Centinaia di persone a Piazza del Popolo per l'ultimo saluto a Bud Spencer

Bud Spencer e Terence Hill in "Altrimenti ci arrabbiamo" Bud Spencer e Terence Hill in "Altrimenti ci arrabbiamo"
Una chiesa affollata all'inverosimile. Un lungo e fragoroso applauso ha accolto l'ingresso del feretro di Carlo Pedersoli/Bud Spencer nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo a Roma.

Una grande folla si è radunata giovedì 30 giugno 2016 e una piccola banda suona le musiche di molti fra i suoi film: Lo chiamavano Trinità (E. B. Clucher/Enzo Barboni, 1970), …più forte ragazzi! (Giuseppe Colizzi, 1972), Anche gli angeli mangiano fagioli (E. B. Clucher, 1973), la bellissima chitarra elettrica dei fratelli Guido e Maurizio De Angelis per la serie di “Piedone” (Piedone lo sbirro - 1973 -, Piedone a Hong Kong -1975 -, Piedone l’Africano - 1978 -, Piedone d’Egitto - 1980 -, tutti diretti da Steno), I due superpiedi quasi piatti (E. B. Clucher, 1977), Lo chiamavano Bulldozer (Michele Lupo, 1978), Pari e dispari (Sergio Corbucci,1979), Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre (Michele Lupo, 1979), Chi trova un amico trova un tesoro (Sergio Corbucci, 1981), Banana Joe (Steno, 1982), Bomber (Michele Lupo, 1982).

Fra i primi ad arrivare Terence Hill, entrato da una scala laterale per evitare “l'assedio” delle telecamere. Visibilmente commosso, è entrato in silenzio non rispondendo ai giornalisti. Fra gli altri il regista Dario Argento, l’ex pugile Nino Benvenuti, l’attrice Giovanna Ralli e i fratelli Carlo ed EnricoVanzina. “Bud Spencer era un gentiluomo napoletano, un uomo buono e di grandissimo talento”, ha affermato Enrico Vanzina. Franco Nero lo ha ricordato come “una persona solare e di grande umiltà”, mentre Fulvio Lucisano, produttori di alcuni dei suoi film (fra i quali Dio perdona… io no! - 1967 -, I quattro dell’Ave Maria - 1968 -, La collina degli stivali - 1969, tutti e tre diretti da Giuseppe Colizzi) sottolinea la sua grande disponibilità (“era una bravissima persona”). All'interno della chiesa, addobbata con fiori bianchi e azzurri sono stati collocati - sotto l’altare - i gonfaloni del Coni e del Comune di Roma.

“Con Bud c'era la gioia. Sono certo che quando lo rincontrerò mi verrà incontro con la sua sella in spalla e le prime parole che mi dirà saranno “noi non abbiamo mai litigato!”. Così Terence Hill, commosso ma nello stesso tempo sereno nel ricordare l’amico di una vita, ha concluso il suo breve intervento alla fine del funerale. “Ogni volta che ci vedevamo o che mi invitava a mangiare gli spaghetti a casa sua, Bud mi ricordava che non avevamo mai litigato”, ha aggiunto. “La ragione è che ci rispettavamo e ci amavamo e insieme ci divertivamo”. Terence Hill che è intervenuto dopo i ricordi (fra gli altri anche quelli dei figli dell’attore napoletano) ha reso omaggio a Bud Spencer raccontando anche la prima volta che si incontrarono sul set di Dio perdona, io no. “Carlo stava girando un film in Spagna Giuseppe Colizzi, Il cane il gatto e la volpe (il primo titolo di quello che poi sarebbe diventato Dio perdona… io no!). Bud era il cane e l'attore che nella storia interpretava il gatto si ruppe una gamba, e allora mi chiamarono per sostituirlo. Appena arrivato sul set Colizzi mi ha detto “spogliati”, mi ha dato la maglia, il cappello e la pistola e mi ha presentato Carlo. La prima scena è stata subito una scazzottata. In quel film abbiamo inventato anche il modo di cadere, che poi abbiamo insegnato al "messicano" del film "Lo chiamavano Trinità" che di botte ne prendeva tante”. E ha precisato: “vi ho raccontato questo aneddoto, perché, quando Giuseppe (figlio di Carlo Pedersoli) mi ha chiamato per dirmi che Bud era morto, io ero in Almeria nello stesso identico posto in cui siamo incontrati la prima volta. Dopo il dispiacere e il dolore è arrivata una grande calma perché ho capito che niente succede per caso”.

Dopo il funerale, il feretro di Bud Spencer ha lasciato la chiesa degli Artisti accompagnato dalle note della canzone Dune Buggy, che accompagna il film Altrimenti ci arrabbiamo, suonata da una piccola orchestra all'uscita della chiesa. L'uscita del feretro è stata accolta dagli applausi delle persone presenti in piazza del Popolo, applausi proseguiti al ritmo delle note della canzone. I presenti in piazza hanno cominciato a intonare il coro "Bulldozer, Bulldozer" per ricordare l'attore citando il titolo del suo film Lo chiamavano Bulldozer, in cui interpretava il ruolo di un ex giocatore di football americano che allena dei ragazzi che devono affrontare un match difficilissimo.  Altri, all'uscita di Terence Hill, hanno cominciato a gridare “Trinità, Trinità”, in omaggio al loro celebre film del ’70. A seguire il feretro anche una foto (alta circa un metro) di Bud Spencer. Al centro della piazza, un lunghissimo striscione (retto da una quarantina di persone) con sopra scritto “Ora vedrai che anche gli angeli mangiano fagioli. Ciao Bud".

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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