreditato) in Mentre Parigi dorme (1946) di Marcel Carné con Yves Montand che lancia il celebre brano Les Feuilles mortes, composto da Joseph Kosma per la colonna sonora del film.

Dopo altri ruoli secondari, fra cui Peccatori in Blue-jeans (1958), anch’esso di  M. Carné, si afferma molto giovane ottenendo i primi ruoli importanti con Valerio Zurlini in La ragazza con la valigia (1961), con Claudia Cardinale, e Cronaca familiare (1962), tratto dal romanzo omonimo di Vasco Pratolini, in cui recita con Marcello Mastroianni; di nuovo per la regia di V. Zurlini, sarà l’ufficiale Drogo, protagonista in Il deserto dei Tartari (1976),  tratto dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati, e con un cast formato da Vittorio Gassman, Max von Sydow, Jean-Louis Trintignant, Giuliano Gemma, Philippe Noiret, Fernando Rey, Lilla Brignone.

Negli anni successivi avvia una collaborazione con il regista e scrittore Pierre Schoendoerffer interpretando, nell’arco di circa quarant’anni, alcuni film di argomento militare: 317° battaglione d’assalto (1964), con Bruno Cremer – il futuro Commissario Maigret degli anni Novanta -, L’uomo del fiume (1977), tratto dal romanzo omonimo dello stesso P. Schoendoerffer, con Jean Rochefort, L’Honneur d’un capitaine (1982), La-haut, un roi au dessus des nuages (2003).

Nel ’65 conosce Costa-Gavras, e interpreta, con Simone Signoret, Jean-Louis Trintignant e Yves Montand, Vagone letto per assassini (1965) il primo film realizzato dal regista in Francia, dopo che ci si era trasferito dalla Grecia, e Il 13° uomo (1967). Il sodalizio prosegue con alcuni film di impegno politico come Z - L’orgia del potere (1969) - Premio Oscar per Miglior Film Straniero - che segna il suo esordio come produttore (fonda la società Reggane Films, che diventa poi Galatée Film) e in cui recita con Irene Papas e Jean-Louis Trintignant, con L’Amerikano (1972), e L’affare della Sezione Speciale (1975) entrambi di nuovo con Y. Montand. Il tema politico continua con il documentario sulla rivolta in Algeria, La guerre d’Algérie (1972), da lui realizzato, e con il film La spirale, sul presidente cileno Salvator Allende.

Negli anni seguenti è coprotagonista, con Philippe Noiret ed il piccolo Salvatore Cascio, di Nuovo Cinema Paradiso (1988) di Giuseppe Tornatore - Oscar per Miglior Film Straniero -,  per la regia del quale sarà ancora interprete in Stanno tutti bene (1990) con Marcello Mastroianni. Nello stesso anno interpreta In nome del popolo sovrano di Luigi Magni, con Nino Manfredi e Alberto Sordi, terzo film della trilogia del regista - dopo Nell’anno del Signore (1969) e In nome del Papa Re (1977) - , sul tema dei rapporti burrascosi fra popolo ed aristocrazia nella Roma risorgimentale.

A partire dagli anni Ottanta, pur interpretando vari film - fra cui Il lungo silenzio (1993) di Margarethe von Trotta, Il patto dei lupi (2001) di Christophe Gans, Ti voglio bene Eugenio (2002) di Francisco José Fernandez, con Giancarlo Giannini e Giuliana De Sio, Les Choristes – I ragazzi del coro (2004) di Christophe Barratier, con Gérard Jugnot, François Bérleand e Kad Merad -, è attivo anche in televisione  - L’herbe rouge (1985) di Pierre  Kast, Il generale (1987) di Luigi Magni, Nessuno torna indietro (1987) di Franco Giraldi, Manon Roland (1989) e Nora (1999) di Edouard Molinaro, Il ricatto (1989) di Tonino Valerii, Solo (1989) di  Sandro Bolchi, Missus (1993) e Nanà (1999) di Alberto Negrin, Delitti privati (1993) di Sergio Martino, L’elefante bianco (1998) di Gianfranco Albano - ed intensifica la partecipazione alla produzione di altri film, fra cui, oltre al già citato Il deserto dei Tartari ed ai film di Costa-Gavras, Bianco e nero a colori (1976) di Jean-Jacques Annaud - Premio Oscar per Miglior Film Straniero -, Les quarantièmes rugissants (1982) di Christian de Chalonge, ottenendo anche successo in film naturalistici - Microcosmos - Il popolo dell’erba (1996) di Claude Nuridsany e Marie Pérennou, Il popolo migratore (2001), da lui diretto insieme a  Jacques Cluzaud e Michel Debas, Oceans (2009) di J. Perrin e J. Cluzaud.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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