"C'era una volta a... Hollywood", la fiaba di Tarantino

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“C’era una volta a…Hollywood” è l’ultimo film di Tarantino e ha come protagonista il cinema.

Il nono film del regista statunitense Quentin Tarantino (due volte premio Oscar nella categoria miglior sceneggiatura originale nel 1995 e 2013) è uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 18 settembre 2019 ma ha lasciato molte perplessità ai tanti spettatori.

La pellicola ha come protagonista il cinema, precisamente il cinema della fine anni ’60 ed il grande cast, in cui spiccano le stelle Leonardo Di Caprio (Oscar miglior attore 2016), Brad Pitt, Margot Robbie e Al Pacino (Oscar miglior attore 1993), non è altro che lo strumento usato da Tarantino per omaggiare la vecchia Hollywood. 

In C’era una volta a…Hollywood, come in tanti altri film del regista originario del Tennessee, le storie dei (falsi) protagonisti corrono su binari a sé stanti per poi ricongiungersi per una serie di sfortunate, e meno, circostanze. Difatti Leonardo Di Caprio che interpreta Rick Dalton, attore in declino, e Brad Pitt alias Cliff Booth controfigura di Dalton durante lo scorrere del film viaggiano su piani e storie totalmente diverse, ritrovandosi in un finale, che definire trash è riduttivo. 

Ruoli più che comprimari per Margot Robbie nei panni di Sharon Tate e Al Pacino alias Marwin Schwarzs.

Proprio per il personaggio interpretato dalla Robbie, si attendeva più spazio a maggior ragione visto quello che è successo a Los Angeles il 9 agosto 1969, quando la Tate, all’ottavo mese di gravidanza, perse la vita nella sua casa di Beverly Hills al 10050 di Cielo Drive, insieme a quattro amici, per mano dei seguaci di Charles Manson.

Lodevoli le ricostruzioni d'epoca, la fotografia, i molteplici piani sequenza, le tante trovate e citazioni meta-cinematografiche, ma il problema dell’unità del film resta, ed il finale è la pecca più grande del film. Se Tarantino fino ad allora aveva seguito i fasti di Hollywood omaggiandola con tantissimi riferimenti cinematografici; come ad esempio il film Il Calabrone Verde con Bruce Lee; nei minuti conclusivi abbiamo un trash, una violenza che non è mai mancata nei film di Tarantino ma in questo caso fuori luogo, inaspettata che cambia la vera triste storia dei fatti successi quella sera. 

Allora per trovare un senso a questo film forse dobbiamo partire proprio dal titolo: C’era una volta a…Hollywood. Il “C’era una volta” è una tipica espressione di introduzione in numerosissime fiabe, dunque quello che Tarantino ci vuole mostrare è una fiaba cioè un racconto con una finalità di puro intrattenimento dove il lieto fine è sempre presente, ed ecco che i fatti dell’estate del 1969 hollywoodiana sono stravolti ed il male viene sconfitto. 

Un film diverso, forse con aspettative troppo alte, da quelli a cui ci aveva abituato il regista da cult come Le Iene, Kill Bill, Pulp Fiction

C’era una volta a... Hollywood diventa duqnue una fiaba, una fiaba con protagonista il cinema.

 

 

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