Anthony Hopkins compie 80 anni

Anthony Hopkins in "Juggernaut" di Richard Lester Anthony Hopkins in "Juggernaut" di Richard Lester
Il grande attore gallese, noto per film quali Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, Quel che resta del giorno di James Ivory,  La maschera di Zorro di Martin Campbell, Il caso Thomas Crawford di G. Hoblit e molti altri, ha compiuto ottant’anni.

Nato a Port Talbot - in Galles - nel 1937, si forma al Cardiff College of Drama e si unisce al National Theatre del grande Laurence Olivier dove completa la sua formazione da attore teatrale classico.

Lavora molto in televisione e, dopo il suo esordio cinematografico ne Il bus bianco (1967) di Lindsay Anderson (considerato all’unanimità - insieme a Tony Richardson e Karel Reisz - come il miglior regista del cosiddetto Free Cinema inglese degli anni Sessanta) e ne Il leone d’inverno (1968) di Anthony Harvey, in cui lavora con Katharine Hepburn e Peter O’ Toole, accetta offerte di scarso rischio come trasposizioni di opere teatrali (Amleto - 1969 - di Tony Richardson; Casa di bambola - 1973 - di Patrick Garland) o produzione i colossali come Charlot (1992) di Richard Attenborough.

Non rifiuta scommesse come The Elephant Man (1980) di David Lynch, drammatica vicenda incentrata sul dolore e sulla dignità umana.

Dopo una lunga carriera - sia teatrale sia cinematografica - ottiene vasta popolarità presso il grande pubblico con l’agghiacciante Il silenzio degli innocenti (1991) di Jonathan Demme, in cui interpreta il pluriomicida e cannibale psichiatra Hannibal Lecter e con cui vince un Oscar come Miglior Attore Protagonista. La sua performance si fissa nell’immaginario collettivo a tal punto da renderlo indispensabile anche per Hannibal (2001) di Ridley Scott, controverso sequel realizzato un decennio dopo. L’espressione calma e compassata, l’aspetto distinto ed aristocratico e la voce pacata sono tratti caratteristici che rendono ancor più spaventosi i suoi improvvisi scatti di nervi da pazzo furioso.

Tali contrasti hanno sovente attenuato la perfezione filologica di film quali Casa Howard (1992) e Quel che resta del giorno (1993), entrambi diretti da James Ivory.

Nonostante abbia ottenuto la cittadinanza americana, Anthony Hopkins è orgoglioso delle proprie origini britanniche e ciò appare chiaro soprattutto nelle sue prove da regista: Dylan Thomas: Return Journey (1990), dedicato al noto poeta gallese, e August (1996) una variante di Zio Vanja di Anton Cechov che si svolge nel Nord del Galles. Cambia del tutto registro in Slipstream - Nella mente oscura di H. (2007), messinscena delle turbe psichiche di uno sceneggiatore che a poco a poco si vede travolto dai personaggi nati dalla sua stessa penna.

Da attore interpreta anche il professor Coleman Sirk ne La macchia umana (2003) di Robert Benton, tratto dal libro omonimo di Philip Roth ed in cui lavora con Nicole Kidman, ed un logorroico Tolomeo in Alexander (2004) di Oliver Stone.

Fra gli altri film ricordiamo Lo specchio delle spie (1969) di Frank Pierson, Ora zero: operazione oro (1971) di Etienne Périer, Gli anni dell’avventura (1972) di Richard Attenborough, The Girl From Petrovka (1974) di Robert Ellis Miller, l’ottimo thriller Juggernaut (1974) di Richard Lester, in cui lavora con Richard Harris, Omar Sharif e David Hemmings, l’horror Audrey Rose (1977) di Robert Wise, Quell’ultimo ponte (1977) e Magic - Magia (1978), entrambi diretti da Richard Attenborough, Una corsa sul prato (1978) di Brian Forbes, Il Bounty (1984) di Roger Donaldson, Amore e rabbia - The Good Father (1985) di Mike Newell, 84 Charing Cross Road (1987) di David Hugh Jones, L’irlandese (1988) di Robert Knights, Ore disperate (1990) di Michael Cimino, remake dell’omonimo film di Nicholas Ray del 1955 interpretato da Humphrey Bogart, Dracula di Bram Stoker (1992) di Francis Ford Coppola, The Trial (1993) di David Hugh Jones, The Innocent (1993) di John Schlesinger, Viaggio in Inghilterra (1993) di Richard Attenborough, Morti di salute (1994) di Alan Parker, Gli intrighi del potere - Nixon (1995) di Oliver Stone, L’urlo dell’odio (1997) di Lee Tamahori, Amistad (1997) di Steven Spielberg, La maschera di Zorro (1998) di Martin Campbell, in cui lavora con Antonio Banderas, Catherine Zeta Jones, Stuart Wilson e Matt Letzcher, Vi presento Joe Black (1998) di Martin Brest, Cuori in Atlantide (2001) di Scott Hicks, Bad Company - Protocollo Praga (2002) di Joel Schumacher,  Proof - La prova (2005) di John Madden, Indian - La grande sfida (2005) di Roger Donaldson, Bobby (2006) di Emilio Estevez, Tutti gli uomini del re (2006) di Steven Zaillan, La leggenda di Beowulf (2007) di Robert Zemeckis, in cui viene “computerizzato” con la “performance capture”, Quella sera dorata (2009) di James Ivory, Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (2010) di Woody Allen, Thor (2011) di Kenneth Branagh, Hitchcock (2012) di Sacha Gervasi.

Sul piccolo schermo lavora ne La pulce dell’orecchio (1967) di Michael Hayes, The Great Inimitable Mr Dickens (1970) di Ned Sherrin, Poet Game (1972) di Silvio Narizzano, Guerra e pace (1972-73), Lloyd George (1973), QB VII (1974) di Tom Gries, Possessions (1974) di John Irvin, Paesaggio segreto (1975) di Claude Whatham, Una violenta dolce estate (1977) di Robert Butler, Il caso Lindbergh (1977) di Buzz Kulik, La lunga notte di Entebbe (1977) di Marvin J. Chomsky, Il viaggio della Mayflower (1979) e Bunker (1981), entrambi diretti da George Schaefer, Otello (1981) di Colin Lowrey, Il gobbo di Notre Dame (1982) di Michael Tuchner, Un uomo sposato (1983) di Charles Jarrott e John Howard Davies, Arco di trionfo (1984) di Waris Hussein, Le signore di Hollywood (1985) di Robert Day, Io e il duce (1985) di Alberto Negrin, Delitto incrociato (1985) di David Greene, Il decimo uomo (1988) di Jack Gold, Across the Lake (1988) di Tony Maylam, Heartland (1989) di Kevin Billington, Great Expectations (1989) di Kevin Connor, Un uomo in guerra (1991) di Sergio Toledo, La passione del potere (1992) di Tony Wharmby, Selected Exirs (1993) di Tristram Powell.

Ancora attivo in età avanzata, i suoi ultimi film più recenti sono stati Thor: The Dark World (2013) di Alan Taylor, Noah (2014) di Darren Aronofsky, Il caso Freddy Heineken (2015) di Daniel Alfredson, Conspiracy - La cospirazione (2016) di Shintaro Shimosawa, Thor: Ragnarok (2017) di Taika Waititi.       

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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