Auguri a Glenda Jackson

Glenda Jackson in "Un tocco di classe " di Melvin Frank Glenda Jackson in "Un tocco di classe " di Melvin Frank
La grande attrice britannica, interprete di film quali “Domenica maledetta domenica” di John Schlesinger, “Maria Stuarda, regina di Scozia” di Cherles Jarrott, “Un tocco di classe” di Melvin Frank, “Due sotto il divano” di Ronald Neame e molti altri, ha spento ottantacinque candeline.

Nata a Birkenhead - non lontano da Liverpool - nel 1936 da una famiglia operaia, dopo aver lasciato gli studi, dal ’54 al ’56 lavora in una Boots Pharmacy per poi passare a frequentare il Royal Academy of Dramatic Art di Londra.

Nel ’57 debutta a teatro nella pièce Tavole separate di Terence Rattigan (che l’anno seguente verrà portata al cinema con il film omonimo di Delbert Mann, con Burt Lancaster, Rita Hayworth e David Niven).

La sua carriera ha una svolta quando entra a far parte della Royal Shakespeare Company e Peter Brook le affida il ruolo di Carlotta Corday in Marat/Sade (1965), pièce scritta dal tedesco Peter Weiss, (ruolo che interpreterà ancora, nel 1967, nella versione cinematografica diretta dallo stesso P. Brook) portata in scena in un tour britannico ed al Martin Beck Theatre di New York. Per la regia di P. Brook recita anche in L’istruttoria (1965), di P. Weiss, nell’opera sperimentale di Denis Canan US (1966) ed in Antonio e Cleopatra (1978) di William Shakespeare.

Fra le altre opere shakespeariane, Pene d’amor perdute (1965), regia di John Barton, Amleto (1965), regia di Peter Hall, in cui recita con Christopher Plummer, Macbeth (1989), regia di Zoe Caldwell.

Recita anche in opere di Berthold Brecht, - Puntila e il suo servo Matti (1965), regia di Michel Saint-Denis, e Madre coraggio e i suoi figli (1989), regia di Philip Prowse -, di Eugene O’Neill - Strano interludio (1984),, regia di Keith Hack, e Il lutto si addice a Elettra (1990), regia di P. Prowse -, di Henrick Ibsen - Hedda Gabler (1974), regia di Trevor Nunn -, di Racine - Fedra (1984), regia di P. Prowse - di Federico García Lorca - La casa di Bernarda Alba (1986), regia di Nuria Espert - e Chi ha paura di Virginia Woolf? (1989), scritto e diretto da Edward Albee.

Al cinema esordisce nel’63 con una piccola parte in Io sono un campione di Linsday Anderson, con Richard Harris e Rachel Roberts e considerato come uno fra i capolavori del Free Cinema inglese degli anni Sessanta, ma il successo arriva con Donne in amore (1969) di Ken Russell, con Oliver Reed, tratto dal libro di David H. Lawrence Donne innamorate (1920), e con cui vince l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista.

L’anno seguente, nuovamente diretta da K. Russell, recita in L’altra faccia dell’amore (1970), con Richard Chamberlain, ispirato alla vita del musicista Pëtr Il'ič Čajkovskij e poi in Il boy friend (1971), adattamento - dello stesso K. Russell - del musical di Sandy Wilson The Boy Friend, diventato grande successo a Broadway ed interpretato anche da un’esordiente Julie Andrews.

Attrice di grande professionalità e volto straordinariamente espressivo, interpreta abilmente e con grande versatilità qualunque tipo di ruolo, dal brillante al drammatico.

È la regina Elisabetta I nel drammatico Maria Stuarda, regina di Scozia (1971), di Charles Jarrott, con Vanessa Redgrave, Trevor Howard e Patrick McGoohan; con Un tocco di classe (1973) di Melvin Frank, in cui è in brillante duetto con George Segal, vince il suo secondo Oscar per Miglior Attrice Protagonista ed un Golden Globe.

Negli anni successivi passa ad interpretazioni drammatiche in Il sorriso del grande tentatore (1974) di Damiano Damiani, con Arnoldo Foà, Adolfo Celi e Gabriele Lavia, Il mistero della signora Gabler (1975) di Trevor Nunn, tratto dal dramma del grande drammaturgo norvegese Henrik Ibsen Hedda Gabler (1890), Una romantica donna inglese (1975) di Joseph Losey, con Michael Caine e Helmut Berger, nel biografico Sarah Bernhardt - La più grande attrice di tutti i tempi (1976) di Richard Fleischer, e torna  nuovamente a generi più leggeri in Marito in prova (1979) di M. Frank, in cui recita nuovamente con G. Segal, alla satira politica con Health (1980) di Robert Altman, con Lauren Bacall e James Garner, alla commedia brillante con Due sotto il divano (1980) di Ronald Neame, con Walter Matthau. Con la regia di K. Russell interpreta L’ultima Salomè (1988), ispirato alla tragedia omonima (1891) di Oscar Wilde, e La vita è un arcobaleno (1989) tratto dal libro di David H. Lawrence L’arcobaleno (1915).

Fra gli altri film ricordiamo Domenica maledetta domenica (1971) di John Schlesinger, Triplo eco (1972) di Michael Apted, con Oliver Reed, Prigioniero del passato (1982) di Alan Bridges, tratto dal libro di Rebecca West The Return of the Soldier (1918), Tartaruga ti amerò (1985) di John Irving, con Ben Kingsley, Terapia di gruppo (1987) di Robert Altman, tratto dalla commedia omonima di Christopher Durang.

All’inizio degli anni Novanta abbandona la recitazione per dedicarsi alla politica (sarà deputato laburista alla Camera dei Comuni per oltre vent’anni).

Nel 2016 torna sulle scene teatrali all’Old Vic di Londra in un Re Lear di Shakespeare per la regia di Deborah Warner.

Due anni dopo è a New York, al John Golden Theatre a Broadway, in Tre donne alte di Edward Albee, regia di Joe Mantello, con cui vince un Tony Award come Miglior Attrice Protagonista in un’opera teatrale. Nel 2019, ancora a New York, al Cort Theatre, con un altro Re Lear, regia di Sam Gold.

Attiva anche in televisione, è apparsa in alcuni film tv (Horror of Darkness - 1965 -, La storia di Patricia Neal - 1981 - di Anthony Harvey e Anthony Page, con Dirk Bogarde, Sacharov - 1984 - di Jack Gold, A Murder of Quality - 1991 - di Gavin Millar, The House of Bernarda Alba - 1991 - di Stuart Burge, The Secret Life of Arnold Bax - 1992 - di Ken Russell, Elizabeth is Missing - 2019 - di Aisling Wilsh) ed in alcuni episodi di serie e miniserie, fra cui Elisabetta Regina (1971, sei episodi), di cui è protagonista e che narra le vicende di Elisabetta I d’Inghilterra.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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