Auguri a Hanna Schygulla

Hanna Schygulla ne "Il mercante delle quattro stagioni" di R. W. Fassbinder Hanna Schygulla ne "Il mercante delle quattro stagioni" di R. W. Fassbinder
La grande attrice tedesca, interprete di film quali “Il fidanzato, l’attrice e il ruffiano” di Jean-Marie Strau, “Effi Briest”, “Il matrimonio di Maria Braun”, entrambi diretti da Rainer Werner Fassbinder, “Falso movimento” di Wim Wenders, “Un amore in Germania” di Andrej Wajda, “Storia di Piera” di Marco Ferreri, “La nina dei tuoi sogni” di Fernando Trueba, “Terra promessa” di Amos Gitai, “Ai confini del paradiso” di Fatih Akin e molti altri, il 25 dicembre 2018 spegnerà settantacinque candeline.

Nata a Konigshutte (l’attuale Katowice, in Polonia, ma all’epoca territorio tedesco), dopo la giovinezza trascorsa a Monaco di Baviera, intraprende studi filologici. L’incontro con il regista Rainer Werner Fassbinder (1945-1982) fa maturare la sua passione per il teatro, che la porterà a calcare i palcoscenici per molti anni.

Bionda, occhi azzurri, volto dai lineamenti irregolari e fascino magnetico ed enigmatico, esordisce al cinema alla fine degli anni Sessanta nell’ anticovenzionale Il fidanzato, l’attrice e il ruffiano (1968) di Jean-Marie Straub.

Tuttavia, sarà nuovamente Fassbinder a condurla verso la maturità artistica riservandole ruoli - da protagonista e non - di notevole spessore, da Il fabbricante di gattini (1969) e Attenzione alla puttana santa (1971) al letterario Effi Briest (1974) al gelido Il matrimonio di Maria Braun (1979).

Grintosa, caparbia, rappresentante di uno stile recitativo rigoroso e senza sbrodolature, dopo una parentesi televisiva di grande successo (Berlin Alexanderplatz - 1980 -, anch’esso diretto da Fassbinder), nelle pellicole successive viene diretta da altri registi, dando vita ad intensi personaggi, contraddistinti da quella stessa anticonvenzionalità che le appartiene anche nella vita fuori dai set.

Già giovane compagna di vita nel letterario Falso movimento (1974) di Wim Wenders, è poi un’adultera circondata dai sospetti nel cupo Un amore in Germania (1983) di Andrej Wajda, una madre ninfomane nell’onirico Storia di Piera (1983) di Marco Ferreri, una rigida Magda Goebbels nel suggestivo La nina dei tuoi sogni (1998) di Fernando Trueba, un’ambigua tenutaria di bordello in Terra promessa (2004) di Amos Gitai.

In Ai confini del paradiso (2007) di Fatih Akin, è l’anziana Lotte, la quale, in seguito alla perdita della figlia, rimette in discussione tutte le sue convinzioni sulla vita e sul mondo.

Fra gli altri film ricordiamo Scene di caccia in bassa Baviera (1969) di Peter Fleischmann, L’amore è più freddo della morte (1969), Dei della peste (1970), Perché il signor R. è colto da follia improvvisa? (1970), Il mercante delle quattro stagioni (1972), Le lacrime amare di Petra von Kant (1972), La terza generazione (1979), Lili Marleen (1981), tutti diretti da Rainer Werner Fassbinder, L’inganno (1981) di Volker Schlondorff, Il mondo nuovo (1982) di Ettore Scola, Passion (1982) di Jean-Luc Godard, Antonieta (1982) di Carlos Saura, Lucida follia (1983) di Margarethe von Trotta, Il futuro è donna (1984) di Marco Ferreri, L’altro delitto (1991) di Kenneth Branagh, Golem - Lo spirito dell’esilio (1992) di Amos Gitai, Cento e una notte (1995) di Agnès Varda,     

In epoche più recenti è apparsa in film come Faust (2011) di Alexandr Sokurov, Avanti (2012) di Emmanuelle Antille, Vijay - Il mio amico indiano (2013) di Sam Garbarski, The Quiet Roar (2014) di Henrik Hellstrom, Unless (2016) di Alan Gilsenan, Fortunata (2017) di Sergio Castellitto, La prière (2018) di Cédric Kahn.

Molto attiva anche in televisione, recita in numerosi film tv (Die Revolte - 1969 - di Reinhard Hauff, Baal - 1970 - di Volker Schlondorff, Il caffè - 1970 -, Il viaggio di Niklashauser - 1970 -, Rio das Mortes - 1971 -, Pionieri a Ingolstadt - 1971 -, La libertà di Brema - 1972 - e Selvaggina di passo - 1972 -, tutti diretti da Rainer Werner Fassbibinder, Jacob von Guntern - 1971 - di Peter Lilienthal, Die Ahnfrau - Oratorium nach Franz Grillparzer - 1971 - di Peer Raben, Haus am Meer - 1973 - di Reinhard Hauff, Der Katzensteg - 1975 - di Peter Meincke, Intermezzo fur funf Hande - 1977 - di Ludwig Cremer, L’Aide-mémoir - 1984 - di Pierre Boutron, Barnum - Il re del circo - 1986 - di Lee Philps, in cui lavora con il grande Burt Lancaster a fine carriera, Il veneziano, vita e amori di Giacomo Casanova - 1987 - di Simon Langton, El verano de la senora Forbes - 1989 -, Le bel horizon - 1994 - di Charles L. Bitsch, Absolitude - 2001 - di Hiner Saleem, Das Unreine mal - 2006 - di Thomas Freundner, Clara, une passion française - 2009 - di Sébastien Grall) e miniserie (Die Damonen - 1977 -, Il grande palpito - 1979 -, Pietro il Grande - 1986 -, Me alquilo para sonar - 1992 -, Associations de bienfaiteurs - 1995 -, Angelo nero - 1998).  

 

 

 

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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