Auguri a Helen Mirren

Helen Mirren in "Hitchcock" di Sacha Gervasi Helen Mirren in "Hitchcock" di Sacha Gervasi
La grande attrice teatrale, cinematografica e televisiva britannica, interprete di film quali “Il sole a mezzanotte” di Taylor Hackford, “Cortesie per gli ospiti” di Paul Shrader, Monteriano – Dove gli angeli non osano metter piede” di Charles Sturridge, “La pazzia di Re Giorgio” di Nicholas Hytner, “Se mi amate…” di Sidney Lumet, “La promessa” di Sean Penn, “Gosford Park” di Robert Altman, “The Queen” di Stephen Frears, “State of Play” di Kevin MacDonald, “The Last Station” di Michael Hoffman, “Il debito” di John Madden, “Hitchcock” di Sacha Gervasi, “L’ultima parola – la vera storia di Dalton Trumbo” di Jay Roach, “Lo schiaccianoci e i quattro regni” di Lasse Hallsrom e Joe Johnston e molti altri, spegne settantacinque candeline.

Nata a Londra nel 1945, Helen Mirinoff – meglio nota con il nome d’arte Helen Mirren -, di madre inglese e padre russo (figlio di un nobile diplomatico colonnello zarista che, trovandosi a Londra durante la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, decide di rimanervi e di stabilircisi), frequenta un liceo cattolico femminile e in seguito la scuola di recitazione dell’Università del Middlesex.

Ammessa al National Youth Theatre, debutta nel 1963 all’età di diciotto anni con una parte in Amleto, avviando così una lunga carriera teatrale di interprete soprattutto shakespeariana  (da Antonio e Cleopatra - 1965, 1982 e 1983) continua al Royal Shakespeare Theatre di Stratford-upon-Avon nei sedici anni compresi fra il 1967 ed il 1983 con Tutto è bene quel che finisce bene, Troilo e Cressida, Romeo e Giulietta, Molto rumore  per nulla, Riccardo III, I due gentiluomini di Verona, Macbeth, Enrico VI, intervallando nel frattempo la presentazione di opere di altri importanti autori, fra i quali  La signorina Julie (1971) di August Strinberg, Il gabbiano (1975) di Anton Čechov, Madame Bovary (1987) di Gustave Flaubert, Un mese in campagna (1995) di Ivan Sergeevič Turgenev, performance che la fa scoprire al grande, commedia portata anche a Broadway,  Il lutto si addice a Elettra (2003) di Eugene O’Neill che riscuote grande successo, Fedra (2009) di Racine e molti altri.

Dal ’72 al ’74, negli Stati Uniti ed in Nord Africa partecipa al progetto sperimentale di Peter Brook Conference of the Birds.

Torna poi a dedicarsi al teatro classico in Inghilterra, ma anche ad opere moderne e contemporanee: interpreta una rock-star in Teeth “n” Smiles di David Hare al Royal Court di Chelsea (1975) ed al Wyndham’s nel West End (1976), ruolo con cui vince il Premio della Critica come miglior attrice teatrale britannica.

Ma nel frattempo si era anche dedicata al cinema fin dalla fine degli anni Sessanta con l’esordio in Herostratus (1967) di Don Levy ed i successivi L’età del consenso (19699 di Michael Powell, Messia selvaggio (1972) di Ken Russell, Il diabolico complotto del dottor Fu Manchu (1980), ultimo film con il grande Peter Sellers.

Nel 1981 è la fata Morgana in Excalibur di John Boorman e, tre anni dopo, recita in russo nel fantascientifico 2010 - L’anno del contatto (1984) di Peter Hyams, tratto dal libro di Arthur C. Clarke Odissea due e sequel del celeberrimo 2001 - Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick.

Tuttavia, la sua attività cinematografica si fa più intensa a partire dalla metà degli anni Ottanta, con Il sole a mezzanotte (1985) di Taylor Hackford, interpretato dal grande Michail Baryšnikov nel ruolo di un ballerino in fuga; Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante (1989) di Peter Greenway, con Michael Gambon ed un giovane Tim Roth (al suo secondo film), commedia grottesca con narrazione del genere teatro satirico; Cortesie per gli ospiti (1990) di Paul Schrader, thriller scritto da Harold Pinter e che si svolge a Venezia; il drammatico Monteriano-Dove gli angeli non osano metter piede (1991) di Charles Sturridge, tratto dal libro omonimo di E. M. Forster e girato in Toscana (a San Gimignano - SI); La pazzia di Re Giorgio (1994) di Nicholas Hytner, tratto dalla commedia teatrale omonima di Alan Bennett;  Se mi amate… di Sidney Lumet (1997), sul diritto di scegliere se vivere o morire in caso di malattie non curabili; La promessa (2001) di Sean Penn, tratto dal romanzo omonimo di Friedrich Dürrenmatt ed interpretato da Jack Nicholson, Robin Wright, Aaron Eckhart e Vanessa Redgrave; Gosford Park (2001) di Robert Altman, con Maggie Smith e Michael Gambon; Calendar girls di Nigel Cole (2003), tratto dalla vera storia di un gruppo di amiche che decidono di realizzare un calendario facendosi fotografare nude con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno della ricerca per la leucemia; The Queen di Stephen Frears (2006), con Michael Sheen e James Cromwell, in cui interpreta la regina Elisabetta II d’Inghilterra nei giorni della morte di Lady Diana, e con cui vince l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista; Il mistero delle pagine perdute-National Treasure di Jon Turteltaub (2007), sequel di Il mistero dei Templari-National Treasure (2004), anch’esso diretto da J. Turtletaub; il thriller State of Play (2009) di Kevin MacDonald, tratto dall’omonima serie televisiva della BBC ed interpretato da Russell Crowe e Ben Affleck; The Last  Station (2009) di Michael Hoffman, tratto dal romanzo biografico di Lev Tolstoj L’ultima stazione-Il romanzo degli ultimi giorni, interpretato da Christopher Plummer, e che ha per argomento l’ultimo anno di vita del grande scrittore russo e le diatribe fra i suoi familiari; il drammatico Il debito (2010) di John Madden (2010); Hitchcock (2012) di Sacha Gervasi, che narra un tratto della vita di Alfred Hitchcock (interpretato da Anthony Hopkins) e di sua moglie Alma Reville (H. Mirren) nel corso del progetto e della realizzazione del celebre Psycho (1960, con Janet Leigh, Anthony Perkins, Vera Miles, John Gavin, Martin Balsam e John McIntyre), tratto dallo scritto di Stephen Rebello Come Hitchcock ha realizzato  Psyco.

In epoche più recenti è apparsa in L’ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo (2015) di Jay Roach, tratto dalla vicenda -  tristemente nota - del grande sceneggiatore Dalton Trumbo (1905-1977), finito in “lista nera” durante il maccartismo all’inizio deli anni Cinquanta e costretto a lavorare utilizzando vari pseudonimi (e riuscendo ugualmente a scrivere film di successo come Vacanze romane - 1953 - di William Wyler, con Audrey Hepburn, Gregory Peck e Eddie Albert, La più grande  corrida - 1956 - di Irving Rapper, Cowboy - 1958 - di Delmer Daves, con Glenn Ford, Jack Lemmon e Felicia Farr, Il prezzo del successo - 1959 - di Joseph Anthony, con Dean Martin, Anthony Franciosa, Shirley MacLaine e Carolyn Jones, Exodus - 1960 - di Otto Preminger, con Paul Newman, Eva Marie Saint e Lee J. Cobb, e Spartacus - 1960 - di Stanley Kubrick, con Kirk Douglas e con cui riesce finalmente a tornare a lavorare con il suo vero nome grazie all’aiuto di K. Douglas medesimo, protagonista e produttore del film); Lo schiaccianoci e i  quattro regni (2018) di Lasse Hallström e Joe Johnston, con Keira Knightley, Morgan Freeman e Mackenzie Foy, liberamente tratto dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi di E. T. A. Hoffmann e del balletto Lo schiaccianoci di Pëtr Il'ič Čajkovskij; Fast&Furious-Hobbs&Shaw (2019) di David Leitch; Fast&Furious 9 - The Fast Saga di Justin Lin, che avrebbe dovuto uscire nei primi mesi del 2020 e che invece uscirà nel 2021 a causa dell’emergenza sanitaria connessa al Covid-19.

Attiva anche in televisione fin dagli anni Settanta, è apparsa in vari film tv (Complotto al Cremlino - 1989 - di Tom Skerrit, con Max von Sydow) ed in alcuni episodi di serie (noto è il personaggio di una detective in Prime suspect (una quindicina di episodi fra il 1991 e il 2006) e miniserie (Elisabeth I - 2005 - di Tom Hopper, Caterina la Grande - 2019 - di Philip Martin, sugli ultimi vent’anni di vita dell’imperatrice.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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