Auguri a Sophia Loren

Sophia Loren negli anni Sessanta Sophia Loren negli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
La grande attrice napoletana, interprete di film quali L’oro di Napoli”, “La ciociara”, “Matrimonio all’italiana” e “I girasoli” di Vittorio De Sica, “Orgoglio e passione” di Stanley Kramer, “Un marito per Cinzia” e “La baia di Napoli” di Melville Shavelson, “Orchidea nera” di Martin Ritt, “Quel tipo di donna” di Sidney Lumet, “Il diavolo in calzoncini rosa” di George Cukor, “Una giornata particolare” di Ettore Scola “Pret-a-Porter” di Robert Altman e molti altri, spegne ottantacinque anni.

Nata a Napoli nel 1934, Sofia Villani Scicolone - meglio nota con ul nome d’arte Sophia Loren - nel 1949 comincia giovanissima a lavorare nei fotoromanzi e, l’anno dopo, a colpire le giurie di Miss Italia. Nello stesso anno esordisce al cinema in piccole parti (Cuori sul mare - 1950 - di Giorgio Bianchi, Il voto - 1950 - di Mario Bonnard, Tototarzan - 1950 - di Mario Mattoli, Le sei mogli di Barbablù - 1950 - di Carlo Ludovico Bragaglia, Luci del varietà - 1950 - di Federico Fellini e Alberto Lattuada), che tuttavia già mostrano quanto la ragazza riempia le inquadrature con la sua grande presenza scenica.

Dopo altri ruoli secondari (Lebbra bianca - 1951 - di Enzo Trapani, Io sono il Capataz - 1951 - di Giorgio Simonelli, Milano miliardaria - 1951 -, Il mago per forza - 1951 - e Era lui, sì, sì! - 1951 - di Vittorio Metz, Marcello Marchesi e Marino Girolami, Quo vadis? - 1951 - di Mervyn LeRoy, Il padrone del vapore - 1951 - di Mario Mattoli,  Anna - 1951 - di Alberto Lattuada, Èarrivatol’accordatore - 1952 - di Duilio Coletti, Il sogno di Zorro - 1952 - di Mario Soldati, La favorita - 1952 - di Cesare Barlacchi, La tratta delle bianche - 1952 - di Luigi Comencini), nel ’53 recita in Africa sotto i mari di Giovanni Roccardi, in cui abbandona per la prima volta il nome d’arte Sofia Lazzaro e adotta quello con cui diventerà nota in Italia ed all’estero: Sophia Loren.

Nello stesso anno appare anche in Aida (1953) di Clemente Fracassi, Ci troviamo in galleria (1953) di Mauro Bolognini, La domenica della buona gente (1953) di Anton Giulio Majano e Un giorno in pretura (1953) di Steno.

L’anno dopo il produttore Carlo Ponti (il quale, come è noto, diventerà il suo “Pigmalione” nonché suo marito) le offre un contratto di sette anni lanciandola nel ruolo della popolana dal cuore d’oro che trova la più compiuta espressione nel ruolo della pizzaiola fedifraga di Pizze a credito (1954), episodio de L’oro di Napoli di Vittorio De Sica.

Pronta per la ribalta internazionale, affronta Hollywood e non si fa intimidire da giovani ma già importanti registi quali Martin Ritt (Orchidea nera - 1958) o Sidney Lumet (Quel tipo di donna - 1959). Diretta dal navigato George Cukor, si presta anche ad una bizzarra esperienza western, interpretando un’attrice italiana travolta da una movimentata tournée lungo la frontiera ne Il diavolo in calzoncini rosa (1960). Ad Hollywood, come è noto, lavora anche con Cary Grant (Orgoglio e passione - 1957 - di Stanley Kramer e Un marito per Cinzia - 1958 - di Melville Shavelson), Frank Sinatra (il già citato Orgoglio e passione) e Clark Gable (La baia di Napoli - 1960 - di M. Shavelson).

Tuttavia, la vera gloria la attende al suo ritorno in Italia, quando Vittorio De Sica le fa interpretare il ruolo della vedova Cesira, che condividerà con la figlia (interpretata da Eleonora Brown) il martirio dello stupro nell’Italia annichilita dalla guerra nel celebre La ciociara (1960), tratto dal libro omonimo di Alberto Moravia e scritto da Cesare Zavattini.

Il film le fa vincere numerosi premi, fra cui la Palma d’Oro dal Festival di Cannes e l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista e consolida il sodalizio con V. De Sica, il quale la dirigerà in molti fra i suoi film successivi, fra cui Matrimonio all’italiana (1964) e I girasoli (1968), entrambi con Marcello Mastroianni.

A partire dagli anni Settanta dirada notevolmente le sue apparizioni, salvo un solido ritorno da protagonista insieme a M. Mastroianni in Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola, in cui dà vita con straordinaria intensità alla figura di una casalinga che si concede un fugace incontro con il vicino di casa, perseguitato dal regime fascista, sullo sfondo di una Roma che assiste in parata all’incontro fra Hitler e Mussolini del maggio 1938.

Sempre alla ribalta dei mass media, negli anni successivi continua a godere di una fama inossidabile. Nel ’94 riceve l’Oscar alla Carriera e, quattro anni dopo, il Leone d’Oro (sempre alla Carriera) alla Mostra del Cinema di Venezia.

Nel 2002 torna al cinema in Cuori estranei, diretto da suo figlio Edoardo Ponti e, due anni dopo, si rimette in gioco nella commedia Peperoni ripieni e pesci in faccia (2004 - ma distribuito in Italia nel 2006) di Lina Wertmüller.

Fra gli altri film ricordiamo La donna del fiume (1954) di Mario Soldati, scritto anche da Pier Paolo Pasolini (alla sua prima esperienza cinematografica), Carosello napoletano (1954) di Ettore Giannini, Il paese dei campanelli (1954) di Jean Boyer, Due notti con Cleopatra (1954) e Miseria e nobiltà (1954) di Mario Mattoli, Tempi nostri - Zibaldone n. 2 (1954), Peccato che sia una canaglia (1954) e La fortuna di essere donna (1955) di Alessandro Blasetti, Pellegrini d’amore (1954) di Andrea Forzano, Attila (1954) di Pietro Francisci, Il segno di Venere (1955), Pane, amore e… (1955) e La moglie del prete (1970) di Dino Risi, La bella mugnaia (1955) di Mario Camerini, Il ragazzo sul delfino (1957) di Jean Negulesco, con Alan Ladd, Timbuctù (1957) di Henry Hathaway, con John Wayne, Desiderio sotto gli olmi (1958) di Delbert Mann, La chiave (1958) di Carol Reed, Olympia (1960) di Michael Curtiz, La miliardaria (1960) di Anthony Asquith, El Cid (1961) e La caduta dell’impero romano (1964) di Anthony Mann, Madame Sans-Gene (1961) di Christian-Jaque, La riffa (1962) di Vittorio De Sica, episodio di Boccaccio ’70, Il coltello nella piaga (1962) di Anatole Litvak, I sequestrati di Altona (1962), Ieri oggi domani (1963) e Il viaggio (1974) di V. De Sica, Operazione Crossbow (1965) di Michael Anderson, Lady L (1965) di Peter Ustinov, Judith (1966) di Daniel Mann, Arabesque (1966) di Stanley Donen, con Gregory Peck, La contessa di Hong Kong (1967) di Charlie Chaplin (al suo ultimo film), con Marlon Brando e Tippi Hedren, C’era una volta (1967) di Francesco Rosi, Questi fantasmi (1967) di Renato Castellani, tratto dalla commedia teatrale omonima di Eduardo De Filippo, La mortadella (1971) di Mario Monicelli, Bianco, rosso e… (1972) di Alberto Lattuada, L’uomo della Mancha (1972) di Arthur Hiller, L’accusa è: violenza carnale e omicidio (1974) di André Cayatte, La pupa del gangster (1975) di Giorgio Capitani, Cassandra Crossing (1976) di George Pan Cosmatos, con Richard Harris e Burt Lancaster, Angela (1978) di Boris Sagal, Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978) di Lina Wertmüller, Obiettivo Brass (1978) di John Hough, Firepower (1979) di Michael Winner, con James Coburn, Qualcosa di biondo (1984) di Maurizio Ponzi, Pret-a-Porter (1994) di Robert Altman, il modesto That’s Amore - Due improbabili seduttori (1995) di Howard Deutch, con Jack Lemmon e Walter Matthau, Soleil (1997) di Roger Hanin.

Attiva anche in televisione, è apparsa in vari film tv (Breve incontro - 1974 - di Alan Bridges, Madre Coraggio - 1986 -, Sabato, domenica e lunedì - 1990 - di Lina Wertmüller, tratto dalla commedia teatrale omonima di Eduardo De Filippo, Francesca e Nunziata - 2001 -, anch’esso di L. Wertmüller, La terra del ritorno - 2004 - di Jerry Ciccoritti) e nelle miniserie tv Mamma Lucia (1988) di Stuart Cooper, La ciociara (1988) di Dino Risi, remake del già citato film di V. De Sica del 1960, e La mia casa è piena di specchi (2010) di Vittorio Sindoni.

In epoche più recenti è apparsa in film come Nine (2009) di Rob Marshall e nel mediometraggio Voce umana (2013) di E. Ponti.

 

 

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