Auguri a Claudia Cardinale

Claudia Cardinale con Burt Lancaster alla prima di "Il Gattopardo" di Luchino Visconti Claudia Cardinale con Burt Lancaster alla prima di "Il Gattopardo" di Luchino Visconti foto Carlo Riccardi
La grande attrice, interprete di film quali “Il bell’Antonio” e “La viaccia” di Mauro Bolognini”, “Cartouche” di Philippe de Broca, “Il Gattopardo” di Luchino Visconti, “8 e ½” di Federico Fellini, “La ragazza di Bube” di Luigi Comencini, “I professionisti” di “Richard Brooks, “Il giorno della civetta” di Damiano Damiani, “C’era una volta il West” di Sergio Leone, e molti altri, spegne ottantadue candeline.

Nata a Tunisi nel 1938, italiana di lingua francese, cresciuta in Tunisia da famiglia benestante di origine siciliana, Claude Joséphine Rose Cardinale - meglio nota come Claudia Cardinale - comincia a recitare ai tempi del liceo. Notata nell'inquadratura che René Vautier le dedica nel suo documentario Anneaux d'or (1956), viene chiamata dal regista Jacques Baratier nel cast del film franco-tunisino I giorni dell'amore (1958).

Nello stesso anno vince un concorso di bellezza organizzato per la Settimana del Cinema Italiano a Tunisi, che la premia con un viaggio alla Mostra del Cinema di Venezia. In Italia le viene offerta la possibilità di frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia, da cui “fuggirà” dopo soli tre mesi. Una volta superate le difficoltà con la lingua italiana, viene messa sotto contratto dalla Vides di Franco Cristaldi, il quale la fa esordire nel cinema italiano in I soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli.

Il primo ruolo da protagonista arriva l’anno successivo in Un maledetto imbroglio (1959) di Pietro Germi, tratto da Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda.

Nel ’60 viene diretta da registi quali Mauro Bolognini (Il bell'Antonio), Citto Maselli (I delfini) e Luchino Visconti (Rocco e i suoi fratelli).

L’anno seguente Bolognini la chiama per recitare con Jean Paul Belmondo in La viaccia (1961), mentre Valerio Zurlini le offre il suo primo ruolo importante in La ragazza con la valigia (1961), con cui vince un David di Donatello Speciale.

Nel ’62 viene nuovamente diretta da Bolognini in Senilità ed interpreta il film d’avventura francese Cartouche di Philippe de Broca, in cui lavora nuovamente con J.P. Belmondo.

La consacrazione definitiva arriva nel 1963, quando interpreta il ruolo di Angelica in Il Gattopardo di l. Visconti, tratto dal libro omonimo (Premio Strega 1959) di Giuseppe Tomasi di Lampedusa ed interpretato da Burt Lancaster, Alain Delon, Paolo Stoppa, Serge Reggiani, Rina Morelli, Romolo Valli, dai giovani Lucilla Morlacchi, Giuliano Gemma e Mario Girotti (non ancora Terence Hill) e da una giovanissima Ottavia Piccolo. Nello stesso anno Federico Fellini le affida la parte di Claudia in 8 ½ , e vince il suo primo Nastro d'Argento interpretando Mara in La ragazza di Bube (1963) di Luigi Comencini, tratto dal libro omonimo (Premio Strega 1960) di Carlo Cassola.

Sulla scia di tali successi esordisce ad Hollywood in La pantera rosa (1963) di Blake Edwards, con Peter Sellers e David Niven, cui faranno seguito, nei quattro/cinque anni successivi, Il circo e la sua grande avventura (1964) Henry Hathaway, con John Wayne e Rita Hayworth, L’affare Blindfold (1965) di Philip Dunne, con Rock Hudson, Né onore né gloria (1966) di Mark Robson, con Anthony Quinn e Alain Delon, l’ottimo western I professionisti (1966) di Richard Brooks, con Burt Lancaster, Lee Marvin, Robert Ryan, Woody Stroode, Jack Palance e Ralph Bellamy, e sicuramente il suo miglior film americano, Piano, piano non t’agitare (1967) di Alexander MacKendrick, con Tony Curtis e Sharon Tate, I contrabbandieri del cielo (1968) di Joseph Sargent, con Rod Taylor e Harry Guardino. 

In Italia, Francesco Maselli la chiama per Gli indifferenti (1964), tratto dal libro omonimo di Alberto Moravia, L. Visconti la vuole da protagonista in Vaghe stelle dell'Orsa (1964), e lavora con Ugo Tognazzi in Il magnifico cornuto (1964) di Antonio Pietrangeli.

Nel ’68, dopo il suo matrimonio con il produttore Franco Cristaldi, interpreta Il giorno della civetta di Damiano Damiani, tratto dal libro omonimo di Leonardo Sciascia (fu il secondo Sciascia ad esser portato al cinema dopo A ciascuno il suo di Elio Petri, uscito l’anno avanti), interpretato da Franco Nero, Lee J. Cobb, Serge Reggiani e Nehemiah Persoff e con cui vince il suo secondo David di Donatello. Nello stesso anno è nel capolavoro western di Sergio Leone C'era una volta il West, con Charles Bronson, Henry Fonda, Jason Robards e Paolo Stoppa, mentre nei due anni successivi la troviamo con Nino Manfredi, Robert Rossen e Renaud Verlay in Nell'anno del Signore (1969) di Luigi Magni ed in Le avventure di Gerard (1970), in cui viene diretta dal polacco Jerzy Skolimowsky.

Nel ’71 vince il suo terzo David di Donatello recitando con Alberto Sordi in Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata di Luigi Zampa.

Dopo L'udienza (1972) di Marco Ferreri, interpreta Gruppo di famiglia in un interno (1974) di L. Visconti, con Burt Lancaster, e I guappi, primo film in cui viene diretta da Pasquale Squitieri, che a breve diventerà il suo compagno e per il quale, pochi anni dopo, interpreterà anche Il prefetto di ferro (1977), Corleone (1978) e L'arma (1978), con cui vince il premio come Miglior Attrice al Festival di Belgrado.

Dopo una serie di commedie, la troviamo fra gli interpreti di Gesù di Nazareth (1977) di Franco Zeffirelli, con Robert Powell, e di Si salvi chi vuole (1980) di Roberto Faenza.

Nel 1982 vince il suo secondo Nastro d'Argento per La pelle (1981) di Liliana Cavani, tratto dal libro omonimo di Curzio Malaparte ed in cui recita per la quarta ed ultima volta con Burt Lancaster.

È poi con Klaus Kinski sull’avventuroso set di Fitzcarraldo (1982) di Werner Herzog e prende parte alla trasposizione di Enrico IV (1984) di Marco Bellocchio, tratto dall’opera omonima di Luigi Pirandello. Nello stesso anno torna ad esser diretta da Pasquale Squitieri in Claretta, con cui vince il Premio Pasinetti alla Mostra del Cinema di Venezia, il Globo d'Oro ed il suo terzo Nastro d'Argento.

Trasferitasi stabilmente in Francia alla fine degli anni Ottanta, Claudia Cardinale viene onorata con riconoscimenti alla carriera come il Leone d'Oro (1993), il David di Donatello (1997), il Nastro d’Argento Europeo (2000), l'Orso d'Oro a Berlino (2002) ed il Pardo d'Oro a Locarno (2011), e, per il suo impegno in difesa dei diritti delle donne, nel 2000 è stata nominata Ambasciatrice di Buona Volontà dell’Unesco.

Fra gli altri film ricordiamo La prima notte (1959) di Alberto Cavalcanti, Il magistrato (1959) di Luigi Zampa, Audace colpo dei soliti ignoti (1959) di Nanni Loy, Su e giù per le scale (1959) di Ralph Thomas, Vento del Sud (1960) di Enzo Provenzale, La battaglia di Austerlitz (1960) di Abel Gance, I leoni scatenati (1961) di Henri Verneuil, Una rosa per tutti (1966) di Franco Rossi, Ruba al prossimo tuo… (1968) di Francesco Maselli, Certo, certissimo, anzi… probabile (1969) e A mezzanotte va la ronda del piacere (1975) di Marcello Fondato, La tenda rossa (1969) di Michail Kalatozov, con Sean Connery, Fuori il malloppo (1971) di Jean Herman, Le pistolere (1972) di Christian-Jacque, Il clan dei marsigliesi (1972) di José Giovanni, in cui lavora nuovamente con J.P. Belmondo, Il giorno del furore (1972) di Antonio Calenda, Libera, amore mio! (1975) di Mauro Bolognini, Qui comincia l’avventura (1975) di Carlo Di Palma, Goodbye & Amen (1977) di Damiano Damiani, Una donna, due passioni (1978) di Etienne Périer, L’amante proibita (1978) di Alan Bridges, Amici e nemici (1979) di George Pan Cosmatos, Si salvi chi vuole (1980) di Roberto Faenza, La salamandra (1981) di Peter Zinner, Il regalo (1982) di Michel Lang, Le ruffian (1983) di J. Giovanni, La donna delle meraviglie (1985) di Alberto Bevilacqua, L’estate prossima (1985) di Nadine Trintignant, Un uomo innamorato (1987) di Diane Kurys, Blu elettrico (1988) di Elfriede Gaeng, Hiver 54, l’abbé Pierre (1988) di Denis Amar, La battaglia dei tre tamburi di fuoco (1990) di Souheil Ben-Barka e Uchkun Nazaro, Mayrig (1991) e Quella strada chiamata paradiso (1992) di H. Verneuil, Il figlio della Pantera Rosa (1993) di Blake Edwards, Elles ne pensent qu’à ça (1994) di Charlotte Dubreuil, Sous les pieds des femmes (1997) di Rachida Krim, Riches, belles, etc. (1998) di Bunny Godillot, And Now… Ladies & Gentlemen (2002) di Claude Lelouch, Le demon de midi (2005) di Marie Pascal Osterrieth, Cherce fiancé tous frais payés (2007) di Aline Issermann, Le fil (2009) di Mehdi Ben Attia, Signora Enrica (2010) e Diventare italiano con la signora Enrica (2012) di Ali Ilhan, Joy de V. (2011) di Nadia Szold, Gebo e l’ombra (2012) di Manoel de Oliveira, Deauville (2012) di Miguel Cruz Carretero, Effie (2012) di Richard Laxton, Piccolina bella (2012) di Anna Scaglione, El artista y la modelo (2012) di Fernando Trueba.

In epoche più recenti è apparsa in La montagna silenziosa (2013) di Ernst Gossner, Più buio di mezzanotte (2013) di Sebastiano Riso, Les Francis (2014) di Patrice Begotti, Rudy Valentino - Divo dei divi (2015) di Nico Cirasola, Twice Upon a Time in the West (2015) di Boris Despodov, Ultima fermata (2015) di Gianbattista Assanti, Una gita a Roma (2016) di Karin Proia, Tutte le strade portano a Roma (2016) di Ella Lemhagen, Nobili bugie (2016) di Antonio Pisu, Niente di serio (2017) di Laszlo Barbo, L’isola del perdono (2019) di Ridha Behi, Second to Nun (2020) di Alain Berliner, Bronx (2020) di Olivier Marchal.

Attiva anche in televisione, ha recitato in La principessa Daisy (1983) di Waris Hussein, La storia (1986) di Luigi Comencini, Naso di cane (1986), Elisabeth, Ils sont tous nos enfants (2000) e Il giorno della Shoah (2010) di Pasquale Squitieri, La rivoluzione francese (1989) di Robert Enrico e Richard T. Heffron, Das Zweite Gesicht der Aida (1993), episodio di Flash - Der Fotoreporter di Gero Erhardt, 10-07: l’affaire Zeus (1995) di Richard Ciupka, Nostromo (1996) di Alastair Red, Deserto di fuoco (1997) di Enzo G. Castellari, Mia per sempre (1998) di Giovanni Soldati, Hold-up à l’italienne (2008) di Claude-Michel Rome, La loi de Julien (2017) di Christophe Duchand, Il bello delle donne…alcuni anni dopo (2017) di Eros Puglielli, Bulle (2020) di Anne Deluz.

A partire dagli anni Ottanta ha partecipato anche a numerosi documentari (Burden of Dreams - 1982 - di Les Blank, sulla lavorazione di Fitzcarraldo di Werner Herzog, Stelle emigranti - 1983 - di Francesco Bortolini e Claudio Masenza, Italiani dell’altra riva - 1992 - e Claudia Cardinale, la più bella italiana di Tunisi - 1994 - di Mahmoud Ben Mahmoud, Cannes.... les 400 coups - 1997 - di Gilles Nadeau, Kinski, il mio nemico più caro - 1998 - di Werner Herzog, Luchino Visconti - 1998 - di Carlo Lizzani, Visconti - 2002 - di Adam Low, L’ultima sequenza - 2003 - di Mario Sesti, su di Federico Fellini, The Magic of Fellini - 2003 - di Carmen Piccini, Sergio Leone: The Way I See Things - 2006 - di Giulio Reale, Marcello, una vita dolce - 2006 - di Mario Canale e Annarosa Morri, Being Claudia Cardinale - 2006 - di Stefano Mordini, Hollywood sul Tevere - 2009 - di Mario Spagnoli, Pietro Germi - Il bravo, il bello, il cattivo - 2009 - di Claudio Bondi, African Cats - Il regno del coraggio - 2011 - di Alastar Fothergill, Belmondo Itinéraire - 2011 - di Vincent Perrot, L’insolito ignoto - Vita acrobatica di Tiberio Murgia - 2012 - di Sergio Naitza, Gli anni delle immagini perdute - 2012 - di Adolfo Conti, Alberto il grande - 2013 - di Carlo e Luca Verdone, Alfredo Bini, ospite inatteso - 2015 - di Simone Isola, Belmondo par Belmondo - 2018 - di Regis Mardon, Il principe delle pezze - 2019 - di Alessandro Di Ronza).

Alcune foto di Claudia Cardinale sono ammirabili nella mostra Claudia Cardinale nell’obiettivo di Carlo Riccardi, formata da ventiquattro scatti di Carlo Riccardi (classe 1926) degli anni compresi fra il 1960 ed il 1998. La mostra, a cura dell'Archivio Fotografico Riccardi, ripercorre alcune fra le numerose tappe della lunga e straordinaria carriera dell’attrice. Con Marcello Mastroianni sul set di Il bell'Antonio di Mauro Bolognini, con Burt Lancaster, Alain Delon, Paolo Stoppa, Rina Morelli e Luchino Visconti alla prima de Il Gattopardo di L. Visconti, ai Nastri d'Argento del 1963, con l'amico Rock Hudson negli anni Sessanta, con Vittorio De Sica e Frank Capra, in aeroporto, in uno studio televisivo, con Pasquale Squitieri alla fine degli anni Novanta.

La mostra Claudia Cardinale nell'obiettivo di Carlo Riccardi, oltre a ripercorrere alcune tappe della carriera dell'attrice, vuole sottolineare il fatto che, al di là della straordinaria bravura dell'interprete - una fra le pochissime della sua generazione ad esser riuscite a farsi apprezzare allo stesso modo in Italia, in Francia e gli Stati Uniti -, troviamo la donna. Una donna di grande intelligenza, di fortissimo temperamento, da sempre “allergica” ad ogni forma di divismo fine a se stesso ed autoreferenziale, e sempre in grado di trarre il meglio dalle numerose esperienze avute nel corso della sua carriera, senza mai perdere il contatto con il mondo reale e con il pubblico.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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