Charlotte Rampling compie 70 anni

Charlotte Rampling Charlotte Rampling una scena de "L'orca assassina"
L'attrice Charlotte Rampling ha spento 70 candeline.

Nata a Sturmer, in Inghilterra, il 5 febbraio 1946 dal padre Godfrey Rampling, ex velocista (premiato alle Olimpiadi di Los Angeles del ’32 e Berlino del ‘36 ), colonnello dell'esercito e futuro poi comandante NATO e della pittrice Anne Gurteen, trascorre l'infanzia fra la Francia e l'Inghilterra e termina le scuole superiori a Londra.  Già a 14 anni si esibisce nei pub con la sorella Sarah in piccoli show canori. Va a vivere in Spagna per frequentare l'Università di Madrid, che abbandona dopo qualche mese per unirsi a una band canadese, in cui canta e suona la chitarra. Nel ‘63 comincia l’attività di modella e indossatrice.

Esordisce al cinema nel ’65, a diciannove anni, con un piccolo ruolo in Non tutti ce l'hanno di Richard Lester (vincitore della Palma d'Oro al Festival di Cannes). Viene notata da Roman Polanski, il quale che ne intuisce le qualità recitative e la vorrebbe in Cul-de-sac, ma lei ha già firmato un contratto per Otto facce di bronzo di John Boulting ed è costretta a rinunciare (il suo ruolo andrà a Jacqueline Bisset).

Nel ‘68, a ventidue anni, la giovane Charlotte lavora per la prima volta in Italia in un piccolo ruolo ne La caduta degli dei (1969) di Luchino Visconti, il quale, nonostante la differenza d’età fra l’attrice e il personaggio che sarebbe andata a interpretare, le affida il ruolo di una madre trentasettenne, che viene deportata in un campo di concentramento insieme ai suoi due bambini. Nei sei anni successivi lavorerà altre volte in Italia, in film quali Addio fratello crudele (1971) di Giuseppe Patroni Griffi, Giordano Bruno (1973) di Giuliano Montaldo, Yuppi du (1975) di (e con) Adriano Celentano e soprattutto Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani, film che segna la sua consacrazione a livello internazionale e in cui, come nel già citato La caduta degli dei, interpreta il ruolo di un’ebrea perseguitata durante il nazismo. La sua immagine con il berretto lucido da ufficiale delle Schutzstaffeln, lunghi guanti di pelle nera e bretelle sopra il seno nudo fa il giro del mondo, ma Charlotte rifiuterà l’improvvisa popolarità venuta da quella parte temendo di rimanere intrappolata in ruoli analoghi.

Nel corso degli Anni Settanta e Ottanta interpreta numerosi altri film di rilevo. Ricordiamo Zardoz (1973) di John Boorman, con Sean Connery, la diabolica “dark lady” a cui Robert Mitchum dà la caccia in Marlowe, il poliziotto privato (1975) di Dick Richards, l’etologa che tenta invano di tenere a freno Richard Harris ne L’orca assassina (1977) di Michael Anderson, l’affascinante e ambigua doppiogiochista de Il verdetto (1982) di Sidney Lumet (interpretato anche da Paul Newman, James Mason e Jack Warden), passando per Stardust Memories (1980) di (e con) Woody Allen.  

Negli Anni Novanta, eccezion fatta per rare apparizioni cinematografiche, si dedica soprattutto alla televisione per poi tornare sul grande schermo a partire dal 2000. Fra i suoi film del nuovo decennio ricordiamo: Sotto la sabbia (2000) e Swimming Pool (2003), entrambi diretti da François Ozon e con cui ottiene varie nomination a premi come il Cèsar e l'European Film Award (e, nel 2003, la vittoria di quest'ultimo), Spy Game (2001) di Tony Scott, Le chiavi di casa (2004) di Gianni Amelio), Verso il Sud (2005) di Laurent Cantet. Angel - La vita, il romanzo (2007) di F. Ozon, La duchessa (2008) di Saul Dibb, Melancholia (2011) di Lars Von Trier, Treno di notte per Lisbona (2013) di Billie August, Giovane e bella (2013) di F. Ozon, Tutto parla di te (2013) di Alina Marazzi. Nel 2013 interpreta anche il ruolo della neuropsichiatra Evelyn Vogel nella serie americana Dexter. Nel 2015 vince l'Orso d'Argento come Miglior Attrice al Festival di Berlino con 45 anni di Andrew Haigh, con Tom Courtenay. Il film, che tratta di una crisi coniugale dopo quarantacinque anni di matrimonio, è un successo di critica che permette alla Rampling di vincere e venire candidata a premi importanti: agli European Film Awards 2015 vince il secondo premio come Miglior Attrice Europea e il premio alla carriera. Inoltre, per lo stesso film, ha ottenuto una Nomination agli Oscar 2016 come Miglior Attrice Protagonista.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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