Auguri a Norman Lloyd: i 106 anni dell’ultimo superstite della Hollywood classica

Norman Lloyd in "Io ti salverò" di Alfred Hitchcock Norman Lloyd in "Io ti salverò" di Alfred Hitchcock
Il grande attore americano, interprete di film quali “Sabotatori” e “Io ti salverò” di Alfred Hitchcock, “L’uomo del Sud” di Jean Renoir, “Salerno, ora X” di Lewis Milestone, “Una lettera per Eva” di Jules Dassin, “Il regno del terrore” di Anthony Mann, “La leggenda dell’arciere di fuoco” di Jacques Tourneur, “L’immagine meravigliosa” di Richard Brooks, “Luci della ribalta” di Charlie Chaplin, “Audrey Rose” di Robert Wise, “L’attimo fuggente” di Peter Weir, “L’età dell’innocenza” di Martin Scorsese e molti altri, ha compiuto centosei anni.

Nato a Jersey City - nel New Jersey - nel 1914, Norman Perlmutter - meglio noto con il nome d’arte Norman Lloyd -, dopo aver esordito (nel ’38) al Mercury Theatre di Orson Welles (all’epoca della celebre “burla” radiofonica de La guerra dei mondi) arriva al cinema l’anno seguente con un ruolo secondario in The Streets of New York (1939) di Anthony Mann.

Nei dieci/dodici anni successivi appare in film quali Sabotatori (1942) di Alfred Hitchcock, nel ruolo del cospiratore filonazista Frank Fry (indimenticabile la sua figura inquietante ed il finale, in cui precipita giù dalla Statua della Libertà), ed in cui recita con Robert Cummings, Priscilla Lane, Otto Kruger e Alan Baxter, Io ti salverò (1945), anch’esso diretto da A. Hitchcock, tratto dal libro di Francis Beeding (pubblicato per la prima volta in Italia dal Saggiatore nel 2015), ed interpretato da Ingrid Bergman, Gregory Peck, Leo G. Carroll e Michail Cechov (nipote del grande Anton Cechov ed autore del libro La tecnica dell’attore, in Italia pubblicato da Dino Audino Editore),  L’uomo del Sud (1945) di Jean Renoir, Salerno, ora X (1945) di Lewis Milestone, Gli ammutinati di Sing Sing (1945) di H. Bruce Humberstone, Una lettera per Eva (1946) di Jules Dassin, Una giovane vedova (1946) di Edwin L. Marin, La morte è discesa a Hiroshima (1947) di Norman Taurog, Occhio per occhio (1949) di George Sherman, La mano deforme (1949) di Roy Rowland, Il regno del terrore (1949) di Anthony Mann, La corsara (1950) di Frederick De Cordova, La leggenda dell’arciere di fuoco (1950) di Jacques Tourneur, con Burt Lancaster e Virginia Mayo, Ho amato un fuorilegge (1951) di John Berry, con John Garfield (al suo ultimo film prima della sua prematura scomparsa) e Shelley Winters, L’immagine meravigliosa (1952) di Richard Brooks (il quale, nello stesso anno, dirige anche L’ultima minaccia, considerato - insieme a Quarto potere di Orson Welles, L’asso nella manica di Billy Wilder, Un volto nella folla di Elia Kazan, Prima pagina di B. Wilder, Quinto potere di Sidney Lumet, Tutti gli uomini del Presidente di Alan J. Pakula, Sindrome cinese di James Bridges, Diritto di cronaca di Sydney Pollack e Sotto tiro di Roger Spottiswoode - come uno fra i migliori film americani sul giornalismo mai realizzati), Luci della ribalta (1952) di Charlie Chaplin (del quale è stato grandissimo amico), in cui interpreta l’impresario Bodalink.

All’inizio degli anni Cinquanta, il maccartismo interrompe bruscamente la sua carriera cinematografica (le sue posizioni erano notoriamente progressiste e difese in ogni modo l’amico C. Chaplin quando, come è tristemente noto, gli fu vietato di far ritorno negli Stati Uniti)  e, per oltre vent’anni, lavorerà esclusivamente a teatro ed in televisione (come attore, regista - vari episodi della serie Alfred Hitchcock Presents e di altri telefilm, fra cui Incidente premeditato - 1971 -,  episodio della prima stagione de Il Tenente Colombo, e produttore).

Negli anni Settanta ed Ottanta appare anche in alcuni episodi di telefilm quali Kojak (1975), Ai confini della realtà (1986), La signora in giallo (quattro episodi fra il 1986 ed il 1993), Oltre la  legge - L’informatore (1989, quattro episodi), Star Trek: The Next Generation (1993).

Al cinema torna alla fine degli anni Settanta nell’horror Audrey Rose (1977) di Robert Wise, dopodiché, alla fine degli Ottanta, in quello che diventerà uno fra i ruoli più noti della sua carriera: l’autoritario preside del liceo di L’attimo fuggente (1989) di Peter Weir, con Robin Williams e Ethan Hawke.

Negli anni successivi appare in L’età dell’innocenza (1993) di Martin Scorsese, nel telefilm The Practice - Professione avvocati (tre episodi fra il 1997 e il 2003), in Seven Days (circa cinquanta episodi fra il 1998 e il 2001), in cui interpreta il professor Isaac Mentor, nel film tv A prova di errore (2000) di Stephen Frears, remake del film omonimo del ’64 (diretto da Sidney Lumet ed interpretato da Henry Fonda e Walter Matthau).

Ancora attivo nonostante l’età molto avanzata, fra il 2005 e 2015 l’irriducibile Norman Lloyd appare in In Her Shoes - Se fossi lei di Curtis Hanson, con Cameron Diaz e Shirley MacLaine, in un episodio della serie tv Modern Family (2010) ed in A Place For Heroes (2014) di Scott R. Thompson e Un disastro di ragazza (2015) di Judd Apatow.

Nel novembre 2014, in occasione del suo centesimo compleanno, il mondo dello spettacolo gli ha reso omaggio in quanto uno fra gli ultimissimi testimoni (insieme a Kirk Douglas - 1916-2020 -, Olivia de Havilland - 1916-2020 - e Nehemiah Persoff - classe 1919 ed ancora vivente) dell’epoca d’oro della Hollywood classica.

All’inizio del 2016 si è ritirato a vita privata.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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