Carlo! Verdone superstar al Festival del Film di Roma

Carlo Verdone al Festival Internazionale del Film di Roma dopo l'acclamata proiezione stampa di ieri sera di ''Carlo!'', documentario di Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti che ha strappato applausi e risate tra il pubblico di giornalisti.    

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Carlo Verdone al Festival Internazionale del Film di Roma dopo l'acclamata proiezione stampa di ieri sera di ''Carlo!'', documentario di Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti che ha strappato applausi e risate tra il pubblico di giornalisti. ''Sono un imitatore del personaggio grigio'', ha commentato Carlo Verdone, raccontando in sala stampa la genesi dei personaggi piu' importanti e riconosciuti della sua filmografia ma anche le storie di alcuni film che lui definisce ''coraggiosi'', come ''Perdiamoci di vista'' che Cecchi Gori non voleva portare sul grande schermo, sicuro che il dolore di una ragazza sulla sedia a rotelle avrebbe fatto perdere pubblico. ''Ho sempre lavorato con grande onesta' - ha proseguito Verdone - e credo che se non ci fossero stati film minori non avrei trovato quello scatto del riscatto del film successivo. Ho sempre messo, in ogni mio lavoro, tanto entusiasmo, cercando di essere autore e pensare al mio pubblico''. Ma oggi, gli viene chiesto, troverebbe ispirazione nella realta' per raccontare qualche nuovo personaggio? ''Oggi sono tutti uguali agli altri. La gente che raccontavo io aveva ognuno una singola caratteristica. Vedo persone tutte uguali nella societa' odierna, nessuno svetta in modo particolare. Guardiamo il calcio: e' lo specchio di una societa' medio-bassa di giovani. Hanno tutti lo stesso taglio di capelli... Ma non solo. C'e' tanta omologazione, esistono delle vere patologie come la mitomania. Guardiamo la politica, negli ultimi tempi la mitomania e l'incursione della politica nella commedia e' qualcosa di deprimente e hanno messo in crisi noi autori. Andrebbe cercato qualcosa di nascosto e di curioso''. ''Parlare di politica non vale la pena - ha aggiunto Verdone -, ci sono comici bravi come Crozza, lasciamolo fare a loro. A noi registi tocca raccontare non piu' il tipo di personaggio ma il tema. Trovo interessanti i temi. Oggi con difficolta' troverei quello che ho saputo trovare io tanti anni fa''. Romano di nascita, Verdone ha concluso: ''Oggi ritrovo qualcosa di interessante nei trasteverini, che pero' sono rimasti in un pugno. Trovo in loro ancora la poesia, le battute sarcastiche che fanno hanno un sapore. Credo che tutti devono stare attenti alle tematiche piu' che ai personaggi, oggi sono una truppa di gente tutta uguale''. In conclusione Verdone ha poi ringraziato i due registi del documentario per il lavoro fatto senza celebrazioni, ma piuttosto con umilta'. Cosi' Gianfranco Giagni: ''Se abbiamo tirato fuori dei lati di Carlo non cosi dichiarati, e' stato proprio grazie alla sua generosita'. Carlo ha tirato fuori un lato nascosto donandoci materiale inedito e privato, lasciando allo stesso tempo delle voci discordanti. Mi ha commosso molto il racconto della figlia Giulia che racconta di Carlo papa', che la faceva pregare per i nonni e per Jimmy Hendrix. Questo e' un aspetto che ci svela molto di lui e della persona che e' Verdone nella vita''. Dello stesso parere il critico Fabio Ferzetti, qui in veste di regista, che ha esteso i ringraziamenti al produttore Marco Belardi, che a fine mese, il 29 novembre, portera' in sala il nuovo film di Paolo Genovese, ''Una famiglia'', dopo gli incassi record di ''Immaturi'' e ''Immaturi il viaggio''. ''Carlo!'', invece, uscira' in home video, per quanto in molti hanno espresso il desiderio di vederlo in sala, sul grande schermo, proprio come un vero film di Carlo Verdone.

  • Carlo Verdone
  • Autore: AGRpress
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