Buon Compleanno, Robert Redford

Buon Compleanno, Robert Redford
Robert Redford, interprete tra i più amati e apprezzati nel panorama cinematografico mondiale, compie oggi 85 anni.

Nato a Santa Monica (California), il 18 agosto del 1936, a 19 anni perde la madre e inizia un periodo ribelle che lo porterà in giro per l'Europa alla ricerca di una identità come artista. Al suo ritorno in America studia pittura al Pratt Institute e frequenta i corsi dell’American Academy of Dramatic Arts di New York. Nel 1958 sposa la giovanissima Lola Van Wagenen, conosciuta a Los Angeles nel palazzo dove entrambi vivevano. Avranno quattro figli (il primo morirà per una sindrome infantile) e divorzieranno nel 1985.

Uno dei suoi professori, nel 1958, gli affida un ruolo a Broadway e da lì l’esordio sul piccolo schermo. Recita infatti in alcune famose serie televisive come Perry Mason, Alfred Hitchcock presenta e Ai confini della realtà. Due anni dopo arriva sul grande schermo nel film bellico Caccia di guerra. Del cast fa parte anche Sydney Pollack che, diventato regista, lo dirigerà in molti film.

Nel 1966 è il miglior attore emergente ai Golden Globe per la sua interpretazione nel film Lo strano mondo di Daisy Clover di Robert Mulligan.

Gli anni Settanta si aprono con film destinati a restare nell’immaginario. Tra questi quello diretto da Gene Saks, tratto dall'omonima commedia teatrale di Neil Simon A piedi nudi nel parco, al fianco di Jane Fonda, e Butch Cassidy, commedia western firmata da George Roy Hill, in cui interpreta Sundance Kid, fuorilegge in combutta con Butch Cassidy, interpretato da Paul Newman che diventerà uno dei suoi più cari amici. Sempre con lo stesso regista nel 1973 lavora a un altro film cult, La stangata, che porta a casa ben 7 premi Oscar.

Con Sydney Pollack nasce un sodalizio importante. Il regista lo dirige nel western Corvo rosso non avrai il mio scalpo! (1972), nella spy-story I tre giorni del Condor (1975) e nel film che lo consacrerà divo del firmamento hollywoodiano: Come eravamo (1973), in cui Robert Redford recita al fianco di Barbra Streisand. Ambientato a cavallo fra gli anni Trenta e Sessanta, passando per la Seconda Guerra Mondiale e il Maccartismo, il film, che racconta una delle storie d'amore più famose del cinema americano, narra la complessa relazione tra Hubbel Gardiner, giovane e bellissimo esponente della upper class bianca e protestante statunitense (wasp) con un talento per la scrittura e Katie Morosky, ragazza ebrea appartenente alla Lega dei Giovani Comunisti, in prima fila nelle lotte per i diritti civili.

Indimenticabile la sua interpretazione nel film, ancora una volta diretto da Pollack, La mia Africa (1985) che rappresentò un autentico trionfo di critica e di pubblico, campione d'incassi al botteghino e vincitore di ben nove premi Oscar, tra cui miglior film e regia. Commovente la trasposizione del memoriale della scrittrice danese Karen Blixen, con Meryl Streep nei panni della Baronessa Karen Dinesen. La storia d'amore fra Karen e Denys Finch Hatton, il cacciatore dall'animo romantico interpretato da Redford, in una ambientazione che non ha eguali, costituisce il cuore pulsante del film.

Sul grande schermo Robert Redford ha incarnato molto spesso l'eroe positivo. Lo ricordiamo in capolavori da lui interpretati come Il grande Gatsby (1974), diretto da Jack Clayton, tratto dall'omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald del 1925, e Tutti gli uomini del Presidente (1976) diretto da Alan J. Pakula, dove lui e Dustin Hoffman sono i cronisti politici che scoprirono lo scandalo Watergate che portò all’impeachment di Nixon.

L’attore ha intrapreso con successo anche la strada della regia, grazie alla quale nel 1981 vince un Oscar per Gente comune. Riceverà un altro Oscar alla Carriera nel 2002. Nel 1988 dirige il suo secondo film, Milagro. Negli anni ‘90, dopo aver interpretato Havana, dirige il melodramma con Brad Pitt In mezzo scorre il fiume e Quiz Show, che gli vale un’altra candidatura all’Oscar. Ne L’uomo che sussurrava ai cavalli, tratto dal best-seller di Nicholas Evans, è regista e interprete. Per il ruolo della figlia di Kristin Scott Thomas sceglie l'allora quattordicenne Scarlett Johansson.

Nel 2007 dirige Meryl Streep in Leoni per agnelli e due anni dopo produce I diari della motocicletta. Nello stesso anno sposa la compagna Sibylle Szaggars.

Robert Redford privilegia nella sua lunga carriera un cinema politico e impegnato che punta soprattutto a smuovere le coscienze e a porre questioni delicate sulla società e i meccanismi della politica. La leggenda di Bagger Vance, The Conspirator La regola del silenzio - The Company You Keep sono alcuni dei suoi principali lavori.

Nel 2013 fa il suo incisivo ritorno al cinema con All is Lost, firmato da J.C. Chandor, in cui è l'unico attore del cast. Un film intenso, privo di dialoghi ma dalla grande forza espressiva, dove l'attore interpreta un signore ultrasessantenne con la passione per la barca che si trova ad affrontare un naufragio al largo dell’Oceano Indiano.

Raccontare Robert Redford significa raccontare la storia del cinema mondiale. Ma non possiamo limitarci a ricordarlo solo per la sua lunga filmografia. Liberale e attivo nella difesa dei diritti delle minoranze e dell’ambiente, artista e filantropo, Robert Redford lascia un’eredità grande. Presente da decenni nel Consiglio del Natural Resources Defense Council, notevole il suo impegno, anche economico, per tutelare una riserva naturale nello Utah. Supervisore del Redford Center, organizzazione creata insieme al figlio scomparso James, si dedica a usare lo storytelling per promuovere campagne a favore dell'ambiente. Decisivo, inoltre, il suo contribuito per facilitare una “greenhouse glasnost”, invitando l’Accademia delle Scienze sovietica ad un vertice ambientale al Sundance Institute, organizzazione no-profit da lui fondata nel 1981 e finalizzata al sostegno del lavoro dei cineasti indipendenti.

Il Sundance Film Festival, a cui l'Istituto è direttamente collegato, si svolge ogni anno a Park City (Utah) e gioca un ruolo fondamentale nella scoperta di nuovi film e nuove voci provenienti da tutto il mondo. Tra i registi, oggi famosi, che hanno esordito con successo Quentin Tarantino, Steven Soderbergh e Darren Aronofsky.

«Il mio impegno sui cambiamenti climatici è iniziato più di 40 anni fa e l'urgenza che avvertivo a quei tempi è aumentata con il palesarsi di conseguenze sempre più reali e sempre più gravi. Se vogliamo evitare il peggio, dobbiamo agire subito e con coraggio», ha dichiarato Redford in una recente intervista.

Tanti auguri, quindi, all’artista ma soprattutto all’uomo, che ha cambiato generi e ruoli pur rimanendo sempre, straordinariamente sé stesso.

Pubblicato in Cinema

 


 

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