Auguri a Brigitte Bardot

Brigitte Bardot negli anni Sessanta Brigitte Bardot negli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
La nota attrice francese spegne ottantacinque candeline.

Nata a Parigi nel 1934, Brigitte Anne Marie Bardot - meglio nota come Brigitte Bardot -, dopo gli inizi (1949) come danzatrice classica e come modella per foto di moda esordisce al cinema  in  ruoli secondari ne Le Trou Normand (1952) di Jean Boyer e ne I denti lunghi (1952) di Daniel Gélin.

Sia pur in un periodo di grande sviluppo del cinema europeo, la sua ascesa è straordinaria e sarà  una fra poche attrici europee a catturare l'attenzione dei mass media negli Stati Uniti. I suoi primi film, così come le sue apparizioni a Cannes e in numerosi album fotografici, contribuiscono alla diffusione del bikini. La moda degli anni Sessanta le si addice tanto da diventare, insieme a Marilyn Monroe e Jacqueline Kennedy, un soggetto dei dipinti pop di Andy Warhol.

I suoi film dei primi anni cinquanta sono soprattutto storie romantiche poco impegnate e appare in piccoli ruoli in tre film in inglese: Elena di Troia (1954) di Robert Wise, prodotto dalla Warner Bros, Atto d'amore (1954) di Anatole Litvak, e la commedia Dottore in alto mare (1955) di Ralph Thomas, gli ultimi due interpretati anche da Dirk Bogarde (futuro protagonista di Morte a Venezia - 1970 - di Luchino Visconti). Dopodiché, a partire dal ’56, anche i suoi numerosi film in francese avranno distribuzione internazionale.

Il regista Roger Vadim, conosciuto nel ’50 contribuisce a lanciarla anche a livello internazionale e di promuovere l’immagine. Nel ’56, sotto la sua direzione, gira Piace a troppi, in cui lavora con un giovane Jean-Louis Trintignant (futuro protagonista de Il sorpasso - 1962 - di Dino Risi e Un uomo, una donna- 1966 - di Claude Lelouche) e che sarà un grande successo mondiale.

R. Vadim le fa ottenere anche un “invito” per  Hollywood, dove verrà considerata troppo “risqué” da gestire. Il cinema americano degli anni Cinquanta è ancora sotto le ferree regole del Codice Hays e pertanto vengono ancora favorite attrici “acqua e sapone” che rappresentano la “perfetta moglie americana” mentre già Jane Russell, in film come La linea francese (1953) di Lloyd Bacon viene accusata di aver “osato troppo”. L'erotismo vellutato di Brigitte Bardot in film come Mademoiselle Pigalle (1956) di Michel Boisrond ha successo al box office in quanto chiaramente etichettato come “europeo”. In ogni caso, una volta rientrata in Europa, la sua immagine pubblica ne trarrà un vantaggio.

Dopo Una parigina (1957) di Michel Boisrond, Gli amanti del chiaro di luna (1958) di R. Vadim, Babette va alla guerra (1959) di Christian-Jacque, L’affare di una notte (1960) di Henri Verneuil, e La verità (1960) di Henri-Georges Clouzot, Vita privata (1961) di Louis Malle, contiene numerosi elementi autobiografici.

Dopo Il riposo del guerriero (1962) di R. Vadim e Le Mépris (Il disprezzo, 1963) di Jean-Luc Godard, in cui lavora con Jack Palance e con il regista Fritz Lang (nel ruolo di se stesso), si trasferisce nel Sud della Francia.

Nel ’64 appare nel ruolo di se stessa nella commedia Erasmo il lentigginoso di Henry Koster, con James Stewart.

A partire dal ’62 aveva cominciato ad affiancare alla carriera cinematografica anche quella di cantante, pubblicando alcuni singoli e album.

Nella seconda metà degli anni Sessanta, appare in film come Viva Maria! (1965) di Louis Malle, Marie Soleil (1966) di Antoine Bourseiller, Il maschio e la femmina (1966) di Jean-Luc Godard, Tre passi nel delirio (1968), film a episodi diretto da Federico Fellini, Louis Malle e R. Vadim, il western Shalako (1968) di Edward Dmytryk, con Sean Connery, L’orso e la bambola (1969) di Michel Deville, Les femmes (1969) di Jean Aurel.

Nel ‘67 collabora con Serge Gainsbourg il quale scrive per lei alcune canzoni fra cui Bonnie and ClydeComic Strip, e Je t'aime... moi non plus (all’epoca considerata “scandalosa” e che, per via di varie difficoltà con la censura, verrà registrata solo l’anno seguente con Jane Birkin).

Dopo Le novizie (1970) di Guy Casaril, La via del rum (1971) di Robert Enrico, Le pistolere (1971) di Christian-Jacque, in cui lavora con Claudia Cardinale, e Una donna come me (1973) di R. Vadim, nel ’74, all’età di quarant’anni, abbandona il cinema ed annuncia ufficialmente il suo ritiro dalle scene.

Dopo il ’62 (anno in cui era intervenuta in una trasmissione televisiva denunciando i maltrattamenti subiti dagli animali da macello ed era diventata vegetariana), e ancor più a partire dagli anni Settanta, intraprende una seconda carriera come attivista per i diritti degli animali.

Nel 1986 istituisce la Fondazione Brigitte Bardot per il Benessere e la Protezione degli Animali, che finanzia con oltre tre milioni di franchi raccolti vendendo all'asta i suoi gioielli ed altri oggetti personali.

Nel ’96 pubblica il libro autobiografico Initiales B.B. (titolo che si rifà all'omonima canzone di Serge Gainsbourg), in Italia pubblicato con il titolo Mi chiamano B.B., in cui racconta la sua vita privata, la sua carriera di attrice, ed il suo rapporto conflittuale con la stampa, da cui si sentiva letteralmente “assediata”.

Nel 2011 ha venduto i diritti del suo nome per una linea di abbigliamento.

 

Pubblicato in Cinema

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