Auguri a Irene Papas

Irene Papas con Gian Maria Volonté in "A ciascuno il suo" Irene Papas con Gian Maria Volonté in "A ciascuno il suo"
La grande attrice greca il 3 settembre 2016 ha spento novanta candeline.

Nata a Chiliomodi - in Grecia, nella zona di Corinto - nel 1926, Irene Lelekou - meglio nota con il nome d’arte “Papas” - si fa notare ne La città morta (1952) di Frixos Iliadis, premiato al Festival di Cannes.

Lavora anche in Italia e negli Stati Uniti, dove esordisce nel ‘56 nel western La legge del capestro di Robert Wise (al suo secondo e ultimo western dopo Sangue sulla luna - noto anche con il titolo Vento di terre selvagge -, 1949, interpretato da Robert Mitchum, Barbara Bel Geddes, Robert Preston e Walter Brennan) in cui lavora con James Cagney.

Tuttavia, il suo maggior successo lo otterrà nuovamente in Grecia, in Elettra (1962) di Michael Cacoyannis, che rilancerà la sua carriera a Hollywood permettendole di partecipare a produzioni come il noto film bellico I cannoni di Navarone (1961) di Jack Lee Thompson, in cui lavora con Gregory Peck, David Niven, Anthony Quinn e Anthony Quayle, e Zorba il greco (1964) di Michael Cacoyannis, in cui recita nuovamente con Anthony Quinn.

In Europa è protagonista in Z - L'orgia del potere (1969) di Constantin Costa-Gavras, Le troiane (1971) di Michael Cacoyannis, in cui lavora con Katharine Hepburn, La quinta offensiva (1973) di Stipe Delic.

Molto attiva anche in Italia, la ricordiamo nel ruolo dell’ambigua vedova Roscio in A ciascuno il suo (1967) di Elio Petri, tratto dall’omonimo libro di Leonardo Sciascia e in cui lavora con Gian Maria Volonté, Gabriele Ferzetti, Salvo Randone e Mario Scaccia, di Penelope nello sceneggiato televisivo Odissea (1968) di Franco Rossi, in cui recita con Bekim Fehmiu, Renaud Verley e Karl Otto Alberty, di Sefora nello sceneggiato Mosè, la legge del deserto (1974), in Trappola per l’assassino (1967) di Riccardo Freda, Un posto ideale per uccidere (1971) di Umberto Lenzi, Roma bene (1971) di Carlo Lizzani, Non si sevizia un paperino (1972) di Lucio Fulci, Le farò da padre (1974) di Alberto Lattuada, Piazza pulita (1974) di Luigi Vanzi, L’uomo di Corleone (1977) di Duilio Coletti, Un’ombra nell’ombra (1979) di Piero Carpi, Cristo si è fermato a Eboli (1979) di Francesco Rosi, tratto dall’omonimo libro di Carlo Levi e in cui lavora per la seconda volta con Gian Maria Volonté, Il disertore (1983) di Giuliana Berlinguer, Cronaca di una morte annunciata (1987) di Francesco Rosi, tratto dall’omonimo libro di Gabriel Garcia Marquez e in cui lavora per la terza volta con Gian Maria Volonté, Lettera da Parigi (1992) di Ugo Fabrizio Giordani.

Fra gli altri film ricordiamo Antigone (1961) di Yorgos Javellas, Giallo a Creta di James Neilsen, in cui lavora con Eli Wallach e Hayley Mills, La fratellanza (1968) di Martin Ritt, La stirpe degli Dei (1969) di Daniel Mann, Anna dei mille giorni (1969) di Charles Jarrott, Il messaggio (1977) di Moustapha Akkad, Ifigenia (1977) di Michael Cacoyannis, Linea di sangue (1979) di Terence Young, Il leone del deserto (1981) di Moustapha Akkad, Eréndira (1983) di Ruy Guerra, Assisi Underground (1985) di Alexander Ramati, Sweet Country (1987) di Michael Cacoyannis, Alta stagione (1987) di Clare Peploe, Island (1989) di Paul Cox, Nirvana Street Murder (1990) di Aleksi Vellis.

Nel ’72 partecipa all'album 666, della celebre band greca Aphrodite's Child. In seguito registrerà due album con Vangelis, ex tastierista della band il quale nel frattempo, in seguito allo scioglimento degli Aphrodite’s Child, ha intrapreso la carriera di solista (così come Demis Roussos, ex voce della band): Odes (1979) e Rapsodies (1986).

Nell’87 presiede la giuria alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Due anni dopo, diretta da Mauro Bolognini, interpreta I giganti della montagna di Luigi Pirandello, in cui interpreta il tragico ruolo della Contessa.

A partire dagli anni Novanta appare in molti altri film, fra cui ricordiamo Party (1996), diretto dal regista portoghese Manoel De Oliveira, Inquietudine (1998), anch’esso diretto da Manoel De Oliveira, Yerma (1998) di Pilar Távora, Il mandolino del capitano Corelli (2001) di John Madden, Un film parlato (2003) di Manoel De Oliveira.

Nel ’93 riceve il Premio Flaiano (alla carriera).

A partire dal 2006, è attiva soprattutto in teatro e, nel 2009, riceve il Leone d’Oro alla Carriera.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

Fotonews

Premio Socrate 2021

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI