Auguri a Claudia Cardinale

Claudia Cardinale Claudia Cardinale ©Carlo Riccardi
Claudia Cardinale il 15 aprile 2016 ha spento settantotto candeline.

Nata a Tunisi nel 1938, Claude Joséphine Rose Cardinale, meglio nota come Claudia Cardinale, è considerata all’unanimità, insieme a Sophia Loren e Gina Lollobrigida, come la più importante attrice italiana emersa negli anni Sessanta, raggiungendo una tale notorietà internazionale che la stampa, nel corso di quel decennio, l'ha frequentemente definita “la donna più bella del mondo”.

Il suo esordio nel cinema italiano avviene nel ’58 con I soliti ignoti di Mario Monicelli. La commedia avrà enorme successo di pubblico e la Cardinale diventerà immediatamente riconoscibile - alcuni giornali la definiranno già come «la fidanzata d'Italia».

Il primo film importante della sua carriera è Un maledetto imbroglio (1959) di Pietro Germi, che sarà per lei è un’esperienza fondamentale. Fino a quel momento aveva lavorato senza esser veramente “conquistata” dal cinema, ma grazie alla direzione del regista-attore genovese, con il quale nasce un'immediata sintonia, comincia ad apprezzare il mestiere della recitazione e a sentirsi a proprio agio di fronte alla macchina da presa.

Per questa sua” prova di attrice riceverà una lusinghiera recensione da parte di Federico Fellini. La successiva tappa professionale è segnata dall'incontro con Mauro Bolognini. È l'inizio di un fortunato rapporto professionale da cui verranno realizzati a cinque film, tre fra i quali da lei stessa considerati fra i suoi preferiti: La viaccia, Senilità, Libera, amore mio!. Il primo lavoro con Bolognini, La viaccia (1961) le fa incontrare invece Jean-Paul Belmondo, con il quale, l’anno seguente, girerà Cartouche (1962),film che consacrerà la sua popolarità  in Francia. Nel ‘63 le si presenta un’occasione irripetibile: quella di lavorare contemporaneamente con due fra i maggiori maestri del cinema italiano dell'epoca in quelli che sono veri e propri film-simbolo della loro intera carriera, ovvero Luchino Visconti per Il Gattopardo e  Federico Fellini per , sperimentando in prima persona come due artisti possano essere geniali in maniera totalmente differente, seguendo strade, istinti e metodi addirittura opposti. Entrambi i film parteciperanno con successo al Festival di Cannes.

Il primo Nastro d'Argento come Miglior Attrice protagonista lo ottiene con la sua prima interpretazione con la propria voce, nel film La ragazza di Bube (1963) di Luigi Comencini. Nello stesso anno partecipa anche a La pantera rosa di Blake Edwards, il suo primo film americano girato in Italia e in cui lavora con David Niven.

Per tre anni, dal ’64 al ’67, lavorerà negli Stati Uniti, e film come Il circo e la sua grande avventura (1964) di Henry Hathaway e L'affare Blindfold (1965) di Philip Dunne le permettono di lavorare con star come John Wayne e Rita Hayworth, mentre conosce Barbra Streisand, Elliott Gould e Steve McQueen. Nel frattempo, in Italia, torna a lavorare con Luchino Visconti in Vaghe stelle dell'Orsa (1965), vincitore di un  Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Nello stesso anno lavora per la prima volta con Antonio Pietrangeli nel film Il magnifico cornuto, interpretato anche da Ugo Tognazzi.

Nel ‘66 si cimenta con il genere western ne I professionisti di Richard Brooks, considerato il suo miglior film americano, nel quale ritrova Burt Lancaster - con il quale, tre anni avanti, aveva condiviso la grande esperienza de Il Gattopardo - e in cui lavora anche con attori quali Lee Marvin, Robert Ryan, Woody Stroode, Jack Palance e Ralph Bellamy. Dopodiché è protagonista della commedia d'ambientazione brasiliana Una rosa per tutti di Franco Rossi e lavora con Tony Curtis e Sharon Tate in Piano, piano non t'agitare (1967) di Alexander MacKendrick.

Nel ‘68, interpreta senza sosta numerose opere cinematografiche, film che rendono l'attrice sempre più nota al pubblico internazionale, consacrandola anche per gli anni Settanta. Il ‘68 sarà infatti l'anno de Il giorno della civetta di Damiano Damiani, tratto dall’omonimo libro di Leonardo Sciascia e di C'era una volta il West di Sergio Leone, capolavoro del western all'italiana in cui interpreta la prostituta Jill - l'unico ruolo femminile di rilievo di tutta la filmografia di Leone - e in cui lavora con Charles Bronson, Henry Fonda, Jason Robards e nuovamente con Paolo Stoppa - qualche anno dopo Il Gattopardo. Il decennio si chiude con la megaproduzione italo-sovietica La tenda rossa (1969) di Mikhail Kalatozov, in cui ha modo di lavorare con Sean Connery.

In Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata (1971) di Luigi Zampa recita con Alberto Sordi. Nel ’74 incontra nuovamente Luchino Visconti e Burt Lancaster nel crepuscolare Gruppo di famiglia in un interno, penultimo film diretto dal "conte rosso".

Gli anni Ottanta si aprono con due film importanti: La pelle (1981) di Liliana Cavani - in cui lavora per la quarta volta con Burt Lancaster - e Claretta, con i quali ottiene il Premio Pasinetti alla Mostra del Cinema di Venezia e il suo secondo e il terzo Nastro d'Argento.

Solo alla fine degli anni Novanta debutta a teatro, accettando la proposta di Pasquale Squitieri, dopo che in passato, temendo di apparire inadeguata per recitare sul palcoscenico, aveva rifiutato quelle di Luchino Visconti e Giorgio Strehler.

Notoriamente impegnata pubblicamente soprattutto per la causa dei diritti delle donne, Claudia Cardinale, nel 2000, è stata nominata ambasciatrice dell’UNESCO ed è madrina di un'associazione per la lotta contro l'AIDS.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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