Auguri a Rhonda Fleming

Rhonda Fleming in "Sfida all'OK Corral" di John Sturges Rhonda Fleming in "Sfida all'OK Corral" di John Sturges
L’attrice americana, nota negli anni Cinquanta - insieme alla quasi coetanea Maureen O’ Hara -  come “la regina del Technicolor”  per via dei suoi  bellissimi capelli rossi, ed interprete di film quali “Io ti salverò” di Alfred Hitchcock, “La scala a chiocciola” di Robert Siodmak, “Out of the Past” di Jacques Tourneur, “La jungla dei temerari” di Allan Dwan, “Quando la città dorme” di Fritz Lang, “Sfida all’OK Corrall” di John Sturges, e molti altri, il 10 agosto 2018 spegnerà novantacinque candeline.

Nata a Los Angeles nel 1923, dopo aver frequentato corsi di danza e di recitazione, esordisce al cinema in ruoli in film come Terra nera (1943) di Albert S. Rogell, Da quando te ne andasti (1944) di John Cromwell, Notte d’angoscia (1944) di William Castle e Io ti salverò (1945) di Alfred Hitchcock, tratto dal libro di Frances Beeding (pubblicato in Italia da il Saggiatore) ed interpretato da Ingrid Bergman e Gregory Peck e Michail Cechov (nipote del grande Anton Cechov ed autore de La tecnica dell’attore, pubblicato in Italia da Dino Audino editore).

Non ancora protagonista, interpreta alcuni ruoli di donna aggressiva ed avvenente in classici noir come La scala a chiocciola (1946) di Robert Siodmak, in cui lavora con Dorothy McGuire e George Brent, e Out of The Past (1947, tradotto in Italia in Le catene della colpa e conosciuto anche con il titolo La banda degli implacabili) di Jacques Tourneur, in cui recita con Robert Mitchum, Jane Greer e Kirk Douglas.

Dopo aver recitato insieme a Ronald Reagan (attore in circa sessanta film dal 1936 al 1964, e futuro governatore della California - dal 1967 al 1975 -  e Presidente degli Stati Uniti -dal 1981 al 1989) in alcuni film di genere come il western L’assedio di Fort Point (1951) e gli avventurosi Il talismano della Cina (1951) e Il giustiziere dei Tropici (1953), tutti e tre diretti da Lewis R. Foster, offre delle ottime performances ne La jungla dei temerari (1955), in cui lavora nuovamente con R. Reagan, e Veneri rosse (1956), entrambi diretti da Allan Dwan.

In quegli anni ottiene altri ruoli di rilievo in Quando la città dorme (1955) di Fritz Lang, cinico ritratto del mondo del giornalismo interpretato da Dana Andrews, George Sanders e Vincent Price e nel melodramma Home Before Dark (1958, tradotto in Italia in Pietà per la carne) di Mervyn LeRoy.    

Fra gli altri film ricordiamo I predoni della città (1946 di Edwin L. Marin, La figlia del pirata (1947) di Sam Newfield, La corte di re Artù (1949) di Tay Garnett, Il grande amante (1949) di Alexander Hall, L’aquila e il falco (1950) di Lewis R. Foster, Nei bassifondi di Los Angeles (1951) di Robert Parrish, Il messaggio del rinnegato (1951) di Leslie Fenton, La danza proibita (1951) di Frederick de Cordova, Il tesoro del fiume sacro (1951) e Fuoco a Cartagena (1952), entrambi diretti da Lewis R. Foster, Gli amori di Cleopatra (1953) di William Castle, Pony Express (1953) di Jerry Hopper, con un giovane Charlton Heston ad inizio carriera, Inferno (1953) di Roy Ward Baker, Teste rosse (1953) di Lewis R. Foster, Il tesoro del Rio delle Amazzoni (1954) di Edward Ludwig, Yankee Pascià (1954) di Joseph Pevney, L’assassino è perduto (1956) di Budd Boetticher, Odongo (1956) di John Gilling, l’ottimo western Sfida all’OK Corrall (1957) di John Sturges, con Burt Lancaster e Kirk Douglas, La storia di Buster Keaton (1957) di Sidney Sheldon, L’arma della gloria (1957) di Roy Rowland, con Stewart Granger, La frusta dell’amazzone (1958) di Harmon Jones, Arriva Jesse James (1959) di Norman Z. McLeod, Il grande circo (1959) di Joseph M. Newman, Il cielo è affollato (1960) di Joseph Pevney, Pao de Acucar (1964) di Paul Sylbert, Won Ton Ton, il cane che salvò Hollywood (1977) di Michael Winner, The Nude Bomb (1980) di Clive Donner.

Negli anni Cinquanta e Sessanta viene diretta anche da alcuni registi italiani in film minori come La cortigiana di Babilonia (1955) di Carlo Ludovico Bragaglia,  il peplum La rivolta degli schiavi (1960) di Nunzio Malasomma e la commedia Una moglie americana (1965) di Gian Luigi Polidoro.

Attiva anche sul piccolo schermo, appare come "guest star" in alcuni episodi di vari telefilm. 

A partire dalla fine degli anni Sessanta ha notevolmente diradato le sue apparizioni e all’inizio degli Ottanta si è ritirata a vita privata.  

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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