Auguri a Senta Berger

Senta Berger in "Quiller Memorandum" di Michael Anderson Senta Berger in "Quiller Memorandum" di Michael Anderson
La grande attrice austriaca, interprete di film quali “Sierra Charriba” di Sam Peckinpah, “Quiller Memorandum” di Michael Anderson, “Operazione San Gennaro” di Dino Risi, “Bisturi, la mafia bianca” di Luigi Zampa e molti altri, ha spento ottanta candeline.

Nata a Vienna nel 1941, figlia di un’insegnante e del musicista Joseph Berger, debutta sul palcoscenico all’età di sei anni cantando accompagnata dal padre al pianoforte. Studia danza fino quattordici anni per poi passare allo studio della recitazione alla scuola di Max Reinhardt a Vienna, che lascia nel 1957 dopo aver accettato un piccolo ruolo nel film La locanda dei tigli, di Hans Guest.

L’anno seguente entra a far parte, per un breve periodo, della Compagnia del Josefstadt Theatre di Vienna.

Esordisce al cinema in Il coraggioso soldato Schweijk (1960) di Axel von Ambesser, in cui cui recita con Heinz Rühmann, per poi proseguire con una carriera che abbraccerà tutti i generi cinematografici ed in cui verrà diretta sia da registi europei sia americani.

Nel ’62, diretta dal tedesco Werner Klinger interpreta Il testamento del dottor Mabuse, remake del celebre ed omonimo film di Fritz Lang del 1933, e Il pugnale malese.

Nel genere western la troviamo in Doringo! (1965) di Arnold Laven, con un giovane James Caan, ed e in Sierra Charriba (1965) di Sam Peckinpah, con Charlton Heston, Richard Harris, James Coburn, Ben Johnson, Warren Oates e L. Q. Jones. Dodici anni dopo, S. Peckinpah la dirigerà nuovamente in La croce di ferro (1977), film di guerra con James Coburn e Maximilian Schell.

Recita in molti film drammatici, thriller e di spionaggio: Quiller Memorandum (1966) di Michael Anderson, scritto da Harold Pinter ed in cui recita con George Segal, Max von Sydow e Alec Guinness, Congiura di spie (1966) di Édouard Molinaro, con Louis Jourdan, De Sade (1969) di Cy Endfield, con Keir Dullea e John Huston, La lettera scarlatta (1973) di Wim Wenders, tratto dal romanzo omonimo di Nathaniel Hawthorne - di cui, fra il 1911 e il 2004, son state realizzate ben nove versioni cinematografiche -, Bisturi, la mafia bianca (1973) di Luigi Zampa, con Gabriele Ferzetti, Enrico Maria Salerno e Piera Degli Esposti, Intrigo in Svizzera (1976) di Jack Arnold, con John Saxon e Ray Milland, La giacca verde (1979) di Franco Giraldi, tratto dal racconto omonimo di Mario Soldati ed interpretato da con Jean-Pierre Cassell e Renzo Montagnani, Le due vite di Mattia Pascal (1985) di Mario Monicelli, ispirato a Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello ed interpretato da Marcello Mastroianni e Flavio Bucci, Tre colonne in cronaca (1990) di Carlo Vanzina, libero adattamento del libro omonimo di Corrado Augias e Daniela Pasti.

Nella commedia lavora anche in Italia in … e la donna creò l’uomo (1964) di Camillo Mastrocinque, con Gino Cervi e Massimo Serato, Operazione San Gennaro (1966) di Dino Risi, con Nino Manfredi e Totò, Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano (1969) di Luigi Comencini, Roma bene (1971) di Carlo Lizzani, con Nino Manfredi e Virna Lisi, Amore e ginnastica (1973), di Luigi Filippo D’Amico, tratto dal romanzo breve omonimo di Edmondo De Amicis, con Lino Capolicchio e Adriana Asti, Animali metropolitani (1987) di Steno.

Fra gli altri film ricordiamo Ti aspetterò all’inferno (1962) di Geza von Radvanyi, I vincitori (1963) di Carl Foreman, Combattenti nella notte (1966) di Melville Shavelson, con Kirk Douglas, Il papavero è anche un fiore (1966) di Terence Young, L’imboscata (1967) di Henry Levin, Diabolicamente tua (1967) di Julien Duvivier, Se è martedì dev’essere il Belgio (1969) di Mel Stuart, Cuori solitari (1970) di Franco Giraldi, Da parte degli amici: firmato mafia (1971) di Yves Boisset, L’amante dell’Orsa Maggiore (1972) di Valentino Orsini, La morale di Ruth Halbfass (1972) di Volker Schlondorff, Causa di divorzio (1972) di Marcello Fondato, La bellissima estate (1974) di Sergio Martino, L’uomo senza memoria (1974) di Duccio Tessari, Ritratto di borghesia in nero (1978) di Tonino Cervi, con Ornella Muti e Mattia Sbragia, Speed Driver (1981) di Stelvio Massi, Fatto su misura (1984) di Francesco Laudadio.

In epoche più recenti, dopo oltre vent’anni di assenza, è apparsa in  Benvenuto in Germania (2016) di Simon Verhoeven.

Attiva anche in televisione, negli anni Settanta e Ottanta è apparsa in vari film tv tedeschi ed in alcuni episodi di serie e miniserie (Organizzazione U.N.C.L.E.  1964 -, Reporter alla ribalta - 1968 -, Operazione ladro - 1968-69 -, Notti e nebbie - 1984 - di Marco Tullio Giordana, con Umberto Orsini e Laura Morante, La signora col taxi - 1989-2004 -, Quattro storie di donne - 1989 -, Il commissario Rex - 1995).

Dopo aver intrapreso, a partire dagli anni Novanta, la carriera di produttrice cinematografica dal 2003 è presidente della German Film Academy, che ha come obiettivo fondamentale il lancio e la promozione di nuovi talenti del cinema europeo.

Nel 2006 pubblica la sua autobiografia, dal titolo Sapevo di poter volare.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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