Jane Fonda con Jack Lemmon in "Sindrome cinese" di James Bridges Jane Fonda con Jack Lemmon in "Sindrome cinese" di James Bridges
La grande attrice americana, interprete di film quali “La caccia” di Arthur Penn, “A piedi nudi nel parco” di Gene Saks, “Non si uccidono così anche i cavalli?” e “Il cavaliere elettrico” di Sydney Pollack, “Una squillo per l’ispettore Klute” di Alan J. Pakula, “Giulia” di Fred Zinnemann, “Tornando a casa” di Hal Ashby, “Sindrome cinese” di James Bridges, “Il mattino dopo” di Sidney Lumet e molti altri, spegne ottantadue candeline. E si fa arrestare per la quinta volta in pochi mesi nel corso della protesta contro i cambiamenti climatici di fronte al Campidoglio di Washington.

Nata a New York nel dicembre 1937, figlia del grande Henry Fonda (1905-1982; Sono innocente  e Il vendicatore di Jess il bandito di Fritz Lang, Jess il bandito di Henry King, Furore, Sfida infernale, Il massacro di Fort Apache e Mister Roberts di John Ford Alba fatale di William A. Wellman, Il ladro di Alfred Hitchcock, La parola ai giurati di Sidney Lumet, Il segno della legge di Anthony Mann, Ultima notte a Warlock di Edward Dmytryk, Tempesta su Washington di Otto Preminger, La conquista del West di Henry Hathaway, John Ford e George Marshall, C’era una volta il West di Sergio Leone, L’ora della furia di Vincent McEevety, Uomini e Cobra di Joseph L. Mankiewicz, Il mio nome è nessuno di Tonino Valerii), sorella maggiore di Peter Fonda (1940-2019; I selvaggi e Il serpente di fuoco di Roger Corman, Easy Rider e Fuga da Hollywood di Dennis Hopper, In corsa con il diavolo di Jack Starrett, Fighting Mad di Jonathan Demme, L’oro di Ulisse di Victor Nunez, L’inglese di Steven Sodenberg, Quel treno per Yuma di James Mangold) e zia di Bridget Fonda (classe 1964; Il padrino-Parte III di Francis Ford Coppola, Inserzione pericolosa di Barbet Schroeder, Il piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci, Jackie Brown di Quentin Tarantino, Soldi sporchi di Sam Raimi), da bambina e da ragazza cambia continuamente scuola e studia anche pittura in Francia, fino a quando, nel ’53, Lee Strasberg, fondatore (insieme ad Elia Kazan) e direttore dell’Actor’s Studio di New York, la convince ad iscriversi ai suoi corsi e in seguito a tentar la via della recitazione teatrale.

Il suo esordio cinematografico avviene nel ruolo di una disinibita studentessa nella commediaIn punta di piedi (1960)di Joshua Logan, in cui lavora con Anthony Perkins (al suo ultimo film pre Psycho di Alfred Hitchcock). Nel film appare, in una piccola parte non accreditata (nel ruolo di un giocatore di basket) un giovane Robert Redford, il quale, due anni dopo, esordirà al cinema in Caccia di guerra - 1962 - di Denis Sanders e, nei successivi cinquant’anni, reciterà nuovamente con lei in altri quattro film.

Dopo aver interpretato Anime sporche (1962) di Edward Dmytryk, incontra il regista francese Roger Vadim, il quale la dirige nella commedia libertina Il piacere e l’amore (1964).

Nel ’66 è insieme a Marlon Brando ed a Robert Redford ne La caccia, potente dramma civile diretto da Arthur Penn, e l’anno dopo è protagonista di A piedi nudi nel parco (1967), commedia di Gene Saks tratta dall’omonima commedia teatrale di Neil Simon, in cui duetta per la seconda con Robert Redford ed in cui lavora anche con Charles Boyer e Mildred Natwick. 

Nel ’68 la sua consacrazione a sex symbol in Barbarella di Roger Vadim, in cui recita in aderenti tute spaziali ideate e disegnate dallo stilista Paco Rabanne.

L’anno seguente torna negli Stati Uniti, dove ottiene subito una Nomination all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista per Non si uccidono così anche i cavalli? (1969) di Sydney Pollack e, due anni dopo vince la statuetta con il ruolo della prostituta che aiuta il detective (interpretato da Donald Sutherland) in Una squillo per l’ispettore Klute (1971) di Alan J. Pakula.

Politicamente impegnata nella lotta per i diritti civili degli afroamericani e dei nativi d’America, per la liberazione della leader nera Angela Davis, contro la guerra in Vietnam e nelle campagne femministe, interpreta complessi ruoli di donne in crisi in Crepa padrone, tutto va bene (1972) di Jean-Luc Godard e Jean-Pierre Gorin e in Casa di bambola (1973) di Joseph Losey, tratto dal dramma teatrale omonimo di Henrik Ibsen.

Dopo un’altra intensa performance in Giulia (1977) di Fred Zinnemann, in cui recita con Vanessa Redgrave, Jason Robards (Oscar come Miglior Attore Non Protagonista) e con una giovane Meryl Streep (al suo esordio cinematografico), vince un secondo Oscar come Miglior Attrice Protagonista per Tornando a casa (1978) di Hal Ashby.

Nel ’79 è la giornalista che indaga sull’incidente in una centrale nucleare in Sindrome cinese (1979) di James Bridges, con Jack Lemmon e Michael Douglas, e considerato (insieme a Quarto potere di Orson Welles, L’asso nella manica di Billy Wilder, L’ultima minaccia di Richard Brooks, Un volto nella folla di Elia Kazan, Prima pagina di B. Wilder, Quinto potere di Sidney Lumet, Tutti gli uomini del Presidente di Alan J. Pakula, Diritto di cronaca di Sydney Pollack e Sotto tiro di Roger Spottiswoode) come uno fra i migliori film americani sul giornalismo mai realizzati.

Due anni dopo, recita con il padre Henry (al suo ultimo film ed Oscar come Miglior attore Protagonista) e con Katharine Hepburn (Oscar come Miglior attrice Protagonista) in Sul lago dorato (1981) di Mark Rydell.

A partire dagli anni Ottanta ha grande successo promuovendo un metodo di ginnastica aerobica e torna saltuariamente al cinema in film come Il mattino dopo (1986) di Sidney Lumet, in cui interpreta un’attrice alcolizzata, e in Lettere d’amore di Martin Ritt (1990), in cui è un’operaia vedova che aiuta un analfabeta (interpretato da Robert De Niro) ad imparare a leggere e scrivere.

Dopo circa quindici anni di assenza, torna sul set nella commedia Quel mostro di suocera (2005) di Robert Luketic, in cui interpreta una madre in lotta contro la fidanzata del figlio, mentre in Donne, regole… e tanti guai! (2007) di Garry Marshall è la nonna presso la quale trova rifugio l’irrequieta nipote.

Fra gli altri film ricordiamo Rodaggio matrimoniale (1962) di George Roy Hill, Una domenica a New York (1963) di Peter Tewksbury, Crisantemi per un delitto (1964) di René Clément, con Alain Delon, il western comico Cat Ballou (1965) di Elliot Silverstein, con Lee Marvion (Oscar come Miglior attore Non Protagonista)  e Michael Callan, La calda preda (1966) di Roger Vadim, E venne la notte (1967) di Otto Preminger, Metzengerstei (1968) di R. Vadim, episodio di Tre passi nel delirio, Una squillo per quattro svitati (1973) di Alan Myerson, Il giardino della felicità (1977) di George Cukor, Non rubare… se non è strettamente necessario (1977) di Ted Kotcheff, Arriva un cavaliere libero e selvaggio (1978) e Il volto dei potenti (1981) di Alan J. Pakula, California Suite (1978) di Herbert Ross, con Walter Matthau, Il cavaliere elettrico (1979) di Sydney Pollack, in cui recita per la terza volta con Robert Redford, Dalle 9 alle 5… orario continuato (1980) di Colin Higgins, Agnese di Dio (1985) di Norman Jewison, Old Gringo - Il vecchio gringo (1989) di Jesus Puenzo, con Gregory Peck e Jimmy Smits.        

In epoche più recenti è apparsa in Peace, Love & Misunderstanding (2011) di Bruce Beresford, The Butler - Un maggiordomo all Casa Bianca (2013) di Lee Daniels, This is Where I Leave You (2014) di Shawn Levy, Youth - La giovinezza (2015) di Paolo Sorrentino, Le nostre anime di notte (2017) di Ritesh Batra, in cui, oltre trentacinque anni dopo il già citato Il cavaliere elettrico di Sydney Pollack, è tornata a recitare con l’amico Robert Redford.

Nel 2017 ha ricevuto (insieme a R. Redford medesimo) un meritatissimo Leone d’Oro alla Carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il 20 dicembre 2019 viene arrestata per la quinta volta nel corso della protesta contro i cambiamenti climatici di fronte al Campidoglio di Washington e, mentre gli agenti la portano via, i manifestanti le cantano «Happy Birthday».

Lo aveva annunciato («Trascorrerò il mio compleanno in carcere») e così è stato. Nell’estate 2019 si è trasferita a Washington per partecipare attivamente alla battaglia per l’ambiente, con manifestazione in piazza ogni venerdì del mese per seguire le orme di Greta Thunberg, dalla quale, per sua stessa affermazione, trae ispirazione, attraverso il gruppo green “Fire Drill Fridays” da lei creato.

Insieme a lei sono stati arrestati anche John Hocevar (direttore di Greenpeace’s Oceans Campaign negli Stati Uniti) e l’attivista Heather Booth.

Prima di esser presa in custodia dagli agenti, l’attrice si è rivolta ai manifestanti da un palco - abbellito da un cartello con il messaggio «Buon compleanno Jane» - per chiedere un intervento sulle emissioni di gas serra e da cui ha sottolineato la drammatica connessione fra la crisi climatica e la salute. «Il cambiamento climatico è un problema di salute pubblica», ha affermato Jane Fonda. «L’aumento delle malattie respiratorie, come l’asma e molti altri mali, è connesso alla crescita dell’inquinamento».

E, come ha promesso, tornerà presto in piazza. Chi la conosce bene (nonché il suo pubblico) non ha dubbi al riguardo: non saranno certo l’età avanzata ed i vari arresti a fermare la sua battaglia.

 

 

 

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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